Ecco cos'è successo all'ultima sfilata di Virgil Abloh per Louis Vuitton a Miami

La sfilata, prorammata prima della morte dello stilista, è stata una celebrazione del suo contributo vitale alla moda degli ultimi anni.

di i-D Staff
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02 dicembre 2021, 10:45am

Foto su gentile concessione di Louis Vuitton

Prima di morire, Virgil Abloh aveva programmato di allestire una sfilata di Louis Vuitton a Miami. Descritta come uno "spin-off", avrebbe presentato la collezione S/S 22 del designer con l’aggiunta di una manciata di look creati appositamente per l’occasione. Inizialmente sarebbe dovuto essere un evento in concomitanza con Art Basel Miami, ma la notizia dell'improvvisa morte di Virgil ha cambiato la sostanza dell’evento. Nel rispetto della volontà del designer, la sfilata c’è comunque stata, e ha raggruppato amicз, collaboratorз e colleghз, insieme per rendere omaggio alla vita e all'eredità di uno dei più grandi visionari della moda contemporanea.

Tutto quello che devi sapere dell’ultima sfilata di Virgil Abloh per Louis Vuitton a Miami

La voce di Virgili ha aperto la sfilata Louis Vuitton S/S 22

Arrivati a bordo di motoscafi con il monogramma LV, gli ospiti sono stati accolti da uno spazio espositivo con alberi, un labirinto di panchine e al centro una gigantesca statua di Virgil, da lui stesso commissionata. Strawberry Fields Forever dei Beatles risuonava, seguito da un messaggio di Virgil per aprire la sfilata: "Mi sono concentrato su questo obiettivo, in termini di arte e creatività: fare sì che gli adulti si comportino di nuovo come bambini, che si riapproprino di quel senso di meraviglia. Devono smettere di usare la loro mente e iniziare a usare la loro immaginazione."

Chi c’era della community di Virgil?

C'erano molte star presenti—Rihanna, A$AP Rocky, Kim Kardashian, Kanye West, North West, Pharrell Williams e Bella Hadid, per citarne alcune—ma il pubblico comprendeva anche persone che Virgil ha supportato e con cui ha lavorato durante la sua carriera. Molti erano giovani creator della moda, come Luka Sabbat, Kerby Jean-Raymond e Samuel Ross di A-Cold-Wall*—che ha iniziato il suo percorso come assistente di Virgil—, oltre a collaboratori di lunga data, come Tremaine Emory e Silvia Venturini Fendi, per i quali Virgil ha lavorato come stagista. Alla sfilata c’erano anche diversi rapper, tra cui Gunna, 21 Savage, Lil Baby, Metro Boomin, Offset, Quavo e Kid Cudi—quest'ultimo si è esibito anche all'after-party, insieme a Erykah Badu. Anche la famiglia Arnault, proprietaria di Louis Vuitton, era presente.

La collezione Louis Vuitton S/S 22 è una delle ultime di Virgil  

sfilata di Louis Vuitton a Miami
Fotosu gentile concessione di Louis Vuiitton

Gli 82 look in passerella arrivavano dalla collezione Louis Vuitton S/S 22, rilasciata a giugno, con l’aggiunta di una manciata di abiti grigi su misura. All’uscita, Virgil dichiarò che la collezione era una delle sue più personali, in cui aveva esplorato la nascita della cultura rave e l'intricata storia di Amen Break, uno dei brani musicali più campionati della storia. Abbigliamento sportivo di ispirazione rave, giacche realizzate con volantini Metalheadz degli anni '90, accessori olografici e felpe con cappuccio tie-dye psichedeliche fluorescenti sono stati seguiti dai pezzi sartoriali grigi, dimostrando la versatilità del designer. La sfilata è stata curata da Ib Kamara, che insieme al team di Louis Vuitton si è inchinato nel mezzo di una standing ovation a fine sfilata. È stata una scena emozionante, culminata in un momento di profondo silenzio.

Il CEO di Louis Vuitton ha tenuto un discorso per Virgil Abloh

Michael Burke, CEO di Louis Vuitton, ha aperto la sfilata con un discorso emotivamente toccante: "Devoto sostenitore della propria community attraverso le sue attività di beneficenza e le sue passioni, [Virgil] era un eterno ottimista, che credeva che tutto fosse possibile," ha detto Michael, che ha incontrato Virgil per la prima volta 15 anni fa a Tokyo e lo considerava come un "figlio." "Con questo stesso spirito, noi di Louis Vuitton continueremo con orgoglio a celebrare il suo lavoro e realizzando un’ultima sfilata a Miami, nel rispetto della sua volontà.”

Ha continuato: “La sfilata profondamente commovente che stiamo per vedere è nata da un'idea che Virgil e io abbiamo discusso per la prima volta tre anni fa. Si basa sulla tradizionale narrativa di formazione, ma ovviamente Virgil ha elaborato e ricontestualizzato il concetto per il XXI secolo, esprimendo i suoi talenti e la sua visione. Questa idea del raggiungimento della maturità era importante per Virgil, perché ispirare e dare potere alle nuove generazioni era il suo tratto distintivo. Ha usato la propria voce per superare limiti, aprire porte, fare luce sulle sue passioni creative, su arte, design, musica e, naturalmente, moda, in modo che chiunque potesse capire, non solo per sognare di far parte di quel mondo, ma anche trovare modi per trasformare quel sogno in realtà.”

Il gran finale della sfilata Louis Vuitton S/S 22 di Virgil Abloh

Per finire, uno spettacolo di luci coreografato da un drone nel cielo notturno ha creato un aeroplano di carta che sfrecciava nell'aldilà, per poi sillabare "Virgil è stato qui." A quel punto sono scoppiati i fuochi d'artificio—ribadendo che la sfilata era un tributo celebrativo—, mentre la mongolfiera marchiata LV che appariva nei teaser era lì, a riecheggiando il tema del volo e della meraviglia infantile.

L’intervista di Virgil Abloh sulla sfilata Louis Vuitton S/S 22

Prima di morire, Virgil ha preso parte a una sessione di Q&A sulla sfilata Louis Vuitton S/S 22 e sulla sua decisione di metterla in scena a Miami. Ecco cosa ha detto.

Perché hai deciso di creare uno spin-off della Louis Vuitton S/S 22?
Più che uno spin-off, questa sfilata fa parte della collezione, che continua a plasmare e fare evolvere la moda maschile di Louis Vuitton. La pandemia ci ha spinto ad adattare la nostra narrazione a nuovi formati e nuove fruizioni, e vale tanto per i film quanto per sfilate. Questa collezione è un racconto in continua evoluzione, originariamente veicolato attraverso un film, e di cui ora stiamo elaborando una sfilata. Non stiamo semplicemente aggiungendo dei look, stiamo creando una cornice fisica, che reitera e coltiva il concept iniziato con la Collezione 1 tre anni fa.

Come descriveresti la sfilata?
La collezione Louis Vuitton S/S 22 nasce dal desiderio di cancellare i pregiudizi inconsci legati a determinati codici di abbigliamento, basati sul modo in cui la società ci spinge a pensare quando cresciamo. Abbiamo deciso di rappresentare questo concetto attraverso il simbolismo della fanciullezza, un'ideologia che continua a far parte della collezione maschile di Louis Vuitton. Elementi ricorrenti come aeroplani di carta e mongolfiere appartengono a quest’idea: l'immaginazione incontaminata di un bambino, che sogna di volare. È una metafora di possibilità e apertura mentale, che vuole raccontare il nostro bisogno di riconnetterci con quegli istinti.

Perché hai voluto che la sfilata avesse luogo a Miami?
Per molti versi, Miami è la concretizzazione in metropoli dell’idea dietro alla collezione maschile S/S 22 di Louis Vuitton. È un concept sviluppato sul cross-culturalismo, in cui prosperano diversità e individualità, e dove lo stile è presente sulla strada come sull'orizzonte architettonico. Su scala mondiale, il Design District di Miami è un vero gioiello: una destinazione unica che illumina, ispira e si imprime nella memoria. C'è un'atmosfera stimolante a Miami, che sembra ideale per questa sfilata.

Cosa rappresenta per te Miami?
Per via della sua interculturalità, Miami occupa un posto speciale nella coscienza della moda. Prendiamo, ad esempio, la catena a maglie cubane, che è un caposaldo dei gioielli da uomo di Louis Vuitton. Ha avuto origine nella cultura dello stile di Miami, influenzato da Cuba, ed è poi diventato l’emblema di un'era metonimica dell'hip-hop. Questo discorso riguarda la magia di Miami, e anche il nostro lavoro. È un luogo di possibilità e una destinazione ideale per il nostro primo negozio maschile negli Stati Uniti.

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

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