La Digital Couture dei capi avanguardisti firmati Andrea Grossi

"Nel mio caso sostenibilità significa valorizzare il Made in Italy, sopratutto delle aziende locali Toscane, mixandolo alla ricerca di materiali alternativi e sostenibili da tutto il mondo".

di Giorgia Imbrenda
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05 novembre 2020, 1:10pm

Rebel Label è la rubrica di i-D che incontra, intervista e qualche volta fotografa i brand emergenti (e non) in Italia. Oggi è il turno di Andrea Grossi, giovane designer emergente che mixa riferimenti classici a estetiche futuristiche, in uno stile che lui definisce “Digital Couture”.

Le sue creazioni sono a cavallo tra sperimentazione di tecnologie digitali e tecniche tradizionali, come tagli laser, lavorazioni 3D e l’utilizzo di materiali come pelle e denim, manipolati con stampe di modelli virtuali.

Intrigate dal suo immaginario un po’ nostalgico ma allo stesso tempo avanguardista, abbiamo deciso di intervistarlo, per farci raccontare meglio come ha iniziato il suo progetto.

Rebel Label intervista Andrea Grossi, il brand sostenibile di digital couture
Fotografia di Émile Kirsch

Ciao Andrea! Raccontaci di te e del percorso che ti ha portato a fondare un tuo brand.
Ufficialmente non sono ancora un brand, dato che non ho depositato nessun marchio, diciamo che mi vedo ancora nella parte di un Creator che sta esplorando cosa significa essere un giovane designer indipendente nel 2020. Come percorso, arrivo da un diploma in Graphic Design nella mia città natale, Reggio Emilia, ed uno in Fashion Design al Polimoda di Firenze.

Negli anni, mi sono specializzato nel trattamento della pelle e del denim, lavorando nell’ufficio stile di Diesel nel 2019 per poi dedicarmi, nel 2020, alla mia collezione, che ho presentato in finale al festival di Hyeres in Francia. Il progetto prende spunto dalla mia infanzia come figlio unico, trascorsa a guardare cartoni e a giocare con videogame e action figures per giornate intere. Crescendo, ho sempre sognato di poter dare vita al mio universo immaginario, e questo è quello che provo a fare.

Come definiresti in tre parole il tuo progetto?
Passato, Presente, Futuro.

Rebel Label intervista Andrea Grossi, il brand sostenibile di digital couture
Fotografia di Émile Kirsch

Parlaci della tua ultima collezione, Welcome to DeusLand. E, soprattutto, raccontaci cosa ti ha ispirato.
Welcome to DeusLand è un progetto iniziato con la mia graduate collection per Polimoda (Season 1) e terminato con la collezione presentata lo scorso ottobre in Francia (Season 2). Il progetto si ispira alla trilogia di libri di Yuval Noah Arari, in cui, studiando il passato, si prova a comprendere la direzione del nostro futuro, proponendo soluzioni concrete per il presente. Questa è la formula che ho cercato di tradurre nel mio progetto, unendo tradizione e Made in Italy con tecniche innovative e sostenibili per creare soluzioni reali e prodotti adatti al mondo di oggi, il tutto filtrato dal mio background e dal un’estetica che riprende quella dei manga.

Tutte le tue creazioni sono strettamente connesse a questioni attuali, come la crisi ambientale e sociale. Per quale motivo?
Come giovane designer e parte di questa società, voglio fare la mia parte per cambiare il settore in cui lavoro, ovvero progettare in modo sostenibile e cercare di apportare innovazioni reali. Nel mio caso, sostenibilità significa valorizzare il Made in Italy, sopratutto le aziende locali Toscane, e mixarlo alla ricerca di materiali alternativi e sostenibili da tutto il mondo. Il mio obiettivo è quello di creare un prodotto che rispecchi la mia estetica e che costituisca anche un oggetto del desiderio per il consumatore. Credo fermamente che per creare l’industria della moda del futuro l’innovazione debba andare di pari passo con la sostenibilità ed essere il motore di quest’ultima.

Rebel Label intervista Andrea Grossi, il brand sostenibile di digital couture
Fotografia di Benjamin Rouan, Festival de Hyeres

Come hai sviluppato la visual identity del tuo progetto?
Si è formata da sola, assecondando naturalmente le mie passioni e i miei codici estetici. Sono immerso in questa società e mi faccio condizionare da ciò che mi circonda, ma tento di analizzarlo e filtrarlo secondo la mia visione personale. Non vorrei avere una visual identity troppo definitia, sto ancora sperimentando e studiando, credo di aver mostrato solo una piccola parte di ciò che posso essere.

Quanto contano oggi il Made in Italy, la sartorialità e l’aspetto artigianale di un prodotto? 
Uno degli obiettivi che ho come designer è quello di salvaguardare il italiano, che tutto il mondo ci invidia. Quando si parla di lusso, il consumatore vuole sapere ciò che compra, per cui l’artigianalità Made in Italy e la trasparenza sono valori da cui non possiamo trascendere. Però, se non riusciamo a innovare e modernizzare questi settori, rischiamo di perderli, sopratutto in un momento di difficoltà come quello che stiamo vivendo oggi, in cui tante aziende “familiari” che custodiscono il vero savoir-faire del Made in Italy rischiano di chiudere. Per questo motivo, spetta a noi designer giovani la grande responsabilità di studiare, innovare e tramandare questa grande tradizione.

Rebel Label intervista Andrea Grossi, il brand sostenibile di digital couture
Fotografia di Benjamin Rouan, Festival de Hyeres

Parlando invece di tecniche di creazione, quali sono le linee guida che segui?
Riguardo al metodo di creazione, unisco le mie competenze di graphic designer a quelle di fashion designer, andando a lavorare il capo sia in 3D sul modello sia al computer, componendo grafiche per taglio laser, embossing o stampe di modelli virtuali che inserisco all’interno della costruzione del capo. Non mi piace dare dei nomi particolari a questo tipo di progettazione, forse lo definirei Digital Couture, un’unione eterogenea di tecniche fisiche e digitali.

Qual è la tua creazione alla quale sei più legato?
Il Toile de Juoy, che ho disegnato a mano. È l’unione perfetta dei concetti di Passato, Presente, Futuro. Il mio sogno, però, è quello di diventare io stesso, come persona, la creazione a cui sono più legato. La scritta “BUY MY ART BEFORE I DIE”, che spesso riporto sui capi e che ho tatuata addosso, simboleggia proprio questo.

Rebel Label intervista Andrea Grossi, il brand sostenibile di digital couture
Fotografia di Benjamin Rouan, Festival de Hyeres

Chi è il personaggio, ideale o in carne e ossa, che sogni di vestire e perché?
Non ho in mente un personaggio in carne e ossa che vorrei vestire, piuttosto, sogno di inserire i miei capi all’interno del costume designe di un film o di un videogioco; mi piacerebbe facessero parte di una storia con cui le persone possono interagire, divertirsi e provare emozioni. Mi piacerebbe davvero tanto sperimentare nel modo in cui entro in relazione con il pubblico in veste di designer.

Cosa c’è nel futuro di Andrea Grossi?
Tanto studio e tanta sperimentazione. Mi sento solamente all’inizio di questo percorso e ho ancora molto margine di miglioramento umano e professionale, la strada è lunga ma l’obiettivo è diventare un game changer di questo settore.

Rebel Label intervista Andrea Grossi, il brand sostenibile di digital couture
Fotografia di Émile Kirsch
Rebel Label intervista Andrea Grossi, il brand sostenibile di digital couture
Fotografia di Giacomo Nasi

Crediti

Testo di Giorgia Imbrenda
Fotografia di Giacomo Nasi, Émile Kirsch e Benjamin Rouan

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