ritratti degli strumenti beauty più assurdi di amazon

Raddrizza-naso e alza-palpebre non funzionano, ma sono il simbolo di una società ancora dipendente da ideali di bellezza inarrivabili.

|
nov 9 2017, 11:54am

Per 2.65 euro, su Amazon si possono comprare pinze che promettono di raddrizzare il proprio naso e assottigliarlo. Sono aggeggi in plastica venduti in un set, e ognuno di loro sembra l’incrocio tra un qualche accessorio della Barbie e uno strumento ginecologico.

“Quello rosa è davvero doloroso. Non lo consiglio a nessuno. Non si riesce a respirare correttamente,” ha scritto nella sezione commenti un acquirente decisamente non soddisfatto. A ricevere critiche più positive è invece un altro modello, che “rende il mio naso molto carino per le occasioni speciali.”

“Funzionerà anche per un naso importante?” chiede un dubbioso utente. “Ho il naso rotto, questo lo sistemerà?” si domanda un altro. E un terzo: “renderà il mio naso all’ingiù un pochino più carino?”

Ricordo ancora con precisione il dolore che ho provato quando uno dei miei fratelli mi ha messo una pinza per stendere i panni sul naso, quindi non posso fare a meno di chiedermi quanto forti siano gli ideali di bellezza oggi per far sì che qualcuno possa volontariamente scegliere di sottomettersi a una tortura simile. Vorrei solo che risparmiassero questi 2.65 euro e un bel mal di testa.

Lo scorso anno, la fotografa Evija Laivina ha comprato uno di questi strumenti per il suo progetto Beauty Warriors. Dalla Cina, glie l’hanno spedito a Inverness, in Scozia.

“Stavo lavorando a un progetto per l’università sul concetto di bellezza e identità,” racconta. “Non ero sicura di come l’avrei sviluppato, ma intanto ho iniziato a collezionare questi strani oggetti.” Con strani oggetti, Evija si riferisce all’enorme numero di gadget super economici venduti online che promettono di sollevare le palpebre, eliminare il doppio mento e allargare il sorriso.

I tempi di spedizione sono lunghi, perché i prodotti spesso arrivano dalla Cina o dalla Corea. Così, prima che raggiungessero la Scozia, Evija ha avuto tempo di studiare attentamente i ritratti che avrebbe poi scattato. Ha scelto come soggetti amici, famigliari e conoscenti, che nelle sue fotografie risaltano su sfondi filigranati, spesso posando di tre quarti. Le composizioni ricordano gli annuari scolastici, se non fosse per i folli aggeggi in plastica, gomma e latex che ottenebrano i volti (volti che, comunque, rimangono sereni, nonostante tutto).

Tra i prodotti che Evija ha fotografato ci sono uno "smile maker" in plastica verde brillante che blocca le labbra in un ghigno da maniaco (fatto in Corea, viene venduto a 5.99 euro), una “cintura da testa” che dovrebbe rimodellare il mento in neoprene rosa che i commentatori assicurano funzionerà anche per i “menti più piccoli” (fatto in Cina, viene venduto su Amazon a 7.85 euro) e un “allenatore per palpebre” che ricorda vagamente un paio di occhiali al contrario e promette di “ridefinire lo sguardo senza bisogno di interventi chirurgici” (questo lo trovate su Amazon Prime per 19.90 euro, e al momento l’unica review recita laconica “schifo”).

“Mi piace combinare la fotografia più classica a oggetti di questo tipo, così da dare vita a immagini destabilizzanti,” spiega Evija, che ha iniziato a fotografare come hobby nel 2007, poco dopo essersi trasferita in Gran Bretagna dalla Lettonia. “Volevo creare qualcosa di sofisticato e interessante, ma che allo stesso tempo fosse disturbante per lo spettatore.” La incontriamo a ridosso di Halloween, e lei scherza sugli oggetti usati: “sembrano maschere da indossare il 31 ottobre!”

Tuttavia, l’obiettivo del suo lavoro è piuttosto serio. “Oggi c’è un problema enorme,” commenta. “Viviamo nella paura del ‘se non rientro nei canoni di bellezza accettati dalla società, allora non sono abbastanza.’” Il progetto di Evija è quindi un tentativo di mostrare contemporaneamente l’aspetto divertente e quello più preoccupante dei nostri tentativi di raggiungere ideali estetici assurdi.

“Anche io sento questa pressione,” confessa. Mi dice che al liceo ha subito episodi di bullismo per il suo naso. “So come si sentono le donne quando in quelle regole proprio non riescono a rientrare. È come se tutti dovessero avere un nasino perfetto. Ma è stupido. Eppure, se non rientri nel canone, ti senti depressa, inizi a fare cose stupide. È per questo motivo che dobbiamo parlare sempre più di questi temi.”

Le immagini di Evija, che spera di poter pubblicare in un libro fotografico, non rappresentano le donne come vittime di questa pressione sociale. Come suggerisce il titolo della serie “Beauty Warriors”, guerriere della bellezza, sono donne che guardano all’industria della moda con disincanto.

evijalaivina.com