Come Balenciaga distrugge, analizza e riassembla i codici del vestire politico

Ne abbiamo parlato con Demna Gvasalia stesso per il nostro nuovo numero "The Get Up Stand Up Issue".

di Dean Kissick
|
09 dicembre 2019, 10:46am

Questo articolo è apparso originariamente sul numero cartaceo di i-D The Get Up Stand Up Issue 358, inverno 2019

Durante le sfilate di Parigi SS16 i rumors sul fatto che Balenciaga avrebbe nominato un nuovo direttore creativo erano insistenti, ma nessuno si sarebbe aspettato che fosse Demna Gvasalia. Nemmeno Demna Gvasalia stesso. “Non sono mai stato su quella lista," ha dichiarato a tale proposito.

Quella stessa settimana, parlando con un giornalista Demna ha commentato il suo processo creativo per Vetements, spiegando come distrugga e ricucia poi i capi al fine di creare silhouette dalle proporzioni insolite e mostruose, ma anche di come il suo brand fosse diventato un vero e proprio fenomeno culturale nel giro di pochissimo tempo. "Ora è veramente ovunque, il che è interessante," ha detto. "Dimostra che quello che stiamo facendo arriva a un sacco di persone. Non credo sarebbe stato così 15 anni fa."

Da allora, la popolarità di Demna è cresciuta esponenzialmente. Una volta arrivato in Balenciaga, ha dato vita a un nuovo tipo di prodotti di lusso, rivisitando capi quotidiani e trasformandoli in oggetti tanto magnifici quanto giganteschi. E facendo questo, è diventato uno dei designer più influenti di questo decennio. Le sue silhouette oversize e dalle spalle enormi sono infatti diventate l'emblema degli anni '10 del nostro secolo. Ma la domanda rimane: perché?

Per la sua sfilata SS20 Demna ha ricostruito un Parlamento; una spirale discendente in velluto blu Europa. L'artista Sissel Tolaas ha studiato appositamente quattro profumi dai nomi piuttosto auto-esplicativi (sangue, soldi, antisettico e benzina) per ricreare il mood perfetto, profumi che si spandevano nella stanza da dietro le enormi tende blu e da sopra il soffitto. Erano le fragranze del potere. Quelle attorno alle quali tutto ruota. Tutta la collezione era una critica a banchieri, politici e burocrati, a ciò che indossano.

Demna si è paragonato in passato all'artista concettuale Marcel Duchamp, colui che ha inventato l'idea del readymade (si prende un oggetto già fatto e finito per esibirlo come opera d'arte). A Demna piace molto l'idea di appropriarsi delle cose, ma al posto di oggetti quotidiani, lui lo fa usando persone comuni e il loro modo di vestire. Per la collezione AW17 di Vetements ha sviluppato un'intera collezione basata sugli archetipi di gruppi sociali che tutti conosciamo: ricche signore in pellicce, turisti, parigini, punk, impiegati e goth, per citarne alcuni. La sfilata è stata tanto amata quanto odiata; tanto lodata quanto criticata.

Per la SS20 di Balenciaga, Demna si è servito dello stesso processo creativo. Solo che questa volta ha distrutto, analizzato e riassemblato i codici del vestire politico.

Bella Hadid in Balenciaga SS20
Bella indossa vestiti, gioielli e accessori Balenciaga SS20

La sfilata è iniziata con uomini in abito che indossavano VIP pass e un logo Balenciaga sui baveri delle giacche, come se fossero parte di una qualche multinazionale. Pantaloni enormi svolazzavano nell'aria "insanguinata" (ricordatevi del profumo...) come vele, come installazioni di pop art, come fossero una scultura di Claes Oldenburg. Nelle mani di Demna l'oversized è un'esercizio di manipolazione della forma che lui chiama “Studio di un atteggiamento." A seguire, hanno sfilato vestiti da campagna elettorale e ispirati allo stile di Angela Merkel. In passato il designer ha voluto farci vestire come poliziotti e non ha mai nascosto la sua ammirazione per le persone il cui lavoro è proteggere la collettività.

Ora invece ci fa vestire come politici disperati e tristi burocrati. Il sogno della prosperità vacilla. Gli anni '80 non stanno tornando. Questo è il nuovo power-dressing; il vestiario di chi dovrebbe proteggerci ma ha smesso di farlo. Perfetta per un epoca in cui sono i nostri leader a non seguire le leggi, senza nemmeno far finta del contrario. Il resto della sfilata ha portato in passerella look per tempo libero, come larghi pantaloni grunge da teenager, vestiti da club e qualche vestito da sera. Tutto estremamente Mitteleuropäisch. Qualcuno potrebbe costruirci una famiglia sopra questa serie di archetipi: un membro del Parlamento Europeo con un amore per l'S&M; sua moglie, una diligente businesswoman; il loro primogenito producer-wannabe amante della ketamina; la loro figlia, una performer eteropessimista che adora il Berghain.

Bella Hadid in Balenciaga SS20

Alcuni vestiti sono stampati con illustrazioni tipiche dei prodotti Balenciaga, altri ricoperti da una filigrana, un po' come se il nome del brand fosse un'immagine di stock. In definitiva, tutta la SS20 dà l'impressione di essere una gallery di stock images che ha di colpo preso vita, il che porta alla mente il collettivo newyorkese DIS, la cui estetica si basa proprio sulle immagini di stock, prendendo foto di uomini in completo formale, bravi ragazzi in pantaloni beige e giovani donne bionde vestite di rosa, ma trasformandoli in figure estremamente inquietanti. Demna ha fatto lo stesso nella sua collezione facendo indossare a Bella Hadid—che è la protagonista di questo editoriale—zigomi taglienti sopra a guance scavate. Altri modelli hanno subito simili modifiche, con labbra gonfie fino all'inverosimile, ad esempio. Tutti i look, dai vestiti geometrici alle facce rimodellate, sembrano protesi di un qualche tipo. Alla fine dello scorso decennio, nella sua ultima sfilata, Alexander McQueen aveva presentato in passerella una serie di strani alieni vestiti in abiti venuti da altri mondi. Ora, alla fine di questa sfilata, Demna ci suggerisce che questi alieni siamo sempre stati noi, fin dall'inizio; che siamo noi la cosa più strana là fuori.

La perversione da immagini di stock è stato un progetto degli anni '10 — da DIS, a Balenciaga, fino ai meme — per una crescente coscienza del fatto che le persone non sono mai come appaiono. Fino a questo momento, in cui i social media aleggiano sulla nostra psiche, abbiamo forse compreso quanto possiamo essere strani dentro, di quanto le persone pensino alle cose più assurde la maggior parte del tempo. La normalità non esiste. E ora facciamo fatica a gestire questa presa di coscienza come società.

Bella Hadid in Balenciaga SS20

Ciò che tutti condividiamo, comunque, è un senso di estraneità. Saper raccontare tale emozione attraverso gli abiti che crea è la principale ragione per cui Demna ha un successo simile. Pensa che non dovrebbero essere facciate dietro le quali nasconderci, neanche quando si tratta di uniformi o abiti da lavoro. Dovrebbero semplicemente mostrare chi siamo davvero. Ogni singolo dettaglio dovrebbe essere analizzato e reso autentico. "L'autenticità," ha dichiarato Demna, "sta tutta nel tornare agli archetipi originali. Ogni capo che creo è basato su un capo preesistente; non invento niente di nuovo." Non è insomma interessato nella rottura definitiva dal passato, né nell'omaggiare gli archivi del passato. Ciò che ama questo designer è attingere esplicitamente da ciò che già esiste e rivelare ciò che vi si nasconde. "Realtà?" si domandava nel backstage della sua ultima sfilata. "Non credo possa esserci più realtà di così."

Balenciaga, come gran parte della cultura contemporanea, come gran parte dei post sui social media, è difficile da definire. È genuino nei suoi intenti? È ironico? I suoi progetti spesso vengono malinterpretati. Molti danno per scontato che Demna scherzi, o che gestisca il suo atelier come una sorta di progetto artistico, ma la verità è che è sempre stato concentrato sugli abiti, su come ci vestiamo e su ciò che questo dice di noi. La sincerità è un lusso oggi e il suo approccio al design è sincero. Semplicemente, il suo specchio deformante riflette un mondo folle. Demna è meno interessato di un tempo nell'Oscurità Totale e nell'illuminare la sua strada bruciando ponti lungo la via. Demna vive con il suo ragazzo nelle campagne svizzere, ha uno stile di vita sano e cerca di non perdere la speranza. Quindi perché un Parlamento blu? Su due trench si legge: "Be kind to animals... Make the world a better place... Tell someone you love them today..." Certo, si tratta di buonsenso, ma potrebbe essere questo il manifesto Balenciaga, insieme ai suoi abiti pronti per la fine del mondo.

Bella Hadid in Balenciaga SS20
Bella Hadid in Balenciaga SS20
Bella Hadid in Balenciaga SS20
Bella Hadid in Balenciaga SS20
Bella Hadid in Balenciaga SS20
Bella Hadid in Balenciaga SS20

Segui i-D su Instagram e Facebook

Leggi anche:

Credits


Fotografia Oliver Hadlee Pearch
Moda Carlos Nazario

Capelli Cyndia Harvey per Art Partner con prodotti Oribe.
Trucco Lauren Parsons per Art Partner.
Unghie Ama Quashie per Streeters con prodotti Dior Vernis.
Assistenti alla fotografia Albi Gualt, Joe Reddy, Sharam Sadaat e Bella Sporle.
Assistenti Styling Raymond Gee e Kevin Grosjean.
Assistente Capelli Pâl Berdag.
Assistente Trucco Izzy Kennedy.
Produzione Emilie Dumas per Art Partner.
Assistente alla Produzione Maddy Thompson per Art Partner.
Direttore Casting Samuel Ellis Scheinman per DMCASTING.
Modella Bella Hadid per IMG.

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

Tagged:
Features
Balenciaga
Bella Hadid
oliver hadlee pearch
demna gvasalia
carlos nazario
ss20
The Get Up Stand Up Issue 358