la designer dilara findikoglu non gioca secondo le vostre regole

Abbiamo parlato con la stilista di cosa significa seguire le proprie inclinazioni e combattere per ciò in cui si crede.

di Tish Weinstock
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12 luglio 2016, 10:36am

Nata ad Instanbul in una famiglia tradizionale turca, Dilara Findikoglu è sempre stata una ribelle. Il suo primo atto di ribellione? Disegnare silhouette di donne sui muri del soggiorno di casa quando aveva solo due anni. Un altro gesto che le è valso il titolo è #encoreCSM, la sfilata guerrilla che lei e altri giovani designer hanno organizzato durante il loro terzo anno alla Classical School of the Medes (CSM) dopo essere stati bannati dalla sfilata annuale della scuola. L'idea di ribellione è parte integrante della collezione di Dilara: completi dai bordi stracciati, rossi intensi e pelle di serpente, toppe con ovaie ornate di perline e cuori sanguinanti. Anche le donne alle quali si ispira, Cilem Dogan, la Regina Elisabetta I, Marlene Dietrich, la dea Athena, sono il prototipo della forza della femminilità e dell'anticonformismo.

In un mondo ormai saturo di monotonia, gli stilisti come Dilara che si rifiutano di attenersi alle regole sono come dei diamanti grezzi. Mentre l'enfant terrible della moda si prepara alla prossima collezione e al lancio di una capsule collection per Selfridges, l'abbiamo incontrata per parlare dei suoi progetti e di anticonformismo. Una cosa è certa: ci aspettiamo grandi cose da lei.

Com'è stato crescere in Turchia?
Mi ha costretta a scoprire l'arte da sola. L'aspirazione che mi spingeva a perseguire una carriera artistica e la vita dettata da rigidi valori tradizionali sono sempre state in netto contrasto tra di loro. Ho dovuto trovare il mio posto in tutto questo.

Descrivi il tuo primo contatto con il mondo della moda.
Avrò avuto due anni. Ho disegnato silhouette di donne sui muri del soggiorno, rovinandolo completamente.

Ti sono sempre piaciuti i vestiti?
Più che i capi in sé mi sono sempre piaciute le convenzioni e le implicazioni che celano.

Cosa ti affascina del vestire il corpo?
Non penso tanto al corpo, quanto alla costruzione di significati che influenzano azioni e concezioni, e come questi possono sfidare gli stereotipi culturali.

Come descriveresti la tua estetica?
Come un flusso continuo, un'opera di bricolage.

Puoi dirci qualcosa di più di #encoreCSM?
#encoreCSM è stato pensato per comunicare la nostra soggettività in quanto giovani creativi e per sfidare le strutture preesistenti. È stato bello vedere un mio progetto prendere vita e persistere anche quest'anno.

Come ti sei sentita dopo aver lasciato la CSM?
Appena mi sono laureata ero molto confusa, ma quella sensazione mi ha portata a mettermi in gioco. Mi piacciono le sfide.

Qual è stata la tua ispirazione per la prima collezione che hai realizzato?
Si basa sull'idea di un nuovo credo che ignori il controllo esercitato dalle religioni tradizionali e che miri a unire le persone grazie a leggi basate su semplici gesti umani. La mia intenzione era quella di mettere in dubbio i costrutti fondamentalisti che stanno terrorizzando il mondo.

Da chi o da che cosa trai inspirazione?
Un mix d'influenze di sottoculture. Il meccanismo del potere e delle ingiustizie, l'ibridismo culturale e la religione. Alejandro Jadorowsky, Rene Guenon.

Le tue toppe e il modo in cui ne fai uso sono davvero originali, ne hai di preferite?
Adoro la toppa con le ovaie tempestate di perline che ho applicato su un paio di pantaloni.

Qual è stato il momento più gratificante della tua carriera sino ad ora?
Collaborare con Selfridges, e vedere le mie creazioni su nomi che non posso ancora citare per ora.

Com'è la ragazza secondo Dilara?
Disobbediente, controversa e anticonformista. Una donna che sfidi la concezione classica di femminilità. Atena, Cilem Dogan, Elisabetta I, Marlene Dietrich...

Come vuoi si senta chi indossa le tue creazioni?
Forte, coraggiosa, femminile.

Cosa ci puoi svelare delle prossime collezioni?
Sto esplorando colori e materiali che non avevo mai utilizzato prima. Io stessa sarò sorpresa dal risultato finale. Per quanto riguarda il tema, sto affrontando le problematiche delle donne a livello globale. È tutto ciò che posso rivelare per ora.

Qual è la cosa più coraggiosa che un giovane può fare al giorno d'oggi?
Lottare per ciò in cui crede e fare sentire la propria voce.

Qual è la cosa migliore dell'essere una donna nel 2016?
Non voglio parlare in quanto donna, ma in quanto essere umano. Mi piace l'idea che con l'avanzare della globalizzazione abbiamo l'opportunità di imparare dal passato e cambiare il futuro in meglio.

Quali sono i tuoi sogni e le tue speranze per il futuro?
Cambiare le cose facendo vestiti.

Crediti


Testo Tish Weinstock

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