"MÊME PAS PEUR" è la mostra che riflette sul significato intrinseco degli oggetti

Riaprono i musei a Milano e noi vogliamo raccontarvi del nuovo progetto della galleria Martina Simeti, che esplora le emozioni collegati agli oggetti di cui ci circondiamo.

di Federica Tattoli
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09 febbraio 2021, 9:15am

A sinistra: Giancarlo Montebello, Stringa singola, 1997, fotografia di Andrea Rossetti; a destra: Bernhard Schobinger, Go and stop, 2020, fotografia di Andrea Rossetti

Dopo oltre tre mesi di chiusura, da quel fatidico DPCM del 3 novembre 2020, anche a Milano i musei hanno avuto finalmente il via libera per riaprire. Considerando il periodo storico che stiamo affrontando, queste non sono notizie trascurabili, anzi: sono proprio ciò che ci serve per ritrovare la speranza in questi giorni cupi, a poche settimane dal giro di boa dell’anno di pandemia.

In momenti di stasi com questo, l’arte e la cultura sono più preziose che mai, permettendoci di innalzarci e trovare un po’ di gioia dentro a questo tunnel. Curata da Davide Stucchi, artista milanese per una volta in altri panni, MPP, MÊME PAS PEUR non fa eccezione. L’allestimento è infatti un caleidoscopio di opere, gioielli-non gioielli e oggetti, inseriti in una cornice affascinante e insolita, ovvero l’appartamento della gallerista Martina Simeti in via Benedetto Marcello 48 a Milano.

Ecco l’effetto della pandemia sull’arte: stimolare la ricerca di luoghi alternativi, portare artisti e artiste a cimentarsi con la curatela, innescare trasformazioni come risposta resiliente a limiti imposti da un’emergenza sanitaria globale.

Veduta della mostra MPP - Même pas peur presso l’appartamento di Martina Simeti, Milano
Veduta della mostra MPP - Même pas peur presso l’appartamento di Martina Simeti, Milano

Le radici di questo progetto sono ancora più profonde e risalgono a quasi due anni fa, a una conversazione avvenuta tra Susan Cianciolo e Davide Stucchi presso lo spazio NFQ, ospitata da Martina Simeti—quando gli accadimenti degli ultimi mesi erano ben lontani dalla nostra immaginazione anche più fantasiosa.

In circostanze del tutto diverse, oggi è per fortuna possibile immergersi nel frutto delle numerose conversazioni tra Cianciolo e Stucchi: previo appuntamento (basta inviare una mail a contact@martinasimeti.com), si può dimenticare per una mezz’ora del mondo impervio che ci aspetta al di fuori dello spazio espositivo. Spostarsi tra le stanze diventa come una caccia al tesoro, alla ricerca delle opere da scovare all’interno di un allestimento che si fonde con l’appartamento e il suo arredamento, che spesso diventa vero e proprio supporto per i lavori.

Collane di Atelier E.B. e opera di Mimosa Echard, MPP - Même pas peur presso l’appartamento di Martina Simeti, Milano
Collane di Atelier E.B. e opera di Mimosa Echard, MPP - Même pas peur presso l’appartamento di Martina Simeti, Milano

È il caso del Gioiello per lampadina (1978-2019) di Cinzia Ruggeri, che pende dal soffitto del corridoio; o della sedia che fa da supporto a DEMONSTRATIONSRAUM (2020), opera gioiello di Anna Franceschini—realizzata da Peruffo Jewelry nell’ambito del suo programma di sostegno all’arte contemporanea PArt—; oppure le collane di Atelier E.B. e l’opera di Mimosa Echard, che accolgono il pubblico appoggiate sul tavolo del soggiorno; o ancora le prese multiple di BLESS, che sembrano essere lì da sempre.

Un percorso stimolante, quasi un safari casalingo, che abbiamo chiesto a Davide di raccontarci meglio.

“Una selezione di opere, sculture, ornamenti occupa gli spazi di un appartamento dove nuove persone si sono appena trasferite. Così come i nuovi inquilini ricordano le loro consuetudini domestiche precedenti, questi oggetti, pur mantenendo alcune attitudini risalenti a quando venivano indossati, si trovano ora protesi verso nuovi scenari.”

L ampada di BLESS e opera di Anna Franceschini, MPP - Même pas peur presso l’appartamento di Martina Simeti, Milano
L ampada di BLESS e opera di Anna Franceschini, MPP - Même pas peur presso l’appartamento di Martina Simeti, Milano

Trovo questo tuo testo molto intrigante, ci vuoi spiegare meglio questo cambiamento di scenario, questo evocare un corpo che non c’é?
Gli oggetti vanno dominati, altrimenti ci dominano più in fretta di quanto pensiamo. Vedere cosa succede togliendogli questo potere è interessante, permette di osservare come si comportano anche tra di loro. 

Come hai selezionato i protagonisti di questa collettiva?
Ho scelto gli oggetti che avrei voluto indossare. Una cintura, una corona, una maschera, una giacca e così via. Questa mostra è nata per soddisfare un desiderio personale, che poi ho negato e sublimato in questa installazione. 

Questa è sì una mostra, ma, nel suo complesso, può anche essere letta come una tua opera, sei d’accordo?
È come se fosse un autoritratto ritratto, nel senso che fa un passo indietro. Fuggito? Forse hai ragione.

Cos’hai ora in cantiere?
Una mostra in un sex shop. La galleria di Martina Simeti si sposterà in quello che fino a pochi mesi fa era un sex shop, e mi ha proposto di inaugurare lo spazio con una mia personale. 

La mostra MPP, MÊME PAS PEUR è visitabile dal 5 dicembre 2020 al 30 aprile 2021, online e su appuntamento, presso l’appartamento di Martina Simeti in Via Benedetto Marcello 48, Milano.

Ducati Monroe + Fabio Quaranta, Il fascino della divisa, 2020, Argento, 9,5 × 12 cm
Ducati Monroe + Fabio Quaranta, Il fascino della divisa, 2020, Argento, 9,5 × 12 cm
avide Stucchi, Showroom light IV, 2012, Carta fotosensibile , 12,5 x 17,5 cm . Pezzo unico
avide Stucchi, Showroom light IV, 2012, Carta fotosensibile , 12,5 x 17,5 cm . Pezzo unico
Opere di Davide Stucchi, MPP - Même pas peur presso l’appartamento di Martina Simeti, Milano
Opere di Davide Stucchi, MPP - Même pas peur presso l’appartamento di Martina Simeti, Milano
Giancarlo Montebello, Chiodo scaccia chiodo, 19 98, argento e oro, 10 x 0,8 cm. Pezzo unico
Giancarlo Montebello, Chiodo scaccia chiodo, 19 98, argento e oro, 10 x 0,8 cm. Pezzo unico
David Douard, lov/lov, 2020, Seta, alluminio, cerniera, magneti, dimensioni variabili
David Douard, lov/lov, 2020, Seta, alluminio, cerniera, magneti, dimensioni variabili
Cintura e anello di D’HEYGERE, lampada di KAYA, MPP - Même pas peur presso l’appartamento di Martina Simeti, Milano
Cintura e anello di D’HEYGERE, lampada di KAYA, MPP - Même pas peur presso l’appartamento di Martina Simeti, Milano
Diagonal Press, Different pins, 2016, lega di zinco e smalto morbido , dimensioni variabili.
Diagonal Press, Different pins, 2016, lega di zinco e smalto morbido , dimensioni variabili.

Crediti

Testo di Federica Tattoli
Fotografie di Andrea Rossetti

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