jacquemus ha fatto sfilare le borse più piccole di sempre

Dichiariamo impossibile creare borsette più microscopiche di queste.

di Steve Salter
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27 febbraio 2019, 11:44am

Per la sua sfilata autunno/inverno 19-20 Jacquemus ha trasformato un magazzino nelle periferie di Parigi nel set perfetto per una fuga estiva. Baciate dal sole, le sue donne hanno portato drammaticità nella vita quotidiana. Va detto che è piuttosto difficile non notare l'influenza di Karl Lagerfeld sulla Fashion Week di Parigi (e in tutte le altre), ma dopo la notizia della sua morte, ora tutti ci facciamo ancor più attenzione.

Anche se la location non era quella preferita da Lagerfeld, cioè il Grand Palais, quella scelta da Jacquemus può essere inserita nella tradizione del grande designer tedesco. Che fosse intenzionale o meno, Jacquemus ha sviluppato un concept ascrivibile all'eredità di Lagerfeld. In quella intervista per Numéro in cui ha insultato più o meno chiunque, Karl ha però riservato anche un paio di parole gentili a Jacquemus: "Mi fa ridere... Ed è anche piuttosto carino." Se il Kaiser avesse visto questa sfilata, probabilmente starebbe sorridendo di gioia, perché quella vista in passerella era una sfilata sulla realtà come fantasia, e sulla fantasia come realtà. E poi quelle micro borsette Le Saq Chiquito avrebbero fatto ammorbidire anche le mascelle più dure della fashion industry.

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"Non faccio solo vestiti, io scrivo storie e poi arrivano i vestiti," aveva detto Simon Porte Jacquemus ad i-D nel 2014. È un processo di design che ha portato questo talento autodidatta a vincere lo Special Jury LVMH Prize, diventare uno degli stilisti emergenti più interessanti di Parigi ed essere venduto in oltre 230 negozi in tutto il mondo. Ogni stagione si concentra su un personaggio diverso, ma tutte possono essere viste come una lettera d'amore alla spensieratezza, la libertà, il tramonto e il sesso. La autunno/inverno 19-20 è stata un ulteriore passo in avanti: dalla sensualità delle precedenti collezioni alla condivisione delle sue ossessioni con il pubblico. "La nostra ultima sfilata ruotava attorno a due punti cardine: sesso e Sud della Francia. Ma Jacquemus non è solo questo," ha spiegato al termine dello show. "Volevo tornare all'arte, a una visione più concettuale delle cose, unendola però ad abiti tanto portabili quanto sexy," ha aggiunto. Da questa idea sono emerse un collage di sedie firmate da Pierre Jeanneret, architetture di Gae Aulenti, cinema francese e il lavoro di Eric Rohmer e Jacques Tati, piscine, ritratti di famiglia e mandorle.

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Chiamata La Collectionneuse, questa è stata una collezione sugli oggetti del desiderio, la riscoperta di primi amori e le cose a cui più ci sentiamo emotivamente legati. Sullo sfondo di un mercato rionale, la sensazione era quella che Jacquemus stesse costruendo le sue fantasie di moda sulla realtà di tutti i giorni. "Ovviamente, ciò che presento è ciò che vendo, e che sto già vendendo," ha detto candidamente. E questo era streestyle, ma in stile Jacquemus. Ha innalzato la quotidianità attraverso un giocoso uso di volumi, colori e tessuti di lusso che invogliano le sue donne a divertirsi scegliendo cosa indossare. Dai pantaloni eleganti perfetti per l'ufficio alle giacche doppiopetto, passando per capi sportivi ispirati al tempo libero, questa è stata la collezione più variegata finora proposta da Jacquemus. "Il nuovo vestito per me è il completo spezzato," ha specificato tra i sorrisi. "Ho fatto così tanti vestiti, ma ora voglio concentrarmi su linee più mascoline."

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"I marchi di fast-fashion mi copiano spesso e volentieri, quindi volevo allontanarmi da quell'estetica," ha continuato quando un giornalista gli ha chiesto perché in questa collezione non erano presenti elementi ad alto impatto. Dagli accessori ENORMI delle passate stagioni, Jacquemus è passato a borsette microscopiche. Dopo la Le Vanity Micro è arrivata la Le Saq Chiquito, che è già in vendita e ha già registrato ottimi risultati. Una versione ancora più piccola di quest'ultima è stata mandata come invito per la sfilata, ma è poi anche apparsa in passerella. Sicuramente non molto pratica, ma dimostra che anche le cose più minute possono avere un grande impatto.

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Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK

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