la collezione di j.w.anderson s/s 18 è un esercizio di mindfulness

“Dobbiamo tornare a ciò che sappiamo avere radici umane.”

di Steve Salter; foto di Mitchell Sams
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19 settembre 2017, 11:53am

"Tutti possiamo impazzire, sono i media a farci impazzire. Dobbiamo fare un passo indietro e lasciare che le cose ci passino accanto senza preoccuparcene troppo," ha spiegato Jonathan Andersen a un'attenta folla. Il suo ragionamento non faceva una piega: le richieste dell'industria sono sempre più pressanti, e intanto le notizie su giornali e social media ci fanno sempre più paura. Può diventare davvero troppo da affrontare.

Disegnando un totale di dieci collezioni all'anno per il suo omonimo brand e per Loewe, di cui è Direttore Creativo, Anderson è la persona giusta per fare questo tipo di affermazioni. Questa stagione, lo stilista nato a Derry e ora basato a Londra ha fatto un passo indietro per osservare il nastro trasportatore sempre più veloce su cui sfilano abiti, tendenze e mode. D'improvviso, la natura ciclica di questo meccanismo gli è apparsa fin troppo ovvia. "Ero attirata dall'idea del cerchio, della terra che ruota, dell'assioma per cui tutto torna, sempre," ha continuato.

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In quello che è apparso un vero esercizio di mindfulness, i corridoi ricoperti in legno che nella storia più recente sono ormai diventati un suo tratto distintivo sono scomparsi, sostituiti da cerchi concentrici sul pavimento a creare un set curato sin nei minimi dettagli. "Volevo che oltre agli oggetti quotidiani ci fossero anche opere d'arte. Una sedia basic, un tappeto in rafia e arte." Privata delle distrazioni, la location era il luogo perfetto per le meditazioni di Anderson sul lusso della semplicità e sulla celebrazione di "tessuti addomesticati". Dalle gonne fatte con canovacci irlandesi al cotone sbiadito dei capispalla, dagli abiti fatti a maglia alle espadrilles in lino, la collezione s/s 18 di Anderson è stata un invito alla quiete e alla calma. Un santuario della tranquillità che ha lasciato gli spettatori stupefatti. Le modelle si muovevano decise sui tappeti, mentre tutti noi osservavamo e apprezzavamo la maestria artigianale del brand. E se Anderson voglia questo cambiamento più per sé stesso che per noi, non importa: ciò che importa davvero è che tutti siamo usciti dalla sfilata con la mente un po' più leggera.

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