dal pregiudizio all’orgoglio: tre decenni di cultura gay britannica

Abbiamo incontrato Paul Flynn, autore e membro della famiglia i-D, per discutere degli eventi che hanno segnato il percorso della lotta per i diritti LGBTQ.

di Matthew Whitehouse
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27 aprile 2017, 12:20pm

Photography Alasdair McLellan

Alla fine degli anni '80, Paul Flynn era un giovane adulto cresciuto a Wythenshawe, Manchester. Da quel decennio a oggi, l'esistenza di Paul gli ha regalato, per sbaglio o volutamente non ci è dato saperlo, un punto d'osservazione privilegiato da cui documentare il rifiuto e l'accettazione degli uomini gay in Gran Bretagna. Dalle sue prime serate in discoteca a 16 anni (al Number One, storico club i cui giorni d'oro hanno coinciso con il passaggio della città da Gunchester — città delle pistole — a Gaychester — città dei gay) passando per l'approdo nella redazione di Attitude a soli 25 anni e la sua prima unione civile a 33, Paul ha vissuto "una vita piuttosto gay", come sostiene lui stesso. È stato testimone dell'evoluzione nella lotta per i diritti LGBTQ, dal clima di paura e prese per il culo dello scorso secolo fino alle unioni civili e alle adozioni da parte di coppie omosessuali del nuovo millennio. Un viaggio indimenticabile!

Good As You non racconta solo la storia della Gran Bretagna gay, ma è la storia di come la Gran Bretagna gay ha influenzato la Gran Bretagna etero. Una storia di serate in discoteca, programmi televisivi e personaggi come Boy George, che è arrivato ai vertici delle classifiche inglesi ed è diventato il cocco di tutte le mamme con una canzone che parla di un amore non corrisposto per il suo batterista etero. "Uomini etero?" propone Paul riflettendo sulla possibilità che il suo libro trovi un pubblico d'elezione. "Questo è il mio sogno. Non voglio che sia amato, solo che chi lo leggerà conosca la mia storia, la nostra storia."

Quando nel 2013 ha saputo che la proposta di legge sul matrimonio tra persone omosessuali era stata approvata dal parlamento con una maggioranza di 400 voti contro 175, Paul stava registrando le puntate della sitcom Vicious. "È stato divertente scoprirlo lì," scherza. Forse perché Vicious è una serie tv in cui Sir Ian McKellan e Sir Derek Jacobi — due dei politici gay inglesi più conosciuti e rispettati — interpretano il ruolo di una litigiosa coppia, Freddie e Stuart. "Solo in quel momento ho iniziato a pensare a tutti gli avvenimenti della cultura gay a cui avevo assistito, e ho pensato che forse il mio punto di vista poteva essere interessante per scriverci qualcosa."

Nel 1988, la manifestazione tenutasi a Manchester contro la 'Clausola 28' — emendamento in cui si affermava che le autorità locali "non avrebbero dovuto promuovere l'omosessualità o pubblicare materiale con l'intenzione di promuovere l'omosessualità" — ha radunato 20.000 dimostranti uniti nel protestare contro la tristemente nota messa al bando dell'omosessualità tra i banchi di scuola. Da quando Paul ha rivisto un video su Facebook di quel giorno, ha capito di avere davvero qualcosa da raccontare. Alla fine degli anni '80 Manchester si stava trasformando nella capitale gay della Gran Bretagna: il club The Haçienda radunava folle di ragazzi da tutto il mondo e, sebbene anni prima di trasformarsi nella Canal Street che Russell T Davies descrive nel decisivo Queer As Folk, i pub nati attorno a Bloom e Sackville Street avevano iniziato a delineare i confini di quello che sarebbe successivamente diventato il quartiere gay. "Avevo questi flashback, mi rivedevo 17enne a quella marcia mentre correvo di qua e di là cercando di non farmi riprendere perché non volevo che mia madre sapesse che ero lì," ricorda Paul con una risata. "Sono passati 30 anni. Non c'è molto da dire, se non che la Gran Bretagna ha fatto passi enormi per quanto riguarda i diritti LGBTQ. Per me è incredibile ripensare a come immaginavo sarebbe stata la Gran Bretagna del futuro quando ero un ragazzino. Non assomiglia per niente all'idea che avevo."

Continua: "sono entrato a far parte della cultura gay in un momento interessante, ricco di cultura. Ma presto ho capito che non ero lì per gli acculturati, né per quelli che leggevano tanto e andavano all'università. La lotta per l'uguaglianza è una lotta per tutti i gay. Va oltre la classe sociale, l'etnia o l'appartenenza politica. Io lotto anche per i gay d'estrema destra! Anche loro hanno questo diritto, il diritto di poter essere ordinari."

Forse essere ordinari è davvero il punto chiave. E se Good As You non si ritrae di fronte ai terribili momenti affrontati dalla comunità gay, rimane comunque un libro tendenzialmente positivo. Un libro divertente. Un libro che narra i progressi di una comunità emarginata che è ora parte integrante e integrata della società con un british humor tagliente, a tratti sprezzante. "Ci sono un sacco di storie gay che sono stupende, ma si concentrano tutte esclusivamente sui problemi legati alla sessualità," spiega Paul. "Ed è fantastico, perché le esperienze di cui parlano sono le stesse che io e altre migliaia di persone abbiamo condiviso. Ma non ci sono molte storie che documentano i lati positivi dell'essere gay, quanto questo possa arricchirti e farti vivere momenti unici se sai guardare al mondo con occhi sinceri. Sin dall'inizio io ho voluto raccontare questo tipo di storie. Storie di persone speciali, quasi eroiche."

Sebbene questa storia in particolare culmini con una vittoria collettiva finale, la legalizzazione del matrimonio gay, Paul è già in fermento per i temi che potrebbe affrontare un prossimo libro. "L'idea che tra 20 anni qualcuno scriverà il seguito di questa storia dal punto di vista della generazione successiva, beh, è bellissimo! Basta iniziare sin da ora a selezionare i momenti più importanti che avranno un impatto sulla percezione che l'opinione pubblica ha dei diritti LGBTQ. Uno spostamento dagli aspetti più esteriori, che sono quelli per cui ha combattuto la mia generazione, a sfumature più intime e personali. Interiori. Le tematiche trans e di gender hanno una risonanza mediatica maggiore, se ne parla con più chiarezza ora. L'Oscar a Moonlight, la fondazione Happy Hippie di Miley Cyrus, il nuovo taglio di Kristen Stewart… Questi sono tutti momenti che possono essere usati per un primo, nuovo e bellissimo capitolo." Una cosa è certa, nessuno sarà mai bravo come te — Good as you.

Crediti


Testo Matthew Whitehouse

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