“siamo tesori da proteggere. siamo la cosa migliore della georgia”

Abbiamo incontrato otto giovani di Tbilisi per scoprire com'è vivere in Georgia nel 2018. Tra contraddizioni e voglia di emergere, questi sono i volti georgiani di oggi.

di Mattia Ruffolo
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16 novembre 2018, 4:05pm

È raro incontrare giovani così curiosi, amichevoli e umili come quelli di Tbilisi. La loro, è un’umiltà derivante da una profonda necessità di liberarsi dal retaggio sovietico e dalle vecchie generazioni conservatrici. Ma, come la storia ha sempre dimostrato, dal dolore arriva l’arte più potente. È così che grazie ad una nuova generazione di musicisti, modelli, artisti e designers Tbilisi sta iniziando nuovamente e velocemente a rigenerarsi. In questo ex-paese sovietico fare clubbing è a tutti gli effetti un atto politico, è per questo che discoteche come BASSIANI, Cafe Gallery, KHIDI e bar come Success, Drama e Blow rappresentano dei fari per la generazione di domani che sposa valori progressisti e di tolleranza.

Noi di i-D grazie al supporto di Mercedes-Benz Fashion Week Tbilisi, siamo andati nella capitale Georgiana per scovarli e conoscerli meglio.

Irakli Danelia, 20

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Cosa fai nella vita?
DJ, Producer e Fotografo

Dove vai quando le luci si accendono?
Normalmente non vedo le luci.

Come descriveresti la scena di musica underground di Tbilisi?
Il boom di musica underground a Tbilisi è stato qualche anno fa, e la scena qui è riuscita a ottenere il riconoscimento dicendo la sua allo stesso tempo.

Cosa rende un rave un buon rave?
Musica di qualità!

Cosa sta mancando nella scena club di Tbilisi?
Il supporto dello stato. Al posto di aiutarci nello sviluppo di questo particolare campo culturale, il governo continua a metterci i bastoni tra le ruote, interrompendo i nostri rave e mettendoci in prigione.

Cos’altro rende Tbilisi speciale per te?
Per me quello che rende Tbilisi speciale è il suo grigiore e i suoi contrasti. È una città fatta di estremi. Se vivi qui e la osservi per lungo tempo, noterai che ha una tristezza molto strana, quasi una desolazione. E questo assomiglia molto al mio carattere.

Cosa auguri al futuro del tuo paese?
Non ho una risposta per questa domanda, non posso dire molto.

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Nia Gvatua, 28

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Cosa fai nella vita?
Sono fondatrice e proprietaria del Success Bar, il primo gay bar di Tbilisi. Da poco ho iniziato a lavorare al BASSIANI come interior designer e organizzatrice di drag shows.

Come è nato Success?
Ho deciso di aprire un gay bar perché la Georgia è silenziosamente omofobica e questo per me può aiutare a sconfiggere l’omofobia. Inoltre, sono felice di collaborare col BASSIANI perché credo sia come un centro educativo per le persone.

Puoi descriverne le atmosfere?
Al Success ci sono bassi molto avvolgenti, si sente che le persone si rilassano e vogliono solo divertirsi. Al BASSIANI invece è impossibile da spiegare, devi provarla tu stesso perché è pura magia.

Per cosa la tua generazione viene incompresa?
La generazione dei nostri genitori crede che siamo dei drogati. Non è vero, la gente in Georgia non capisce la differenza tra un rave e un party fatto per drogarsi...

Chi sono i tuoi eroi?
Le sorelle Wachowski, Harris Glenn Milstead (Divine), Harvey Milk, Simone DeBeauvoir, King Tamar (una regina georgiana che tutti hanno sempre considerato re; anche nei libri di storia se ne parla sempre al maschile, e questo mi affascina).

Cosa speri per il futuro del tuo paese?
Spero che il mio paese un giorno si libererà dai preconcetti e capirà che la mia generazione non è un problema, anzi che siamo tesori da proteggere. Siamo la cosa migliore della Georgia.

Dove ti vedi tra cinque anni?
Sicuramente in un rave, lottando ancora e ancora fino alla fine.

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Iva Kimeridze, 23

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Perché hai deciso di diventare attore?
Volevo diventarlo fin da piccolo. Amavo immaginare cose e credere che fossero vere. Mi vedevo su un palco o in un film. Mi piaceva così.

Per cosa la tua generazione viene incompresa?
Credere che non siamo seri, che molte cose non ci interessano, che abbiamo troppa libertà, che l’arte che creiamo non è abbatanza buona perché non è simile a quella creata in precedenza e che non siamo intellettuali “perché siamo sempre attaccati al telefono o al computer”. (Per fortuna non tutti la pensano così).

Per cosa sarà ricordata la tua generazione?
Internet e i social media. Siamo la generazione con più possibilità di connessioni nella storia, abbiamo desideri, aspirazioni e ambizioni.

Cosa speri per il futuro del tuo paese?
Più libertà. Spero che le persone non debbano lasciare questo paese per un’educazione migliore ad esempio.

Come descriveresti la scena creativa di Tbilisi?
Tbilisi attualmente è più interessata alla moda e alla musica. Penso che il problema più grande della scena creativa di Tbilisi sia che le persone non hanno l’opportunità di fare quello che vogliono, o come lo vogliono.

Come ti vedi tra cinque anni?
Mi vedo come un grande attore che vive e lavora all’estero!

Natalie Raizer, 19

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Cosa fai nella vita?
Sono una filmmaker sperimentale, attualmetne ho lasciato i miei lavori diurni per dedicarmi all’auto-esplorazione, e in questo la vita notturna mi aiuta.

Dove vai quando le luci si accendono?
Il mio posto preferito in assoluto è il club KHIDI che si trova dentro/sotto il ponte.

Come descrivi la scena di musica underground di Tbilisi?
Questa città ha la sua buona dose di problemi. Ma in questo contesto, la scena techno è sana—è più di un outlet per l’edonismo, perché questi club forniscono un paradiso in cui rifugiarsi da quello che sta succedendo fuori, che sia omofobia, nazionalismo o qualunque altro grande problema. Non si tratta solo del luogo e della musica ma di un vero senso della folla. Vengono qui per sentirsi al sicuro.

Cosa rende un rave un buon rave?
Un DJ capace di guidare le persone attraverso la notte. Quando la musica connette e ti dice qualcosa, automaticamente ti porta in uno stato di trance in cui non ti serve drogarti o bere alcool per sentirti libero.

Cosa sta mancando nella scena club di Tbilisi?
L’atmosfera ora è buona. La gente lo sente.

Cos’altro rende Tbilisi speciale per te?
Le persone che trovano il coraggio di essere loro stesse nonostante tutto. Siamo la generazione che guarda al futuro, piuttosto che al passato.

Cosa auguri al futuro del tuo paese?
Vedere più persone innamorate. Più creatività. Il mio desiderio è spirituale. Vorrei che improvvisamente tutti avessero un’epifania e capissero quanto poco ci vuole per rendere il mondo un posto migliore.

Luka Bitchikashvili, 21

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Cosa fai nella vita?
Lavoro in un negozio di profumi di lusso e ho anche un lavoro part time nel gay bar di Tbilisi, il Success.

Come ti esprimi?
Ballando. Spesso mi esibisco a Horoom, la serata LGBTQ che fanno al BASSIANI ogni mese.

Com’è stato crescere qui come membro della comunità LGBT?
Crescere in un paese così conservatore è stato davvero difficile. Vedere un sacco di persone che hanno una mentalità post-soviet accettare il mondo moderno è molto difficile. Ho sempre provato a essere onesto con me stesso e con i miei amici e famiglia, ma essere apertamente queer oggi è un ostacolo. Per fortuna la comunità LGBTQ cresce giorno dopo giorno qui, e ci sosteniamo a vicenda nel modo migliore che riusciamo.

Per cosa la tua generazione viene incompresa?
Nella mia società ora stiamo vivendo un enorme conflitto tra noi e le vecchie generazioni. La nuova cultura che abbiamo creato in Georgia grazie alla nostra ritrovata libertà è qualcosa di difficile da accettare per molte persone, che la percepiscono come non giusta.

Come ti vedi nel futuro?
Come un esempio per qualcuno.

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Lekso Lomsadze, 18

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Cosa fai nella vita?
Faccio il Social Media Manager del BASSIANI club.

Come descriveresti l'atmosfera lì?
È l’unico posto in cui puoi essere totalmente libero. Questa è una delle principali ragioni per cui ci lavoro.

Cosa manca nella scena clubbing di Tbilisi?
Credo che la scena si stia sviluppando con sincera passione. È importante non fermarsi ora.

Cosa serve in un buon rave?
Sono le persone la cosa più importante. L’energia che hanno e le loro vibrazioni.

Dove vai/cosa fai quando tutte le luci si accendono?
A volte agli after e a volte a casa.

Per cosa la tua generazione viene incompresa?
A causa delle attuali sfide politiche, sociali ed economiche, la nostra generazione non riesce a essere libera e uguale, non si può permettere un’educazione adeguata e non ha mezzi sufficienti per potersi relazionare con l’estero. Inoltre, i gruppi conservatori portano sempre avanti una demonizzazione delle generazioni giovani. Infatti, questa è la maggior sfida della realtà di oggi; questi sono i principali ostacoli contro cui dobbiamo costantemente lottare.

Chi sono i tuoi eroi?
I miei coetanei e tutte le minoranze che lottano per qualcosa nel mio paese.

Cosa speri di fare nel futuro?
Ho creduto per molto tempo di non avere futuro in Georgia e volevo andarmene. Ora le cose stanno cambiando. In futuro mi vedo sempre nel clubbing.

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Marisha Urushadze, 21

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Cosa fai nella vita?
Sono un’artista e modella. Studio alla Ilia State University di Tbilisi.

Come descriveresti il sistema moda di Tbilisi?
La moda è molto importante qui e la gente ama vestirsi bene e sostenere chiunque stia provando a creare qualcosa di bello.

Chi sono i tuoi tre top designer a Tbilisi?
Direi Lado Bokuchava, Djaba Diassamidze e rakli Rusadze (SITUATIONIST). Sono le loro sfilate quelle che mi piacciono di più.

Cosa rende speciale Tbilisi?
Tbilisi è una città con una grande storia dietro; qui l’energia è potente. Poi è casa mia, sono nata qui.

Che idea hai sul resto della Georgia?
La situazione al di fuori non così frenetica e motivante come a Tbilisi. Ci sono problemi economici, la maggior parte delle persone hanno mentalità da vecchia scuola e c’è un problema con l’educazione, ma grazie a internet le cose stanno cambiando.

Cosa speri di fare in futuro?
Ho troppi piani e speranze per poterne tenere traccia e non mi piace parlare di qualcosa prima di averlo fatto. Ma direi che il progetto principale ha a che fare con il disegno.

Come ti vedi tra cinque anni?
Ancora in giro per il mondo.

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Salome Bezarashvili, 29

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Cosa fai nella vita?
Disegno abiti e sono una delle creatrici e buyer del conpent store CHAOS qui a Tbilisi.

Cosa rende Tbilisi speciale?
È la città più viva del paese; sono i creativi che viviono qui a renderla attiva.

Chi sono tre top designer di Tbilisi?
Damian Nicolas, Tamuna Ingorokva e Gregoriani Tamara; ma ci sono molti altri stilisti di talento dietro la nostra fashion week.

Come descriveresti il sistema moda di Tbilisi?
È ancora molto piccola e dislocata, questo è uno svantaggio per i nostri designer.

Come ti vedi tra cinque anni?
Credo che continuerò a disegnare abiti. Ma manca così tanto tempo che proprio non so!

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Crediti


Interviste di Mattia Ruffolo
Fotografia Bo Shirokov
Un ringraziamento speciale a Sofia Tchkonia [Mercedes-Benz Fashion Week Tbilisi], Levan Berulava e Valeri Chekheria [Rooms Hotels Tbilisi].

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Fotografia
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