Screenshot dalla trilogia The Essential Selection, Entitled Driftwood (1999), House and Garage (2000) e Jungle (2001).

cosa abbiamo imparato sugli anni '90 dalla trilogia "the essential selection"

Girata tra Londra e i suoi sobborghi più desolati, questa trilogia è un documento essenziale per chiunque si interessi di youth culture.

di Federica Tattoli
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08 aprile 2019, 1:01pm

Screenshot dalla trilogia The Essential Selection, Entitled Driftwood (1999), House and Garage (2000) e Jungle (2001).

The Essential Selection è una trilogia video girata a cavallo del nuovo millennio, tra il 1999 e il 2001 per la precisione, dagli artisti inglesi Oliver Payne e Nick Relph. Da venerdì a oggi viene proiettata da NFQ a Milano, nel nuovo spazio creativo aperto da Fabio Quaranta + Nero Editions. Sì, proprio quello dove un paio di settimane fa si è tenuto 8 Ball.

Fine del primo millennio in Gran Bretagna, dicevamo, ma anche il turbolento passaggio dagli anni '10 e i '20 del Nuovo millennio. Entrambi momenti cruciali, il primo perché aprì una nuova era temporale, il secondo perché testimone di una rivoluzione dai risvolti completamente ignoti, con il Regno Unito che si appresta a lasciare l’Europa.

Guardare i tre video Driftwood (1999), House and Garage (2000) e Jungle (2001) significa immergersi completamente in momenti di cambiamento profondo. Torna prepotente la sensazione di salto nel buio e grandi aspettative contornate da altrettanto ingombranti timori… Solo per poi scoprire che quella fine millennio da cui sono ormai passati 20 anni non è poi così diversa dall'oggi.

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I tre film sono stati girati quando Relph e Payne avevano rispettivamente 20 e 22 anni. Insieme raccontano Londra, i suoi sobborghi e le campagne circostanti attraverso uno sguardo punk e romantico insieme, influenzato tanto dai rave e dalla skate culture quanto dal cinema sperimentale. Il loro modo di girare è una sorta di collage in movimento che mixa attitudine da clip musicali a video diary in maniera poetica, ironica e controculturale. Driftwood immortala precisamente i quartieri londinesi di Canary Warf, Earl’s Court e Mayfair attraverso lo sguardo di un narratore skater, trasportando lo spettatore in un viaggio psicologico architettonico tra odori, suoni e colori di una realtà urbana, al grido di "Smash the symbols of the Empire in the name of nothing but the heart's longing for grace."

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House and Garage, che come si evince dal titolo fa riferimento alle architetture dei sobborghi ma anche all’omonimo stile musicale, è un video che giustappone immagini, conversazioni e musica in un mix di frame in super8 e 16 mm girati in quei luoghi dove entrambi gli artisti hanno trascorso l’adolescenza durante gli anni ’80, creando un atmosfera estatica e melanconica in cui si passa agilmente da una sala con ballerini di line-dance a fuochi artificiali, arrivando poi a un uomo che legge Edgar Allan Poe. I passaggi delicati ed elegiaci sono interrotti a più riprese da un tipo che racconta com’e scampato dalla polizia. È il punk che incontra la nostalgia.

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La trilogia si chiude infine con Jungle, dove ci viene mostrato il lato oscuro della campagna inglese, tutt'altro che bucolica e quieta, dove accanto ad allevamenti di bovini affetti da BSE ci sono cerimonie pseudo medievali, avvistamenti UFO, cortei di protesta e piccole bambine su cavalli di legno, perché: "The only people who still ride orse are fifteen year old girls, toffs and mounted policemen."

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Infine, qualche nota biografica: Oliver Payne e Nick Relph collaborano dagli anni '90, sono stati vincitori del Leone d’Oro per i migliori artisti under 35 alla Biennale di Venezia del 2003, nominati per il Beck’s Future nel 2002; ad oggi, lavorano con la galleria Herald Street di Londra.

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Crediti


Testo di Federica Tattoli
Screenshot dalla trilogia The Essential Selection