come gaspard ulliel si è trasformato in un drogato e instabile yves saint laurent

Il modello e attore francese parla del suo ruolo nel nuovo superlativo film biografico di Bertrand Bonello.

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08 maggio 2015, 11:31am

C'è un'intensa scena nel film biografico non autorizzato di Bertrand Bonello Saint Laurent, in cui un giornalista di La Libération sta scrivendo il necrologio di Yves Saint Laurent mentre questi si trova in fin di vita in un ospedale parigino. Si parlano l'uno sull'altro litigando sulla sua eredità. "Cercare di usare la parola 'visionario'", dice uno. A volte mitizziamo i nostri eroi creativi ancor prima che siano morti. 

Uno dei più grandi designer mai esistiti, un simbolo degli eccessi (lisergici, economici, sessuali) degli anni Settanta, Monsieur Saint Laurent è stato di ispirazione più di quanto racconti il mito. Dozzine di libri raccontano il suo lavoro, è stato il soggetto di tre film negli ultimi 3 anni. Quello di Bonello è il più recente in ordine cronologico, realizzato con la partecipazione dell'affascinante attore e modello di Chanel Gaspard Ulliel. Ulliel era stato contattato già da Gus Van Sant per il ruolo di Saint Laurent. Van Sant non ha mai fatto il suo film, ma Gaspard ha indossato presto gli iconici occhiali per Bonello. Mentre il film è uscito in America questa settimana, Gaspard ci rivela della sua sfida di recitare un'indiscussa leggenda. 

Un'intensa preparazione per un film è diventata il rito di passaggio obbligato per ogni serio attore, e Gaspard ha scavato in profondità per impersonare Yves nell'anno che è intercorso tra l'essere scelto e iniziare le riprese. Senza molti video da poter vedere, i libri sono diventati i riferimenti importanti, soprattutto quello di Alicia Drake The Beautiful Fall, che si concentra sulla rivalità tra  Yves e Karl Lagerfeld.

Ha perso 30 chili per entrare nella forma perfetta degli abiti anni '70 del magrissimo ed elegante designer dall'animo dandy. "In qualche modo mi ha aiutato a incarnare il personaggio e forse a rappresentare la sua grazia e flessibilità," ha detto Gaspard.

L'attore ha lavorato duramente per catturare la voce di Yves. E descrive così il processo: "Ho cercato di ascoltarla il più possibile, attraverso il maggior numero di registrazioni, così che il mio orecchio ne assorbisse il suono, e così che finalmente un giorno mi uscisse nel modo più spontaneo, naturale e organico." La fragilità di quella voce ha dato vita a frasi come "Ho creato un mostro, e adesso devo conviverci," tra le alte. 

Ha anche fatto moltissima ricerca. "A un certo punto mi sono sentito bloccato e imprigionato sotto tutti questi dettagli e informazioni," ha detto. " E così ho capito di dover cambiare direzione, fare un passo indietro per capire meglio alcuni momenti su cui avevo fantasticato troppo e avevo reinventato il personaggio creando una mia versione di Saint Laurent. Alla fine, la parte più impegnativa del mio lavoro, prima ancora dello shooting, è stata cercarlo nella mia vita, nelle mie emozioni, così da sentirlo in modo reale e vero."

La descrizione fatta dal film è incentrata soprattutto sulla relazione di Yves con amici e amanti. Léa Seydoux diventa un'affascinante Loulou de la Falaise, Aymeline Valade è pazzesca e perfetta nel ruolo di  Betty Catroux, e Jérémie Renier recita il ruolo di partner di vita e affari di Yves Pierre Bergé, ma c'è anche Louis Garrel che ruba ogni volta la scena interpretando l'amante drogato (e toyboy di Lagerfeld) Jacques de Bascher.

Le scene che mostrano il rapporto distruttivo tra Yves e Jacques diventano intriganti sul grande schermo: c'è un nudo frontale, corpi, orge, oppio, cocaina, violenza.  "Per me questi apparentemente bui ed edonistici momenti dominati dall'abbandono dei sensi sono quelli in cui Yves cerca veramente la luce e la sua piena espressione di vivere," dice Gaspard. "Diversamente dalle scene in atelier, che era più una prigione emotiva per lui, dove si sentiva costantemente infastidito e osservato. La dialettica tra queste scene notturne e diurne è stata per me molto interessante e mi ha aiutato ad approcciarmi al personaggio." 

Questo è il punto cruciale nella leggenda di Saint Laurent: avrebbe voluto passare le notti facendo festa a Marrakesh o vagando nei parchi di Parigi solo per poi alzarsi e disegnare le sue collezioni, oppure andare a comprare oggetti con Pierre. L'ossessione di Yves e Pierre per l'arte e gli oggetti di valore aggiunge un'interessante dimensione estetica al film. Specchi, statue, dipinti, vasi sono tutti in primo piano. In una sequenza insistente, un dipinto di Mondrian viene ripreso a segmenti in diversi mini-film. Gaspard nota: "È una dichiarazione perfetta del fatto che in un certo senso, l'arte e la creatività esistono solo in costante dialogo con le altre forme artistiche."

Quindi, andate a vedere il film se amate la moda (sono magnificamente rappresentati gli abiti di YSL). Ma andatelo a vedere anche se non siete particolarmente attratti da questo mondo. Come dice Gaspard, "Il film va al di là del semplice e classico film biografico, lo sapete no? Si tratta di un lavoro che riguarda più una vita creativa. È un'odissea nella mente di un artista geniale, e questo è ancora più interessante." 

Crediti


Testo Rory Satran
Immagini su cortese concessione della Sony Pictures Classics
Ritratto Kathy Lo

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