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cosa significa casa per te?

Siamo andati in giro per Milano e abbiamo chiesto a 5 giovani che hanno scelto di viverci dove si sentono a casa e cos’è casa per loro.

di Francesca Lazzarin
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31 maggio 2016, 9:25am

Le nostre case hanno mille volti e mille nomi, sono sensazioni, profumi e paesaggi che trascendono l'idea di quattro pareti fisiche tra le quali sentirsi protetti, avvolti, cullati. Siamo figli di una generazione che raramente sa rispondere in modo candido e diretto alla domanda "Dove ti senti a casa?". Seppur non si sia mai trattato di un concetto univoco, come mai prima d'ora nella storia sembra avere assunto i tratti di un qualcosa di evanescente, labile, vacillante, forse persino limitante. Ora che spostarsi è diventato così semplice, la maggioranza dei giovani sembra scegliere di lasciare il nido; che sia per lavoro, studio, ambizione o semplicemente per assecondare l'imperfezione di una condizione umana che ci porta sempre a cercare la felicità altrove. Il cielo grigio di Milano ne ha adottati molti, di quei giovani che si sentono a casa ovunque e in nessun luogo: noi di i-D ne abbiamo incontrati alcuni e questo è ciò che ci hanno raccontato.

Giovanfrancesco, 25 anni, ballerino

Da dove vieni?
Napoli.

Perché sei venuto ad abitare a Milano e da quanto ci vivi?
Questo è il quarto anno che sono stabile qui a Milano. Ho deciso di trasferirmi per completare i miei studi dopo essere stato ammesso alla scuola d'arte drammatica Paolo Grassi di Milano.

Dove ti senti a casa?
Nonostante viaggi spesso per lavoro e a volte per lunghi periodi, ormai Milano mi ha adottato in pieno ed ogni volta che torno mi sento a casa.

Come spiegheresti il concetto di "casa"?
A volte mi capita di dover mettere tutti i miei averi in una valigia e partire. Nel mondo del teatro è normale spostarsi spesso. La fortuna del mio lavoro è che mi permette di scoprire sempre posti diversi e nutrirmi della cultura di tutti i luoghi che vivo, perciò non ho mai pensato di identificare il concetto di casa con un luogo in particolare. Mi piace pensare che la mia vera casa sia io con il mio corpo che, viaggio dopo viaggio, s'arricchisce di esperienze diverse in posti del mondo diversi, creando "stanze" nuove.

Pensi di rimanere a Milano?
Ho comunque deciso che Milano, per il momento, rimarrà la mia base. È la città in cui passo i periodi più lunghi dell'anno e trovo sia l'unica in Italia che offra una vivacità tanto creativa e giovanile. È sempre all'avanguardia ed offre molte opportunità essendo un luogo aperto al mondo. Qui ho visto gli spettacoli di danza e teatro più importanti sulla scena internazionale, oltre ai concerti delle band migliori e alle mostre d'arte più interessanti. Il lavoro serio di tante fondazioni d'arte e teatro, che pongono una giusta attenzione alle novità e al pubblico giovanile, permette che la città sia sempre viva e in evoluzione.

Cosa cambieresti di questa città? E cosa pensi dovrebbe rimanere così com'è?
Investirei ancora di più nei giovani di questa città e nei loro progetti, per fare in modo che non cerchino di emigrare ancora, ma possano costruire qui solide realtà e ritornare sempre.

@giovanfrancesco

Antonina, 24 anni, fashion designer

Da dove vieni?
Sono russa, nata e cresciuta in una città industriale al confine con la Siberia che si chiama Chelyabinsk.

Perché sei venuta ad abitare a Milano e da quanto ci vivi?
Sono venuta in Italia per realizzare i miei obbiettivi lavorativi, non ti so dire il perché ma non ho mai preso in considerazione altre città europee. A 14 anni ho letto un articolo sull'Istituto Marangoni e in quel momento ho deciso che avrei voluto fare un'esperienza in questa città.

Dove ti senti a casa?
Non saprei risponderti, è diventato tutto molto complicato. Quando vado in Russia dico "vado a casa", mentre quando torno qui a Milano, dico "torno a casa". Oggi come oggi, credo di non avere una casa nel senso proprio del termine, mi sento legata a moltissimi luoghi diversi.

Come spiegheresti il concetto di "casa"?
Casa è un posto fatto per te, un luogo dove puoi essere davvero te stesso con tutte le tue sfaccettature.

Pensi di rimanere a Milano?
Per adesso sì, ma non so per quanto tempo. Magari mi fermerò qui per sempre, magari me ne andrò. Chissà!

Cosa cambieresti di questa città? E cosa pensi dovrebbe rimanere così com'è?
Ti dico la verità: dopo quasi 5 anni non mi sono ancora abituata al fatto che domenica sia quasi tutto chiuso e che i supermercati non siano aperti 24 ore su 24. Comunque, vedo che a poco a poco le cose stanno cambiando e spero che un giorno il servizio della città sarà un po' più organizzato. Cosa vorrei tenere così com'è? Beh, terrei tutto, soprattutto l'anima di questo posto. La cosa che adoro di più di Milano è che non smette mai di stupirmi.

@sorokinaantonina

Matteo, 22 anni, graphic designer

Da dove vieni?
Vengo da Bergamo, o meglio, da un paese nella sua provincia.

Perché sei venuto ad abitare a Milano e da quanto ci vivi?
Ci sono venuto per studiare graphic design, in un ambito come il mio è stata una scelta quasi obbligata. Vivo qui da 4 anni.

Dove ti senti a casa?
Inizio a sentirmi più a casa qui di quanto non mi senta altrove, ma penso sia semplicemente questione di abitudine in realtà: qui ora ho la mia quotidianità, la mia routine e so che qui ci sarà il mio prossimo futuro. Ovviamente questo non significa che mi stia dimenticando del mio paese d'origine, lì ho la mia famiglia e alcune delle persone che mi sono più care e per questo rimarrà sempre un punto di riferimento della mia vita.

Come spiegheresti il concetto di "casa"?
Casa è un luogo dove si può essere totalmente se stessi, un luogo da condividere con chi ami o dove rifugiarsi in solitudine quando se ne ha la necessità. Casa è dove desideri addormentarti dopo una giornata difficile.

Pensi di rimanere a Milano?
Nei prossimi anni sicuramente si, poi non saprei, la vita è imprevedibile.

Cosa cambieresti di questa città? E cosa vorresti tenere?
Amo molte cose di questa città, come il fatto di essere grande ma allo stesso tempo piccina, o che tutto qui sembra realizzabile, o ancora che non smette mai di stupirti e pare avere qualcosa da offrire a chiunque. Non cambierei nulla di Milano, convinto del fatto che anche i suoi difetti la facciano essere la stupenda città che è.

@matthew_beat

Kassandra, 34, make-up artist

Da dove vieni?
Sono cresciuta a Saratoga Springs, una cittadina molto bella a 300 km da New York.

Perché sei venuta ad abitare a Milano e da quanto ci vivi?
Sono venuta a Milano 6 anni fa, dopo aver fatto un'esperienza a Roma. In America frequentavo un'università di Storia dell'Arte e venire a continuare gli studi in Italia mi avrebbe dato la possibilità di vedere con i miei occhi ciò che fino a quel momento avevo potuto studiare solo sui libri. Ho scelto l'Italia anche perché mio padre, che non ho mai conosciuto, era italiano e ci tenevo ad immergermi in questa cultura che sento parte della mia identità. La vita da studentessa a Roma però non mi ha dato quel tipo di esperienza culturale che cercavo, anche perché mi sono trovata circondata da ragazzi stranieri che erano in Italia a studiare come me. Quindi ho deciso di spostarmi a Milano per cercare lavoro, anche perché mi avrebbe permesso di ripercorrere i passi della mia famiglia, che è d'origine milanese.

Dove ti senti a casa?
A volte qui, a volte no: sono molto confusa a riguardo. Avere una "doppia cultura" non è semplice. Mi ritengo americana, ma mi sono anche integrata perfettamente nella cultura italiana e mi trovo molto bene qui. Diciamo che ho imparato come fare parte di questa cultura anche se non posso identificarmici a pieno.

Come spiegheresti il concetto di casa?
Credo che casa sia un luogo fisico dove non solo hai la tua famiglia, ma sei legata a una rete sociale attorno a te alla quale partecipi attivamente.

Pensi di rimanere a Milano?
Penso di no. Vedere i miei cari in America che stanno invecchiando, la prospettiva di avere figli o di avanzare in termini di carriera sono tutti fattori che in qualche modo mi spingono ad andarmene. Alla fine il mio piano era quello di farmi un'esperienza all'estero che fosse lunga e profonda e così è stato.

Cosa cambieresti di questa città? E cosa pensi dovrebbe rimanere così com'è?
Più che di Milano parlerei dell'Italia, dei valori e delle tradizioni che permeano la vita quotidiana: vivere bene, avere le giuste priorità, essere molto legati alla propria famiglia e dedicare molto tempo agli amici. Mi piace questo modo di vivere, è molto diverso rispetto a com'è in America e lo trovo rassicurante. Poi però c'è anche il rovescio della medaglia: credo che con la tradizione ci sia anche un certo grado di chiusura mentale. Nonostante si stiano facendo grossi passi avanti in questo senso, qui prevale ancora la cultura dell'apparenza per la quale tutti tendono un po' ad omologarsi. Non è facile essere diversi e trovare persone con le quali condividere questa diversità, con le quali dedicarsi ad attività che vanno oltre a ciò che tipicamente si fa in una città come questa: l'aperitivo, la cena, la mostra.

@kassandrafrua

Martina, 23 anni, studentessa

Da dove vieni?
Sono nata a Carrara, in Toscana, ma ho sempre vissuto a La Spezia, in Liguria.

Perché sei venuta ad abitare a Milano e da quanto ci vivi?
Mi sono trasferita per motivi di studio ormai quattro anni fa. Mi sono laureata in Graphic Design e ora sto frequentando un master in Fashion Communication e Styling. Un percorso non proprio tradizionale! Mi sono trasferita qui perché era l'unica città in Italia che potesse offrirmi tutto questo. Ho scelto Milano, ma anche lei ha scelto me.

Dove ti senti a casa?
Forse il mare è la mia casa? Sicuramente è una costante mancanza nella mia vita qui a Milano. Ma se ancora non sono capace di distinguere dove inizia e finisce il mare, come posso dire con certezza dove sia la mia casa? Forse molto semplicemente la mia casa sono io.

Come spiegheresti il concetto di casa?
Sentimento, bisogno, sensazione, emozione, appartenenza.

Pensi di rimanere a Milano?
Ora come ora sì, anche perché ho ancora una serie di impegni che mi trattengono qui. In futuro si vedrà, io cerco di non pormi nessun limite!

Cosa cambieresti di questa città? E cosa pensi dovrebbe rimanere così com'è?
Cambiare? La gente troppo nervosa. Io sono partita da me stessa e quindi sorrido sempre a tutti. Tenere? Tutto il resto. Amo Milano, ho ricordi bellissimi legati a questa città e cambiandola cambierei i ricordi. E poi vuoi mettere attraversare in bici piazza Duomo completamente deserta alle quattro del mattino, fermarsi a guardare i profili del Duomo e incantarsi ogni volta come fosse la prima?

@martina_strata

Crediti


Testo Francesca Lazzarin
Foto Dave Masotti