5 designer emergenti ripercorrono sfide e traguardi del 2020

Se inserirsi nel mondo del lavoro è difficile di per sé, ecco una serie di giovani designer che l'hanno fatto durante una pandemia.

di Giorgia Imbrenda
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31 dicembre 2020, 5:00am

Best of 2020: un nome una garanzia. Dalla musica alla moda, passando per cinema e cultura, in questa rubrica di fine anno vogliamo ripercorrere i momenti e i personaggi più interessanti del 2020, l’anno più strano della storia.


Best of 2020 raccoglie tutti i nostri progetti e momenti preferiti del 2020, concentrandosi anche sulle storie di successo che li alimentano. Questa edizione, in particolare, la dedichiamo a quel nucleo di designer, neolaureati e giovani professionisti con progetti aperti e visioni in divenire, che hanno dovuto affrontare nel bel mezzo di una pandemia quello che già di per sé è un momento complesso e faticoso: il passaggio dal mondo universitario a quello lavorativo della moda italiana.

Così abbiamo chiesto a 5 designer emergenti—la maggior parte debuttanti—di tirare le somme di questo folle anno e di raccontarci come, tra alti e bassi, abbiano portato avanti i loro progetti, nonostante tutto. Reinventandosi ogni giorno, trovando vie alternative, semplicemente lavorando duramente e mostrando al mondo le proprie collezioni, ecco come Federico Cina, Giorgia Andreazza, Giuseppe Buccinnà, Claudia Nesi, Carlotta Boldracchi e Martina Rizzieri hanno affrontato questi 365 giorni.

5 designer emergenti sul 2020, l’anno più strano della storia

1) Federico Cina

Nonostante tutto, sento di dover ringraziare il 2020. In questi mesi ho imparato a gestire l’incertezza e a trovare tanti piani B. Ho capito che non bisogna dare nulla per scontato e che, da un momento all’altro, può capitare di doversi fermare e di dover riscrivere da capo una pagina del nostro percorso. 

Per la prima volta, avrei dovuto sfilare con la mia nuova collezione alla settimana della moda di Milano. Per la prima volta, ho messo in dubbio tutto. Non voglio dimenticarmi questo 2020, nonostante mi sia sentito costantemente intrappolato, come se qualcuno mi stesse tenendo bloccati i piedi e io non riuscissi più ad andare avanti. Ho avuto paura, ma ho imparato tanto e sono cresciuto. 

Non posso negare che a livello finanziario ho avuto delle difficoltà, ma non voglio colpevolizzare quest’anno e guardare solo alle cose negative, anzi, ho avuto la possibilità di passare più tempo con la mia famiglia, che è la mia fonte d’ispirazione più grande.

Sfide e traguardi di 5 designer emergenti, Federico Cina
Federico Cina

2) Giorgia Andreazza

2020, un’altalena, la percezione del tempo dilata o accelerata. Con la mia “to do list”, che mi ha accompagnata per 10 mesi, sono cresciuta. Quest’anno mi ha aiutata a stringere i denti e fare scelte importanti. Ho vissuto questi 356 giorni come se dovessi progettare qualcosa di grande, con il pensiero che un giorno tutto sarebbe tornato alla normalità, anzi, tutto sarebbe ripartito con un ritmo ancora più veloce, e io dovevo essere pronta. Tra infiniti pianti, più di mille foto e una miriade di vecchi capi tagliuzzati, ho costruito così il mio anno.

Sfide e traguardi di 5 designer emergenti, Giorgia Andreazza
Giorgia Andreazza

3) Giuseppe Buccinnà

La sfida più grande di questo 2020 è stata quella di fronteggiare una vera e propria eclissi di desiderio. Sentirmi vulnerabile mi ha restituito la fragilità necessaria a ripensare il modo in cui alimentare il desiderio all’interno del mio progetto. L’esercizio è stato dunque quello di adattare le forme della mia quotidianità alle forze contrarie di ciò che accadeva fuori.

Credo che ognuno di noi uscirà da questo periodo con posizioni ancora più radicali, a partire dal proprio credo. Tutto questo mi ha reso più consapevole della direzione del progetto, spingendomi verso un linguaggio più essenziale; un sottile velo tra possibilità e opportunità. La parte imprevedibile di noi, quella che non accetta il compromesso, è l’unica che può combattere i nostri tormenti.

Sfide e traguardi di 5 designer emergenti, Giuseppe Buccinnà
Giuseppe Buccinnà

4) Oh Carla

A inizio 2020, dopo anni di collaborazioni, abbiamo deciso di dare vita a qualcosa di nostro: OH CARLA. Stavamo iniziando appena a capire come fondere le nostre creatività che a marzo è arrivato il lockdown. Così abbiamo lavorato insieme, ma divise, trovando il modo di comunicare e di creare senza poterci mai incontrare. È stata una sfida dura, in cui abbiamo affrontato molti momenti di sconforto e di messa in discussione, ma che grazie al confronto e al dialogo sincero siamo riuscite a superare.

Quando ci siamo rincontrare, eravamo diverse, forse per assurdo più convinte dei nostri obbiettivi. Soprattutto, eravamo certe che questo momento poteva essere per noi un’occasione per raccontare il nostro mondo in maniera differente. Il tempo per concretizzare le idee e per mostrare ciò che avevamo prodotto in quei mesi così difficili era poco e scarso, ma grazie al supporto di professionisti come Ivan Bontchev e Francesca Ballardini siamo riuscite a creare il team che tanto sognavamo e a fare nascere finalmente OH CARLA.

Sfide e traguardi di 5 designer emergenti, Claudia Nesi e Carlotta Boldracchi di OH CARLA
Claudia Nesi e Carlotta Boldracchi, OH CARLA

5) Iammartinino

Marzo 2020: l’inizio di una serie di cambiamenti. È incredibile come la proiezione che ho sempre avuto di me stessa nel futuro sia cambiata in pochissimo tempo, insieme ai miei obiettivi e alle mie aspirazioni. Ho combattuto ogni giorno con la me del passato, quella che sognava una vita diversa, e la sfida più grande del 2020 è stata quindi mettermi alla prova con le mie sole forze. Così, con totale leggerezza, ho partorito i primi pezzi di quello che ora è diventato un progetto circolare a tutti gli effetti!

Sto cercando di far crescere una realtà (che porta il mio nome) che, attraverso processi di ri-utilizzo di materiali di scarto e una ricerca estetica contemporanea, crea le basi di un guardaroba ideale e intelligente. Ciò è stato possibile solo grazie allo slittamento spazio-temporale, che mi ha vista ritornare a vivere nel mio territorio natale, dove mantengo vive collaborazione con progetti locali e ho la possibilità di sfruttare gli ambienti di un atelier dismesso.

Nonostante sia difficile, e per certi versi quasi utopico, buttarsi in un’impresa simile ora come ora, ho deciso di farlo, e lo faccio sfruttando la patina e la capacità virale del mondo virtuale, consapevole che, pur non sapendo cosa mi riservi il mio domani, questo è quello che mi piace fare!

Sfide e traguardi di 5 designer emergenti, Martina Rizzieri
Martina Rizzieri, @iammartinino

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Crediti

Testo di Giorgia Imbrenda
Immagini su gentile concessione delle persone intervistate

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