Immagini via Michele Volpi

Atlanti anatomici, paradossi di fisica e poesia: ecco i tatuaggi di Michele Volpi

Se pensavate che i gatti di Schrödinger e le tavole evoluzionistiche non potessero emozionarvi, Michele vi farà cambiare idea.

di Giorgia Imbrenda
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17 marzo 2020, 3:31pm

Immagini via Michele Volpi

Tatuaggini è la rubrica di i-D che vi fa conoscere i nuovi tattoo artist italiani di cui non avete mai sentito parlare. Sono giovani, hanno uno stile unico e stanno riscrivendo le regole della loro industria. Li scegliamo perché rispettano i valori in cui i-D crede e per cui lotta da sempre, che sono tolleranza, diversity e inclusività.

Oggi vi presentiamo Michele Volpi, in arte _mfox. Se vorrete farvi tatuare da lui, questo è il suo account Instagram. Siamo sicuri risponderà ai vostri DM in tempo zero.

Intervista tattoo artist Michele Volpi

Ciao Michele, ci racconti il primo tatuaggio che hai fatto? Quanto eri terrorizzato da 1 a 10 quando hai preso in mano la macchinetta e ti sei reso conto che stavi per tatuare un’altra persona?
Uno dei miei migliori amici mi propose di comprare un tattoo starter kit, ma io non ero molto dʼaccordo. Non mi interessava, ma alla fine lui mi convinse; quando presi in mano la macchinetta per la prima volta, fu un colpo di fulmine. Dopo pochissimo tempo feci il mio primissimo tatuaggio, una scritta sul polso di un amico. Mi tremavano le mani e per un lavoro di 5 centimetri impiegai quasi due ore.

Come descriveresti il tuo stile? Raccontaci come l'hai sviluppato nel corso del tempo.
Il mio stile di tatuaggio viene definito come fine-blackwork monocromatico. Non ho iniziato subito con il nero, però: solo provando diversi stili, colori e aghi mi sono avvicinato sempre di più a questo colore, perché è quello con cui riesco ad esprimermi meglio. La tecnica del dotwork invece soddisfa la mia meticolosità. Unendo quindi il nero al puntinismo è nato lo stile che mi accompagna anche oggi. Allʼinizio ero più geometrico, influenzato dalla scuola che ho frequentato e dalla passione per il disegno tecnico, poi con il passare degli anni mi sono ammorbidito: meno geometrie e mandala, più disegni figurativi, concettuali e scientifici.

Ma quella della scienza è una tua passione?
Sì, assolutamente! Penso che insieme allʼarte, sia la disciplina più profonda di questo pianeta. Il mio interesse nasce da una grande curiosità che ho rispetto agli argomenti, i fatti e le realtà che non conosco. Ritengo che gli studi scientifici e tutte le illustrazioni riguardanti questo mondo abbiano un fascino unico. È un univeerso infinito, interessante e pieno di particolarità: la bellezza dellʼanatomia, la chimica, le teorie psicologiche, la vastità della botanica... Sono tutte di grande ispirazione e influenza per me.

Intervista tattoo artist Michele Volpi

E invece perché hai scelto di tatuare esclusivamente in bianco e nero?
Il tatuaggio monocromatico soddisfa a pieno i miei canoni estetici ed artistici. Credo che il nero sia un colore completo: quando finisco un tatuaggio o un disegno non sento mai il bisogno di aggiungere altro, ma sento che è finito così comʼè, nero. Sulla tela invece mi piace sperimentare, sono alle prime armi e sto ancora cercando una mia estetica.

Infatti su Instagram hai pubblicato anche foto delle tue tele. Ti consideri un pittore, oltre che tatuatore?
No, non posso considerarmi un pittore. Alle fine del 2019 mi sentivo bloccato a livello artistico e non riuscivo a capire quale fosse il problema. Ho sempre avuto stima e rispetto per i grandi pittori e la tela come mezzo creativo mi attirava da un pò, così ho iniziato ad avvicinarmi a questo orizzonte creativo in maniera totalmente spontanea. Ho comprato degli acrilici, una tela rubata a mia sorella e via. Durante un giorno libero ho creato la prima tela, e poi una cosa tira l'altra.

Hai mai detto di no alle richieste dei tuoi clienti? Se è successo, perché hai preso questa decisione?
Si, è capitato e capita ogni tanto. Lo faccio sempre per una questione professionale, molte volte i soggetti o le idee che vengono proposte non sono in linea con il mio stile, il mio modo di tatuare, i miei soggetti. Non direi mai di sì a qualcuno che vorrebbe tatuarsi un tribale/polinesiano o un old school, però sono sempre pronto a consigliare qualcuno che possa eseguirlo nel migliore dei modi, proprio perché coerente con il tipo di tatuaggio che fanno. Preferisco non accettare le proposte che non sento mie, ognuno è specializzato nel proprio stile.

Intervista tattoo artist Michele Volpi

Quale consiglio daresti a chi ha appena comprato la prima macchinetta e vuole iniziare a tatuare?
Il mondo del tatuaggio è una giungla che si sta espandendo sempre di più. È unʼarte magnifica, per questo bisogna trattarla come tale e rispettarla. Solo se avete passione, dedizione, attitudine e costanza riuscirete magari a inseguire il sogno di diventare un tatuatore del calibro che desiderate.

E invece per chi si vuole fare il primo tatuaggio, che consigli hai?
Al giorno dʼoggi scegliere bene un tatuatore non è così complicato, il mondo dei social ci offre una grande vetrina per cercare secondo gusti e pretese. Pensate bene allo stile che vorreste tatuato sulla vostra pelle, non fermatevi al primo che vi attira, cercate bene, informatevi e parlate con persone che magari si sono tatuate dal tatuatore che vi interessa o, ancor meglio, parlate con lui. Cercate con razionalità e scegliete di pancia, non credo ve ne pentirete!

Tre tatuatori italiani che secondo te stanno facendo un ottimo lavoro?
Mambo, che ha uno stile unico, visionario e creativo. Poi Mattero Nangeroni a Padova, di cui apprezzo l'estetica surrealista, quasi onirica. [E che noi abbiamo intervistato da poco, NdA]. Infine Michelangelo, che è il re del nero e che in 25 anni di carriera non ha mai smesso di insegnare.

Intervista tattoo artist Michele Volpi
Intervista tattoo artist Michele Volpi
Intervista tattoo artist Michele Volpi
Intervista tattoo artist Michele Volpi
Intervista tattoo artist Michele Volpi

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Ecco un altro tatuatore che abbiamo intervistato di recente, Matteo Nangeroni:

Crediti

Intervista di Giorgia Imbrenda
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