le menti libere comandano l'ultimo giorno di sfilate parigine

Paul Smith, Lanvin e Saint Laurent hanno chiuso le passerelle della primavera/estate 16 a Parigi e hanno sfilato con le loro regole personali e indipendenti.

di Anders Christian Madsen
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29 giugno 2015, 2:10pm

"Con un mare di sfilate, come riesci a spiccare quando hai davanti non una settimana, ma un mese della moda o addirittura un anno?"  ha detto Alber Elbaz dopo il suo show insieme a Lucas Ossendrijver per Lanvin nell'ultimo giorno della Settimana della Moda di Parigi. "Come riuscire a far ricordare alle persone quello che hai mostrato, come far desiderare loro di voler comprare ciò che hai presentato? Penso che questa sia l'essenza. Mentre ci concentravamo sugli abiti e sui loro dettagli, ho pensato che quello che stavo perdendo oggi era il senso stesso del design," ha detto. "Il punto è quanto tu possa creare, non sovra-creare. Come puoi prendere la street fashion e non farla diventare roba da fashion victim? Come puoi definire i limiti, quanto puoi spingerti oltre? Quanto puoi riuscire a stare dietro e dire 'Questo è quanto. Questa è la storia.' Questo è quello che stiamo cercando di dire." 

Lanvin primavera/estate 16

Quello era l'ambizioso punto di partenza di Elbaz e Ossendrijver, e non è andato perso nella realizzazione degli abiti. Ogni abito rappresentava un nuovo look, una nuova idea, una nuova espressione. Erano, molto semplicemente, capi veramente belli. "Come riuscire a creare qualcosa del genere in un periodo in cui ci si preoccupa di cosa succederà dopo; in un tempo in cui le persone hanno la passione ma non la pazienza?" si è chiesto Elbaz. "Dobbiamo creare 44 look e ciascuno deve essere diverso. Non usiamo lo styling per cui hai l'abbigliamento da giorno, da sera, diviso per colore - non sai mai quale sarà il successivo. Questo è come manteniamo la concentrazione per i primi sette minuti, perché rimanere concentrati per sette minuti ai giorni nostri è veramente difficile." 

Lanvin primavera/estate 16

È stato frustante, ha ammesso Elbaz, stare nel backstage a guardare il monitor e vedere gli invitati che non prestavano attenzione alla passerella.  (Questi giorni siamo tutti obbligati a stare attivi con i nostri cellulari per incontrare le richieste del mercato dei social media. Triste ma vero.) "Eravamo tipo, 'Ma guarda la sfilata!'" ha affermato ridendo Elbaz. "Penso che l'intera idea che si nasconde dietro alla moda sia che tutto deve essere importante solo per il momento. Non per il passato, non per il futuro - oggi. E l'attimo riguarda la ripetizione, il mondo di internet e il cavalcare l'onda." A Lanvin questo ha avuto lo stesso significato della sfilata di Saint Laurent, che ha chiuso la giornata di domenica: una maggiore diversità di capi con un'estetica molto ben definita. 

Saint Laurent primavera/estate 16

Hedi Slimane ha ripreso la sua secca silhouette in stile rock 'n' roll, creando un canvas immutabile per la stagione. Per la primavera/estate 16 ha focalizzato l'attenzione sulle spiagge della California e su quella romantica idea di che cosa significhi veramente essere giovani, ben rappresentata da Baz Luhrmann in Romeo + Juliet. Giacche abbellite da palme, lustrini, vibrazioni latine e un sacco di grunge hanno riassunto il messaggio dell'originale colonna sonora da spiaggia che si è sentita in passerella nella frase, "I wanna be sixteen and party all night." Vabbè. Sir Paul Smith avrebbe probabilmente apprezzato questo sentimento, almeno per quanto riguarda il suo lavoro. Le caratteristiche di questa stagione hanno portato un sacco di gioventù sulla sua passerella, che si è spostata dal Bourse all'intimo Palais de Tokyo.

Saint Laurent primavera/estate 16

"Si chiama Independent Mind, e senza essere eccessivamente filosofici, si tratta praticamente di questo mondo omologato, di chi inizia dal nulla e deve vedere se può farcela o no," ha detto Sir Paul facendo riferimento alla sua storia personale. "Ci sono 32 ragazzi diversi - nessuno ha cambiato outfit - che vengono da diversi stati del mondo. Per molti di loro è stata la prima sfilata. L'idea di vedere diversi colori di pelle, capelli e forme - solo per dire, è così che ho cominciato e oggi vengo in 73 Paesi." La collezione si è allontanata dalla poetica dark e romantica delle precedenti sfilate, segnando un approccio più diretto per l'icona del design.  

Paul Smith primavera/estate 16

L'ultima stagione è stata caratterizzata da un'ispirazione quasi alla Baudelaire con cappotti lunghi e materiali regali, ora sostituita da tocchi di glam rock 'n' roll - materiali di colori accesi (in riferimento a David Hockney), grafiche con motivi a righe, e molti elementi metallici - forse più legati al classico Paul Smith. "Lo styling è poco ragionato, riguarda più il vestire in maniera personale. Un sacco di volumi ampi, molte nuove forme: anche molto molto molto grandi o molto molto strette o molto alte." ha spiegato Sir Paul. "E le cose che ho fatto in passato quando lavoravo con Bowie, quando lavoravo con i Talking Heads, quando lavoravo con i Led Zeppelin, Patti Smith, Daniel Day Lewis… probabilmente avrete visto Gary Oldman tra il pubblico: sono tutte persone con cui ho collaborato e questo è ciò di cui stavo parlando, veramente: bella gente con cui ho fatto belle cose."  

Paul Smith primavera/estate 16

Crediti


Testo Anders Christian Madsen
Foto Backstage Jason Lloyd Evans
Foto Sfilata Mitchell Sams

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