Ora in Polonia l'aborto è illegale anche in caso di malformazione del feto

Il governo polacco ha proclamato l'entrata in vigore della contestatissima norma anti-aborto, contro la quale hanno protestato negli scorsi mesi centinaia di migliaia di cittadini.

di i-D Staff
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29 gennaio 2021, 9:47am

"In Polonia l'aborto è illegale e, come se non bastasse, i conservatori vorrebbero inasprire ulteriormente le leggi anti-aborto, così che in nessuna circostanza sia più legale interrompere volontariamente la gravidanza. Neanche se sei stata stuprata. Neanche se stai mettendo a rischio la tua vita. Neanche in caso di malformazione del feto.”

Era il 2018 quando la modella e attivista polacca Anja Rubik scriveva sulle pagine di i-D una lettera aperta sulla (disastrosa) situazione dei diritti umani in Polonia, scegliendo di servirsi della sua notorietà per denunciare l’erosione dello stato di diritto nel suo paese. “500mila persone hanno marciato per protestare contro l'inasprimento della legge sull'aborto. Io ero con loro. E questo mi ha fatto finire sulle prime pagine dei quotidiani nazionali, trasformandomi nel nemico principale del governo.”

Mercoledì 27 gennaio, i già bistrattati diritti civili dei cittadini polacchi hanno subito una nuova, pesante batosta: in questa data è entrata in vigore la norma che vieta l’aborto anche in caso di malformazione del feto, sancendo di fatto il divieto quasi totale di aborto sul territorio polacco.La norma arriva da una sentenza della Corte costituzionale polacca, che il 22 ottobre scorso ha dichiarato incostituzionale l’aborto in caso di malformazione del feto a seguito della mozione presentata dall’attivista di estrema destra Kaja Godek, poi supportata da centinaia di esponenti del partito Diritto e Giustizia (PiS). Resta comunque in vigore la possibilità d’aborto in caso di stupro, incesto o rischio di morte della madre—scenario che rappresenta circa il 2 per cento dei casi totali d’aborto nel paese guidato da Andrzej Duda.

Negli scorsi mesi, proteste e manifestazioni hanno scosso tutte le principali città polacche, portando in piazza un numero di persone senza precedenti recenti per il paese. Eppure, dopo alcuni ritardi e un certo tergiversare, il 27 gennaio il governo ha improvvisamente comunicato la pubblicazione della norma sulla Gazzetta Ufficiale polacca, ultimo passo per renderne ufficiale l’entrata in vigore. Come riportano i nostri colleghi di VICE World News, nelle ore successive la diffusione della notizia migliaia di persone sono tornate a manifestare nelle strade di Varsavia per protestare contro l’implementazione della norma, coordinate dal gruppo pro-aborto Polish Women's Strike.

In quello che viene generalmente considerato come il secondo paese dell’Unione Europea che si avvia verso un regime non democratico (dopo l’Ungheria), la messa in essere della norma contro l’aborto non è che l’ennesimo passo autoritario di un governo che erode sistematicamente i diritti umani dei suoi cittadini.

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