Gigi Hadid su identità, appropriazione culturale e cosa significa lavorare nella moda nel 2021

La supermodella racconta ad i-D di com'è crescere insieme alla piccola Khai, di cosa comporta identificarsi in culture diverse e dei suoi progetti per il futuro.

di Osman Ahmed
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14 giugno 2021, 4:49pm

L’intervista a Gigi Hadid è apparsa originariamente sul numero di i-D The New Worldwi-De Issue, N. 363, Estate 2021. Ordina la tua copia qui.

Quando è comparso un numero di telefono con il prefisso di New York sullo schermo del mio smartphone, ho risposto subito pensando che probabilmente si trattasse dell’editor di un qualche magazine. Era Gigi Hadid. “Ma se la facessimo adesso, quest’intervista?” Gigi è fatta così. Certo, è una delle donne più famose al mondo, ma è anche dolce come una delle sue torte preferite, quella con il frosting al burro, ma molto molto meno artificiale. Dice quello che pensa senza paura ed è curiosa e ambiziosa come qualsiasi ventiseienne. Lo scorso settembre, la top model ha dato alla luce Khai, la figlia che ha avuto con Zayn Malik. La nostra conversazione è avvenuta poco dopo che il mondo fosse scosso dall’ormai leggendaria intervista di Harry e Meghan da Oprah, durante la quale i due ex reali hanno parlato anche delle difficoltà che comporta dare alla luce un bambino mixed race. Ovviamente, erano tematiche che ci frullavano in testa e di cui volevamo parlare—così come lo era quell’enorme quantità di pasta colorata stipata negli scaffali della cucina di Gigi. Dunque, ecco quello che è successo…

Ti abbiamo intervistata l'anno scorso quando sei apparsa sulla tua prima copertina di i-D, e mi sembra che tu abbia avuto un anno parecchio intenso da quel momento…
Ero già incinta quando ho posato per quella copertina. Lo sapevo ed è per questo che mia madre mi ha accompagnata durante tutto il fashion month, per aiutarmi con le nausee mattutine e per fare le sfilate. Quel servizio è stata l'ultima cosa che ho fatto prima di tornare a casa.

Com’è stato scoprire di essere incinta mentre il mondo stava implodendo
Parecchio strano. Ovviamente, è stato difficile durante il fashion month, quando dovevo tenerlo segreto e mi sentivo malissimo, ma non potevo certo prendermi un giorno di malattia durante la settimana della moda! Dovevo solo fingere che non stesse accadendo. Oppure, sai, magari capitava che andavo a una festa e qualcuno mi offriva da bere, e io dicevo che quel mese avevo deciso di non bere, o altro. E quando tutti iniziavano a essere un po’ brilli, sgattaiolavo via.

Col senno di poi, è stata la cosa migliore che potessi fare! Il tuo lavoro però si basa sull’apparire, sull’essere immersa nella sfera pubblica e richiede anche di viaggiare moltissimo. Com’è cambiata la tua vita quotidiana, dovendo affrontare sia una gravidanza che il lockdown?
Sono combattuta, perché ovviamente sono consapevole che il Covid è stato una tragedia per moltissime persone, per tantissime famiglie e per molte professioni. Ma il lato positivo per me è stato il tempismo con cui sono avvenute le cose, perchè ho avuto modo di partorire ed essere presente per mia figlia, e in ogni caso quello era tempo che avrei comunque dovuto prendere per me stessa. Mi ha dato la possibilità di vivere la maternità nel modo che davvero volevo, cioè senza una tata almeno fino a quando non fossi stata costretta a tornare a lavoro.

In questo momento, tutti si stanno adattando e le persone stanno cambiando le loro abitudini. Vale anche per le top model?
Questa situazione mi ha fatto pensare a cosa voglio per il mio futuro, cosa che tutti devono fare durante la loro carriera e nella loro vita. Nella moda, ho raggiunto tutti i miei obiettivi quindi ora mi chiedo: "E adesso?" Non mi servono altre copertine o nuove campagne. Preferirei lasciare queste cose a un nuovo volto, qualcuno per cui quelle cose in questo momento farebbero davvero svoltare la vita e la carriera. Come posso far posto alla prossima generazione e concentrare le mie energie e il mio tempo su qualcos'altro? Vorrei fare qualcosa che è ancora in questo ambito ma che mi faccia sentire appagata creativamente, e che sia diverso. 

So che durante il lockdown hai sperimentato parecchio con la fotografia. Quali nuove strade stai esplorando per il tuo futuro?
Mi piace il processo creativo e tutto ciò che succede dietro le quinte mi diverte molto. Sto lavorando a nuove idee per il mio brand e le sto restringendo a una nicchia a cui mi piacerebbe legare il mio nome.

Lavorare a qualcosa per te stessa dev’essere liberatorio. 
Sto pensando all'ambiente in cui voglio inserirmi. Ora che sono una mamma, mi piace l'idea di ritornare nello stesso ufficio o studio o qualunque cosa sia più giorni alla settimana, con la stessa troupe, le stesse persone, forse una piccola sala giochi per Khai. Avere qualcosa di più stabile che trovarsi in un paese diverso su un set diverso e con un fotografo diverso ogni giorno.

Mi incuriosisce sapere come ti stai approcciando alla vita da genitore. Per la maggior parte si tratta di puro istinto, ma trovo che crescendo un bambino mixed race, ci sia il bisogno di pensare attivamente a come farlo al meglio.
Come coppia ci pensiamo e ne parliamo, e farlo è davvero importante per noi, ma è anche qualcosa che abbiamo sperimentato per primi noi stessi. Perché entrambe le coppie dei nostri genitori sono quel retaggio che ci è stato tramandato. Invece noi due siamo parte di quella prima generazione di mixed race, e in quanto tali abbiamo anche la consapevolezza specifica di essere la generazione ponte. Non è qualcosa che i miei genitori hanno vissuto o con cui possono davvero aiutarmi. È qualcosa a cui penso da tutta la mia vita.

In certe situazioni, sento—o mi fanno sentire—di essere troppo bianca per difendere il mio retaggio arabo. Cresci cercando di capire a quale etnia appartieni. Quello che sono e quello che ho sono abbastanza per fare ciò che ritengo giusto? Ma poi, in parte sono anche protetta dal privilegio derivato dall’essere bianca, no? Quindi posso davvero parlare di quel lato di me, o sto parlando di qualcosa di cui non ho abbastanza esperienza? Capisci cosa intendo?

Sì! 
Penso che Khai crescerà sentendosi libera di poter essere un ponte tra le sue diverse etnie. Ma penso sarebbe bello poterci confrontare e capire da dove deriveranno le sue posizioni senza che le imponiamo le nostre idee a riguardo. Non vedo l’ora di ascoltare le idee che verranno da lei e rispondere alle sue domande, sai?

Gigi, domani è il tuo compleanno, come lo festeggerai?
OK, prima di tutto, sono ossessionata da Il Boss delle Torte. Guardo il programma da quando avevo dieci anni e quando Buddy Valastro mi ha preparato la torta di compleanno ho pianto. Cioè, mi sono davvero messa a piangere. Quest'anno, continuando sul tema della della mia torta a forma di bagel gigante dell'anno scorso, sta preparando una torta a forma di una gigantesca fetta di formaggio!

A proposito di cibo, so che sei una grande fan della pasta. Stavo guardando l’appartamento che hai arredato l’anno scorso. Puoi spiegarmelocioè, cosa mi significa la pasta blu?
La pasta che c’è nei cassetti per la pasta—e che sono finti—è in realtà fatta con un materiale che è tipo una colla speciale che aiuta a preservarla. L’account instagram della ragazza con cui ho collaborato per realizzarli è @saltyseattle. Crea dei kit che puoi acquistare e con cui puoi creare la tua pasta personalizzata, e lei te la colora con coloranti naturali, come ad esempio la barbabietola per il rosso e la curcuma per il giallo. Penso che il blu sia fatto con la spirulina. Ha scritto anche un libro dove insegna come creare ogni colore. La seguo da anni e appropriarmi di una delle sue opere è stato un sogno che si è avverato. Guardo quei cassetti tutti i giorni e li adoro. Sprizzano gioia.

E quella è la cosa più importante di tutti. Quest’anno è l’anno di emanare gioia.
Decisamente!

Gigi Hadid sorride e ammicca per la cover del numero i-D Cover The New Worldwi-De Issue

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

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Crediti

Fotografia: Daniel Jackson
Styling: Alastair McKimm

Capelli: Bob Recine.
Trucco: Diane Kendal per Julian Watson Agency con prodotti Zara Beauty.
Unghie: Honey per Exposure NY con prodotti Londontown Lakur in  “Crowning Crumpet”.
Assistente fotografia: Jeffrey Pearson.
Tecnico digitale: Karen Goss.
Assistenti styling: Madison Matusich e Milton Dixon III.
Assistente capelli: Kabuto a The Wall Group.
Assistente trucco: Jamal Scott.
Produttrice: Rebekah Mikale.
Casting director: Samuel Ellis Scheinman per DMCASTING.
Modella: Gigi Hadid per IMG.
Testo di Osman Ahmed

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