nella psiche oscura e affascinante della fotografa sylve colless

Parliamo con l’artista del subconscio, del suo amore per la filosofia e della sua fotografia influenzata dalla psichiatria.

di Savannah Anand-Sobti
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27 maggio 2015, 8:50am

Conosciuta per la sua fotografia impressionante ed emotiva che ha esposto nelle mostre Anima e Harmonia, Sylve Colless è diventata a poco a poco una maestra del subconscio. Traendo ispirazione dalla psichiatria e dalla psicologia, Colless lascia che il lavoro di Carl Jung echeggi attraverso il suo. Il risultato è una serie di fotografie stratificate davvero intriganti sulle forme femminili. L'abbiamo incontrata per scoprire di più sul suo stile e processo creativo.

Quali sono i tuoi collaboratori?
Lavoro molto con Zanerobe. Sono stati premiati di recente come miglior brand da uomo quindi solo vedere il loro marchio crescere ed evolversi a livello internazionale è davvero figo. Scatto per loro da quasi 5-6 anni. Ho lavorato un bel po' con RVCA, il direttore creativo Jesse Hart e con Dee Jenner per Elle Australia. Sono tutti molto diversi ma ci troviamo bene insieme, abbiamo un certo ritmo, un modo efficace di comprendere i ruoli di ognuno.

Puoi parlarci del tuo processo creativo?
Solitamente inizia con molta ricerca e con qualsiasi cosa io stia leggendo, che si tratti di un'idea o filosofia. Prendo appunti su alcuni argomenti e poi spesso quello che faccio è creare una mood board. Faccio spesso riferimento a dipinti, l'arte del rinascimento o anche solo a dei colori. È solitamente una collezione di immagini da cui sono sempre attratta. È un processo del subconscio metterle tutte assieme. Molto spesso parlo con un amico che è psicologo specializzato in terapia attraverso l'arte. Insieme discutiamo dei vari temi e delle cose che emergono dall'insieme di immagini e proseguo da lì.

Sembra che la filosofia e la psichiatria abbiano un ruolo importante nei tuoi lavoro. Si era detto che il pensiero di Carl Jung fosse stato una grande influenza per il tuo lavoro di AnimaTi piace esplorare concettualmente il lavoro di Jung?
Assolutamente, sono sempre molto interessata alle idee, pensieri e visioni delle cose. È un modo per comprendere quello che ci sta intorno. Mi piace esplorare idee e filosofie attorno alla psiche umane. Per fare questo ho bisogno di sondare il mio subconscio. Creare un lavoro personale è come una terapia per me. È un processo che attuo per ogni mostra.

Noti che questi temi abbiano un impatto forte su chi guarda le tue immagini?
Si, è strano. Per esempio, nella mia ultima mostra c'erano alcuni pezzi che pensavo di tralasciare perché erano abbastanza scuri e contorti. Ma alcune persone mi hanno detto "Oh, ma sono così belli". È così sintomatico che le persone ci vedano cose diverse perché vedere l'arte è veramente un qualcosa di personale. Non voglio che sia necessariamente qualcosa da cui sono partita per crearlo. E' bello che le persone possano dargli il loro significato e vedere le cose in modo differente. Penso che questo sia l'aspetto più' interessante del mio lavoro.

Come descriveresti il tuo stile creativo?
Credo che commercialmente io stia imparando ad essere più naturale, pulita, ma sempre ricercata, un'estetica più semplice. Meno post produzione e non aggiustare troppo le foto dopo. Significa aver azzeccato tutti i dettagli ed è stato un bel processo. Con il lavoro personale, guardo sicuramente i dipinti, il rinascimento, quel tipo di arte. Corpi più carnosi e tutti i dettagli del corpo femminile. Credo che questa nuova attenzione si noti nella mia ultima mostra.

Hai lavorato con altri mezzi?
Ho dipinto molto ultimamente. Per la mia nuova mostra, ho sentito che era molto importante essere più coinvolta e usare le mani, cosi ho costruito i set e creato gli scenari. Questa mostra è molto più stralunata e psichedelica delle altre. Ci sono oggetti fatti a mano e una sensibilità sintetica opposta all'ambiente naturalistico delle altre esposizioni. 

Sarai in una tavola rotonda al Semi-Permanent di quest'anno. Come ti senti rispetto a questa cosa? E' la prima volta che affronti una situazione simile?
Sono vagamente terrorizzata. No scherzo, sono davvero entusiasta, è un'opportunità fantastica per condividere la propria visione, ma a scuola ero la bambina che parlava balbettando e con i palmi sudati quindi non sono sicura di come andrà. Mi appassiona molto l'argomento di cui discuteremo - l'arte e il commercio. Io voglio parlare dell'importanza di trovare un equilibrio; credo sia importante mantenere l'autenticità nel tuo lavoro commerciale e personale. Parlerò con Sebastian Moody, è un'artista così brillante, e presenta Fenella Kernebone. Sì, penso sarà una tavola rotonda estremamente interessante.

Crediti


Testo Savannah Anand-Sobti

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