Fotografia di Jon Bronxl

Oh Carla è la dimostrazione che è possibile creare un brand nel bel mezzo della pandemia

"I nostri capi si modellano sui corpi che li indossano, non ci sono allacciature, costrizioni, il materiale ricamato crea una silhouette diversa ogni volta."

di Giorgia Imbrenda
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19 gennaio 2021, 5:00am

Fotografia di Jon Bronxl

Rebel Label è la rubrica di i-D che incontra, intervista e qualche volta fotografa i brand emergenti (e non) in Italia. Oggi è il turno di OH CARLA, giovane marchio italiano fondato da un duo di creative, Carlotta Boldracchi e Claudia Nesi. Si sono conosciute alla NABA, e insieme hanno deciso di lanciare, proprio nel bel mezzo della pandemia, un brand di upcycling artigianale fondato sulla filosofia made-to-order.

Scampoli, sovrapposizioni, cuciture, ricami. In queste tecniche è racchiusa l’essenza di Oh Carla, con le sue silhouette aderenti e sinuose che si adattano perfettamente a ogni tipo di corpo e ne accarezzano le forme, seguendone le linee naturali. Un marchio estetico inconfondibile, ma anche un messaggio concettuale ben preciso, che veicola l’idea di moda che le due designer dietro al brand vogliono trasmettere con le loro creazioni. E non troverete mai due capi uguali di Oh Carla, perché sono tutti pezzi unici ricavati da tessuti di recupero, lavorati rigorosamente a mano e pensati secondo la filosofia sostenibile made-to-order.

Il fascino di questa realtà ci ha spinto a contattare subito Carlotta Boldracchi e Claudia Nesi, per farci raccontare com'è nato Oh Carla e da dove traggono le loro ispirazioni.

Intervista al brand emergente Oh Carla per la rubrica
Fotografia di Jon Bronxl

Ciao ragazze! Siete le due fondatrici di Oh Carla, quindi la prima domanda sorge spontanea: come vi siete conosciute e da cosa è nato Oh Carla?
La nostra storia parte in NABA, ormai tanti anni fa. Ci siamo incontrate per caso, Claudia insegnava progettazione e Carlotta stava cercando il modo adatto a comunicare la propria creatività. L’intesa è stata immediata, e anche dopo la conclusione del percorso di studi abbiamo continuato a collaborare, consolidando un’intesa creativa e un’esigenza comune a comunicarla. Poi, esattamente un anno fa, abbiamo deciso di fare qualcosa di nostro, insieme, e così è nato Oh Carla.

Parlateci del vostro processo creativo. Come prendono forma i vostri capi?
I capi partono sempre da un materiale, come se ci comunicasse direttamente il modo giusto per essere lavorato. Il tessuto, con il suo colore e la sua struttura, ci dà la suggestione per realizzare il modello. Carlotta è ha un approccio manuale, mentre Claudia si esprime tramite il disegno disegno, ma ad accomunarci è il punto di partenza.

Intervista al brand emergente Oh Carla per la rubrica
Fotografia di Jon Bronxl

Il vostro è un brand di upcycling artigianale, qual è l’obiettivo che avete in mente quando create una collezione?
Ci piace moltissimo la parte di ricerca prima della collezione. Partiamo da qualcosa che ci ha colpito e cerchiamo di visualizzarlo e concretizzarlo attraverso i materiali e i colori. Recuperare tessuti inutilizzati e lavorare su capi esistenti per plasmarli secondo il nostro racconto, secondo la nostra suggestione iniziale.

Le vostre creazioni sono un mix di sovrapposizioni e stratificazioni, dettagli e cut-out, quale messaggio volete trasmettere con le vostre silhouette?
I nostri capi si modellano sui corpi che li indossano, non ci sono allacciature, costrizioni. Il materiale ricamato crea una silhouette diversa ogni volta.

Intervista al brand emergente Oh Carla per la rubrica
Fotografia di Jon Bronxl

Artigianalità e sistema di made-to-order. Quanto sono importanti per voi?
Sono essenziali per il nostro progetto. I capi di Oh Carla sono tutti pezzi unici riproducibili, nel senso che ogni capo può essere replicato e sviluppato in taglie diverse, ma non è mai identico, perché i tessuti di recupero e la lavorazione manuale potrebbero cambiare. Le collezioni, inoltre, non hanno una vera e propria stagionalità di vendita, i capi vengono fatti appositamente per chi li desidera, e quindi hanno anche tempi di attesa.

Come avete sviluppato la comunicazione del vostro brand?
Siamo partite da quello che ci attrae e che ci piacerebbe raccontare con Oh Carla. Poi abbiamo fatto piccoli passi alla volta, creando un team di lavoro con persone che condividono la nostra stessa visione, come Ivan Bontchev e Francesca Ballardini.

Intervista al brand emergente Oh Carla per la rubrica
Fotografia di Jon Bronxl

Credete che i social media siano indispensabili per permettere a un brand emergente di farsi conoscere?
Le possibilità che i social media danno, specialmente in una fase iniziale di start up come la nostra, sono incredibili. Le opportunità sono tante e accessibili, ma forse, anche per questo, molto complesse. Siamo in un’epoca in cui chiunque può fare e mostrarlo facilmente, quindi è ancora più difficile raccontarsi in maniera differente ed emergere.

Cosa potete anticiparci dei vostri progetti lavorativi futuri?
Crediamo fermamente in una sorta di creatività collettiva, fatta di sinergie e incontri, casuali e non. Ci affascina vedere come i nostri capi vengono utilizzati e interpretati da altre figure creative, come il progetto che abbiamo iniziato con Laura Tura per la creazione dei nostri Tarocchi, la collaborazione con il fotografo Jon Bronxl, o il video per la collezione 001 di Andrea Colacicco.

Qui potete vedere il video della collezione 001:

Intervista al brand emergente Oh Carla per la rubrica
Fotografia di Jon Bronxl

Crediti

Testo di Giorgia Imbrenda
Fotografie di Jon Bronxl
Set Designer e modella Nour Choucair

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