quello che grace jones mi ha insegnato sul fascino e sulla moda

La scrittrice newyorkese Ashley Ford analizza la sua fascinazione per la tigre sexy Grace Jones.

di i-D Staff
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15 dicembre 2015, 3:31pm

Ci sono alcune cose di cui sono grata al mondo tanto quanto l'assenza di censura durante la mia infanzia. Quando il film di Tina Turner What's Love Got To Do With It? del 1993 arrivò nei cinema, mia nonna ed io lo guardammo assieme il primo weekend in cui era uscito. Avevo 5 anni. Due anni dopo ho sentito mia madre dire a mia zia che non poteva prestarle la nostra cassetta di Poetic Justice dato che mi aveva promesso che l'avrei potuto guardare il giorno seguente. Entrambi i film erano vietati ai minori, ma mi era ugualmente permesso guardarli fino allo sfinimento. Le uniche riprese o brani che ricordo di quel periodo avevano a che fare con la stregoneria, la magia o il misticismo, tutte cose che secondo mia madre avrebbero potuto attirare il diavolo in casa nostra ma che a me non facevano assolutamente paura.

Il principe delle donne con Eddie Murphy comprendeva un linguaggio colorito e scene di sesso esplicite, ma per lo meno nessun protagonista era pagano. Mio fratello ed io ci circondavamo di cuscini e coperte in salotto prima di far partire il videoregistratore. Già all'inizio ero colpita. Vedevo neri giovani, sexy e di successo in una città vera. Ero troppo giovane per capire che questa rappresentazione delle vite dei neri era piuttosto rara, ed ero troppo giovane per capire gli stereotipi di genere. Infatti l'unica cosa che mi era chiara era che amavo alla follia la donna sullo schermo che si chiamava Strangé, impersonata dall'inimitabile Grace Jones. Era feroce, e pensavo mi avrebbe mangiato viva se solo mi fossi avvicinata a lei. 

Mio fratello si coprì la testa con il lenzuolo durante la scena in cui Strangé con gli occhi sbarrati e i denti in vista dà alla luce una bottiglia di profumo. 

"Fa paura," diceva. Temevo chiamasse la mamma e le chiedesse di cambiare film, probabilmente La Valle Incantata per la millesima volta. Al sol pensiero ero rabbiosa. Avevo appena incontrato quella donna e non avrei permesso che lui me la togliesse con i suoi piagnistei. Alla fine gli ho piazzato una mano sulla bocca. 

"Stai zitto" ho detto. "Non fa paura. È bellissima." 

Strangé, personaggio scritto apposta per Jones, doveva essere una parodia. Dal momento in cui entra in scena nel bel mezzo di un party su una carrozza spinta da 4 body builder bianchi fino alla scena in cui si toglie il perizoma di pizzo e lo fa annusare ad uno scienziato insistendo che ciò che stava sentendo era "l'essenza del sesso," ero totalmente catturata. I suoi gioielli in stile egiziano mi fecero innamorare dei gioielli enormi color oro, compresi quei braccialetti che mi dovevo togliere a metà giornata per riposare i polsi. Non bastava che i miei vestiti fossero puliti o alla moda. Dovevano colpire.

Il corpetto in pelle con il copricapo abbinato e l'abito lungo fino a terra della mia amata Strangé non erano adatti probabilmente alla mia età, ma potevo indossare legging di un colore acceso, calze spaiate e maglioni oversize ricoperti di pom-pom. La maggior parte di questi capi erano di mia nonna. Lei supportava questo mio desiderio di giocare con il mio look, anche se non sapeva cosa avesse ispirato la mia trasformazione. Ogni volta che mia madre mi chiedeva chi cercavo di emulare rispondevo: "me stessa". 

Crescendo il mio amore per Strangé è rimasto immutato, anche se con il tempo è diventato più semplice sentirsi vicina a Grace Jones. Il mio corpo stava cambiando, la mia sessualità è esplosa, e volevo completare questa transizione a tutti gli effetti. Sfortunatamente, per quanti film di Grace Jones guardassi o per quante foto di lei ritagliassi dai giornali, non riuscivo ad essere a mio agio con il mio corpo come lo era lei. Per lei sembrava facile essere così glamour. Scrivevo frasi di donne che stimavo su un diario, ma Grace parlava attraverso immagini. Per renderle omaggio incollavo foto di lei sopra e sotto le frasi che scrivevo. All'inizio della pagina c'era una frase di Maya Angelou che recitava: "When someone shows you who they are, believe them the first time." La frase in fondo era di Florence "Flo Jo" Joyner: "I believe in the impossible because no one else does." Al centro c'era Grace, circondata da fan in adorazione.

Nel frattempo, in Indiana, io mi sentivo a metà tra "carina" e "invisibile". Anche quando ho indossato un vestito attillato blu scuro per il primo ballo del liceo ho passato metà della serata coprendomi con uno scialle. L'altra metà della serata cercavo di imitare Grace ballando con i compagni di classe e posando per foto con uno sguardo da gatta. Quando riguardo quelle foto vedo due ragazze: una che si nasconde e l'altra che si esibisce. Vedo la tensione tra la brava ragazza e la mangiauomini che volevo essere. Ciò che non vedo è me stessa.

Per un po', a causa di una malattia, di un incidente, aver preso qualche chilo e il rapporto con uno di quei ragazzi che ti insegna ad odiarti, ho smesso di cercare un equilibrio tra le due parti. Nei giorni in cui decidevo di amare il mio corpo lo adornavo con amore, e quando tutto ciò che volevo era incarnarmi in un altro corpo mi nascondevo sotto abiti senza forma. Ho passato un anno come drag queen e un altro anno a New York prima di lasciarmi alle spalle quella strada che avevo imboccato al liceo. Il mio nuovo percorso è iniziato con il vedere Grace Jones dal vivo all'AFROPUNK Festival a Brooklyn, per ricordare cosa mi aveva spinta a cercare il mio modo di esprimermi già a 7 anni, e si è rivelato essere quello giusto quando ho ereditato i gioielli di mia nonna, un guardaroba basic che mi rispecchiasse, e una foto di Grace da tenere nel portafoglio, la mia idea di santino portafortuna.

@ISmashFizzle

Crediti


Testo Ashley Ford
Foto Ron Gallela via Wire Image

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