bellezza e intelletto: il femminismo a milano di prada, fendi e moschino

Il femminismo era in prima linea alle sfilate milanesi di giovedì e grazie a designers come Prada e Fendi le donne continuano a marciare.

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24 febbraio 2017, 2:44pm

Prada fall/winter 17

Quando sei un uomo, per di più giovane, non è semplicissimo scrivere del femminismo che sta emergendo in questo particolare momento, in reazione all'ondata della politica reazionaria in America e nel resto del mondo. Fortunatamente la moda abbonda di giornaliste incredibili ed estremamente preparate sul tema. Queste donne sono anche tra le persone più vivaci che vi capiterà di incontrare. Di solito nel variopinto circo della moda la parte femminile supera in numero quella maschile, e ci sono pochi dubbi su chi abbia le redini del gioco. Per tutti gli stilisti uomini, l'industria è governata dalle donne, e in quanto giovane uomo non puoi che considerarti estremamente fortunato per avere la possibilità di essere circondato da così tanta energia femminile in questo spazio, in questa Città delle donne.

Prada autunno/inverno 17

La città delle donne, film del 1980 diretto da Federico Fellini, è anche una delle ispirazioni della collezione Autunno Inverno 2017 di Prada. Dopo le sfilate maschili Miuccia Prada aveva invocato un approccio alla vita che fosse "più umano, più semplice, più reale" in questi tempi così movimentati, e ieri, dopo la passerella, ha spiegato che "con la moda donna, dopo quanto successo" - alludendo alla vittoria di Trump - c'erano determinate cose che non potevano essere ignorate.

Prada autunno/inverno 17

Ed è proprio l'assenza di pesanti sovrastrutture ciò che abbiamo visto sulla passerella: maglieria appariscente come simbolo della "donna nella propria casa, di femminismo," stampe dell'illustratore femminista anni Settanta Robert McGinnis di femmes fatales retrò che la stilista ha definito "bellissime ma anche guerriere," e un sottotesto di esuberanza sensuale e seducente definita dall'abbondanza di ornamenti. "A me interessa la seduzione," ha spiegato Miuccia Prada. "[Mostrare] quanto è necessaria la seduzione." Perché la questione è la stessa da tempo, "le donne vogliono essere belle, ma in che modo, quando sono intelligenti?"

Prada autunno/inverno 17

In un'epoca in cui questa domanda non sarebbe nemmeno da porsi, Prada tocca alcuni punti fondamentali. Come è emerso durante le elezioni americane nell'infinita serie di commenti sull'abbigliamento di Hillary Clinton e Melania Trump, o in Gran Bretagna con Theresa May, il modo in cui appare una donna è ancora oggetto di dibattito. "Eppure si tratta di un tema che non è mai stato affrontato veramente. Dovremmo parlarne sul serio, e di più," ha detto la stilista. Che ha risposto con la sua collezione, come a dimostrare che se ti dicono che non puoi essere contemporaneamente intelligente e bella, allora devi essere ancora più intelligente e ancora più bella.

Prada autunno/inverno 17

Cappelli vistosi, dettagli di pelliccia sulle gonne, stampe a non finire: "Hanno dovuto affrontare il mondo senza essere troppo politiche," ha detto Miuccia Prada delle donne della sua collezione, "perché nel mio lavoro non voglio essere politica." L'ambientazione della sfilata sembrava suggerire il contrario, e noi lasceremo che sia così. Così come, se c'è uno stilista che deve parlare di politica e femminismo, lasceremo volentieri che sia Prada, che da decenni veste le donne della moda come nessun altro sa fare.

Prada autunno/inverno 17

A tal proposito, la sua citazione de "La città delle donne" appare in un certo senso in contrasto con la realtà dell'industria della moda. Perché se il protagonista del film non è certo accolto bene dalle donne, l'esperienza di un ragazzo in mezzo alle signore della moda è del tutto diversa. Una di loro è Silvia Venturini Fendi, che è cresciuta circondata dal femminismo grazie alla dinastia di donne forti a cui appartiene, e la riflette in ogni cosa che fa.

Fendi autunno/inverno 17

"Non sono la classica fashion addict, almeno non nel mondo della moda femminile, perché ho sempre portato più abiti da uomo," mi ha detto in un'intervista l'anno scorso. E questo modo di intendere la moda è stato particolarmente evidente dietro le quinte della sfilata di giovedì, quando la stilista, che si occupa degli accessori donna e della moda uomo, ha salutato la stampa insieme a Karl Lagerfeld, che ha disegnato la collezione donna. La collezione rifletteva l'attenzione sartoriale e l'attitudine del guardaroba personale di Silvia Venturini Fendi, con forza ed esuberanza simili a quelle che avrebbe presentato Prada più tardi.

Fendi autunno/inverno 17

Le coulotte pied de poules erano intervallate da stivali di pelle rossa alti fino alla coscia capace di creare un costante dialogo sulla femminilità, il potere e il sex appeal. Una donna che indossa uno degli abiti trasparenti che hanno chiuso la sfilata di Fendi è meno autorevole di una donna che indossa il rigido cappotto grigio che l'ha aperta, o la pelliccia blu che è comparsa a metà? No. La collezione di Fendi ha trovato l'equilibrio perfetto tra tutti gli elementi. Ha rappresentato ogni tipo di donna, ed è stata bellissima.

Pucci autunno/inverno 17

Lotta Volkova è la stylist russa dietro Vetements e Balenciaga, e la sua passione per le spalle strutturate e le maniche lunghissime è stata al centro dell'attenzione in questi ultimi due anni, in cui anche brand con cui non aveva a che fare hanno cominciato a percorrere la strada dell'oversize e degli abiti strutturati anni Ottanta. L'impronta di Volkova era riconoscibile anche da Mulberry domenica scorsa (ha collaborato alla collezione) e ieri a Milano da Emilio Pucci, per cui ha collaborato con lo stilista Massimo Giorgetti.

Pucci autunno/inverno 17

Da cosa si capiva? Be' a parte le stampe e le tuniche di Pucci sottoposte al "trattamento Volkova", la stylist ha postato sul suo Instagram un ringraziamento a Laudomia Pucci accompagnato dalla foto di un enorme mazzo di fiori. Nessuno avrebbe mai immaginato che potesse funzionare, ma la silhouette tipica di Volkova, insieme alle nuove stampe firmate Giorgetti e l'approccio eclettico agli archivi di Pucci, ha delineato un certo carattere. Ha funzionato al meglio quando la silhouette era contenuta—dopo tutto, bastano le stampe—ma il nuovo senso di mascolinità sexy di Pucci è davvero azzeccato.

Moschino autunno/inverno 17

Nessuno sa celebrare l'espressione femminile come Jeremy Scott, e le sfilate di Moschino fanno sempre venire una dolce-amara nostalgia per un'epoca in cui erano le super top model a fare la differenza. Ripercorrendo i passi di sua madre, Anna Cleveland—figlia di Pat Cleveland—ha davvero incantato con la sua uscita in un abito fatto dello stesso tessuto della tenda da cui è uscita. Ha tirato dietro a sé lo strascico con un gesto teatrale, e la sua passerella ha ottenuto l'ovazione che meritava.

Moschino autunno/inverno 17

La collezione di Scott aveva come tema il riciclo, con abiti fatti per sembrare scatoloni e tendine da doccia. Una presa di posizione importante su un'industria che spreca tantissimo, e ha urgente bisogno di trovare opzioni di sostenibilità. Ma la passerella calcata da donne incredibili - Anna, Gigi, Bella, Kendall, Yasmin - è anche stata un potente simbolo di female power.

Crediti


Testo Anders Christian Madsen 
Fotografia Mitchell Sams