il primo giorno di sfilate f/w 2018 a milano: una nuova idea di menswear

Moschino, Neil Barrett e Versace hanno tutti messo in discussione i confini tra abbigliamento donna e uomo, celebrando individualità e nuovi canoni.

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gen 15 2018, 11:56am

"Volevo esplorare il modo in cui menswear e womenswear possono coesistere," ha dichiarato Jeremy Scott nel backstage della sfilata Moschino pre-fall 2018. Intorno a lui modelli e modelle si muovevano veloci indossando body in PVC, maschere in latex e complicate cinture. Nella nuova collezione Overt/Covert lo stilista ha voluto giocare con la binarietà di genere, cercando nuovi stimoli e un senso di liberazione. Mentre i bassi della colonna sonora techno firmata Michel Gaubert pulsavano e rimbombavano, il messaggio è arrivato forte e chiaro agli spettatori: sì, gli abiti possono definire chi siamo, ma non devono tenerci prigionieri. È stata una sfilata per gli eroi, per chi ama e per chi vuole vedere realizzate le proprie fantasie.

Moschino

I capi indispensabili a ogni businessman sono presi a schiaffi dalla disciplina fetish, per essere poi spogliati e sottomessi. Le fasce da smoking diventano intanto il fulcro attorno a cui ruota l'intero outfit, ovviamente in total black. Le calze autoreggenti si collegano a look in PVC da spettacolo erotico, mentre ai completi gessati vengono rimosse intere sezioni per rivelare pelle e tessuti tirati a lucido. "Volevo giocare con l'idea di mixare mascolinità e femminilità in modo nuovo, sovversivo e contemporaneamente assertivo," ha aggiunto Scott, che ha realizzato il suo obiettivo prendendo gli elementi basilari dell'abbigliamento uomo e, dopo averli rielaborati a dovere, inserendoli nel womenswear. Ma è vero anche il contrario: tulle, stampe a fiori e corsetti tipici dell'abbigliamento donna sono diventati in questa collezione emblemi del menswear, senza però rendere meno mascolini i modelli. Il risultato finale è un cocktail decisamente alcolico fatto di sovversione, perversione, sesso e potere.

Moschino

"Il punto era mettere in discussione gli stereotipi e proporre qualcosa di nuovo, una nuova energia che fosse sia maschile, sia femminile. Oggi tantissime persone e tantissimi amici sfidano l'idea di binarietà di genere." A dimostrarlo in passerella ci hanno pensato il modello californiano gender neutral Oslo Grace e la drag-queen vincitrice dello show RuPaul's Drag Race Violet Chachki, che hanno chiuso la sfilata Moschino in tuxedo. "Fa parte della cultura pop. È qualcosa che esiste e che necessita di una voce forte. Questo è il mondo di oggi, il mondo che stiamo vivendo e creando insieme. Etichettare le persone è un meccanismo che va avanti da secoli, ma oggi possiamo cercare di sovvertirlo e presentarci come preferiamo." Queste sono le parole di un Jeremy Scott al meglio.

Moschino

La sfilata è iniziata pochi minuti dopo la pubblicazione delle accuse contro Bruce Weber e Mario Testino sul New York Times, facendo sì che tutti si sentissero a disagio di fronte all'intima relazione che lega sesso e moda. Ed è giusto così. È il momento giusto per far sentire la propria voce, per raccontare le proprie esperienze, per proteggere le altre persone e per cambiare radicalmente l'industria. In questo clima, Moschino è stato percepito come uno spazio sicuro, come una sfilata che ha aperto uno squarcio su un mondo nascosto e contemporaneamente celebrato lo spettro della sessualità, così come l'energia del sesso consensuale. "Il sesso fa parte della natura umana. È una cosa bellissima, finché è consensuale," ha spiegato Scott. "Quando le persone possono vivere la loro sessualità come più preferiscono, si genera un'energia positiva praticamente infinita."

Neil Barrett

Messi da parte feticismi e perversioni, Neil Barret ha comunque rovistato tra gli stessi capi archetipici del guardaroba maschile, reimmaginando uniformi, giocando con l'ABC del menswear ed esplorando nuovi codici della moda. Dalla scuola all'ufficio, dalla discoteca al campo di battaglia, Barrett ha tagliato, incollato e manipolato a suo piacimento i simboli dell'artigianato sartoriale, combinando codici e dando vita a nuovi ibridi. Barrett ha offuscato i severi confini tra abiti sartoriali, sportswear, uniformi militari e streetwear, ispirandosi agli anni '90, quando proporzioni e materiali dell'abbigliamento uomo sono stati drasticamente rivoluzionati da una nuova generazione di stilisti.

Neil Barrett

Barrett stesso ha fatto parte di questo momento e movimento nell'industria. Simbolicamente, nell'autunno/inverno 18, gli specchi allineati lungo la passerella hanno giocato con proporzioni e capi reimmaginati, rendendo ancora più emblematici i paralleli tra abiti militari e l'haute couture dello scorso secolo. L'approccio di Barrett non è certamente stato tanto kinky quanto quello di Jeremy Scott, ma le domande da cui i due stilisti sono partiti sono probabilmente le stesse, così come l'obiettivo: mettere in discussione le uniformi maschili della nostra società.

Versace

Donatella ci ha intanto invitato a esplorare la maison Versace in una notte vissuta all'insegna del motto "go big or go home!" Un vero viaggio all'interno dell'universo Versace, fatto di legami famigliari e un'immaginazione fuori dal comune: se la serie TV American Crime Story: The Assassination of Gianni Versace sarà un prodotto di pura finzione televisiva, lo stesso non si può dire di questa collezione, insomma.

Versace

Per Donatella, maison Versace è non solo il luogo che chiama casa, ma anche la risorsa principale a cui attingere quando è alla ricerca di ispirazione. Gli accessori sono stati creati partendo da lussuosi complementi d'arredo. Le stampe di famiglia hanno avvolto piccole clutch, borse da viaggio in velluto e braccialetti, mentre il divano in stile Chesterfield è diventato il punto di partenza per outerwear e dettagli. Dopo l'epica sfilata s/s 18 donna che ha celebrato la vita e l'eredità lasciata da Gianni, questa nuova collezione uomo ha invece messo al centro l'idea stessa di Versace. Basta regole, confini e diktat. Evviva l'individualità.

Versace