Neithan Herbert: il brand emergente che celebra la diversità dell'America Latina

Tecniche artigianali, costumi tradizionali e tessuti locali: il risultato è un viaggio nel passato con un tocco di moderno.

di Giorgia Imbrenda
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09 aprile 2021, 8:30am

Rebel Label è la rubrica di i-D che incontra, intervista e qualche volta fotografa i brand emergenti (e non) in Italia. Oggi è il turno di Neithan Herbert, giovane designer emergente messicano laureato nel 2020 in Fashion design allo IED di Milano e che, nello stesso anno, ha preso parte alla Milano Fashion Week.

Neithan Herbert è nato a San Miguel de Allende, in Messico, e con le sue collezioni parla proprio delle sue origini. Traendo ispirazione dalle tradizioni sartoriali dell’America Latina, dal know-how della madre artigiana e dai ricordi del nonno sciamano, Neithan sperimenta con ricami a mano, gioelli e “maschere”, esplorando i concetti di asimmetria, sartorialità, decostruzione e artigianato.

Incuriosite dalla sua visione, abbiamo deciso di intervistarlo per farci raccontare la sua storia, il suo background e di come è arrivato a fondare un suo brand internazionale.

Abito del brand emergente Neithan Herbert, intervista Rebel Label

Raccontaci del tuo background e di come sei diventato uno stilista.
Mia madre ha dedicato 40 anni della sua vita a promuovere l’artigianato e i lavori tessili delle realtà ecuadoriane locali. Ha aperto il primo negozio di vestiti in Messico proprio quando sono nato, e quello è stato il mio primo contatto col mondo della moda. Così ho deciso di farne una professione: nel 2020 mi sono laureato in Design della Moda allo IED di Milano e ho debuttato alla Milano Fashion Week grazie al contest “Milano Moda Graduate”. Ora, come fashion designer, infondo nei capi che realizzo la mescolanza delle due culture che fanno parte del mio DNA: quella messicana e quella italiana.

Come definiresti il tuo brand usando solamente tre parole?
Nostalgico, romantico e mistico.

Abito e orecchini del brand emergente Neithan Herbert, intervista Rebel Label

Quanto la tua terra d'origine influisce sulle tue creazioni?
Sono cresciuto in una piccola città chiamata San Miguel de Allende, in Messico, dove ho acquisito la maggior parte delle pratiche tradizionali messicane. Il posto da cui provengo è noto per la lavorazione dell’ottone, e per questo ho sempre creato tutti i miei gioielli e accessori con questo materiale, unito a perle e monete d’epoca.

Parlaci della tua ultima collezione ÑUKA SHUNKU. Cosa ti ha ispirato e quali sono le reference dietro al progetto?
La mia collezione A/I 21 trae ispirazione dalle mie radici indigene ed è un tributo a mia madre, una celebrazione della diversità dell’America Latina. Decostruendo le forme tradizionali e applicando tecniche artigianali, il risultato è un viaggio nel passato con un tocco di moderno. Anche gli animali spirituali giocano un ruolo importante nella collezione, in quanto rappresentano due importanti concetti delle culture preispaniche: “tona” (nell’America Centrale rappresenta la capacità di trasformarsi in forme animali) e “nahual” (il guardiano personale dello spirito, un alter ego protettivo che si incarna negli animali o, meno frequentemente, in altre entità).

Abito e accessori del brand emergente Neithan Herbert, intervista Rebel Label

Ci descrivi le silhouette della collezione? Come hanno preso forma a livello concettuale e che tipo di tecniche artigianali hai usato per realizzarle?
Per questa collezione mi sono ispirato ai costumi tradizionali Anaco, Huipil e Tehuana, realizzando i miei capi grazie all’applicazione di tecniche tradizionali di piegatura e arricciatura dei tessuti. I tessuti sono prevalentemente lino, popeline, pizzo e lana, a cui si aggiunge il pizzo nero, che rappresenta una tradizione tramandata di generazione in generazione nella mia cultura. La palette di colori è l’esito di un mix tra vecchie foto di famiglia in bianco e nero e scatti di fotografi messicani come Graciela Iturbide.

All’interno della collezione crei un collegamento tra la visione degli animali come spiriti guida e il concetto di nomadismo. Ce ne vuoi parlare?
Mio nonno era lo “sciamano” della comunità, e questo mi ha dato l’opportunità di conoscere gli elementi spirituali indigeni e di capire come il nostro corpo sia connesso non solo fisicamente ma anche spiritualmente a “Pachamama” (Madre Terra). Il nomadismo è comune negli animali ma anche nel DNA della mia famiglia, ed è la ragione della mescolanza delle culture che fanno parte della mia identità.

Abito e accessori del brand emergente Neithan Herbert, intervista Rebel Label

Parlando di sostenibilità, in che modo credi che un brand possa ridurre il proprio impatto ambientale?
Quando si parla di moda sostenibile, è fondamentale ridurre il bisogno di buttare e comprare di nuovo è fondamentale. Venendo da una formazione artigianale conosco l’importanza del lavoro tradizionale, proveniente da un tempo in cui la moda “usa e getta” non esisteva. I capi fatti a mano in più durano generalmente più a lungo e possono anche essere aggiustati se usurati. Ho un grande fascino per l’handmade e cerco sempre un’alternativa sostenibile, anche per rendere unico ogni pezzo. La mia ultima collezione, ad esempio, include una collaborazione con “Desserto”, azienda messicana che fabbrica una pelle vegana derivata dalla pianta del cactus.

Cosa c'è nel futuro del tuo brand? E dove ti vedi tra 5 anni?
Immagino di poter collaborare con le comunità che mi hanno permesso di essere ciò che sono oggi. Per me è importantissimo rimanere legato alle mie radici, sono una fonte d’ispirazione fondamentale. Nel futuro voglio anche continuare a far vivere le tradizioni e condividerle con il resto del mondo attraverso i miei lavori.

Abito e accessori del brand emergente Neithan Herbert, intervista Rebel Label
Abito e accessori del brand emergente Neithan Herbert, intervista Rebel Label

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Crediti

Testo di Giorgia Imbrenda
Immagini su gentile concessione dell’ufficio stampa D.N.I

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