i-Q: yosephine melfi

Abbiamo chiesto alla stylist Yosephine Melfi di raccontarci l'evoluzione e l'essenza dello stile milanese.

di Mattia Ruffolo
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01 marzo 2017, 10:05am

Milano cresce, sempre più. Continua ad evolversi e registrare i cambiamenti della nuova generazione. La moda, l'arte e il design rimangono determinanti; designers, editori indipendenti, stylists e musicisti stanno rivoluzionando questa città. Abbiamo chiesto alla stylist Yosephine Melfi di raccontarci l'evoluzione e l'essenza dello stile milanese. 

Chi sei, cosa fai e per chi lo fai?
Nella vita 3.0 sono Yosephine Melfi ma tutti mi conoscono come Giusi. Sono una stylist, appassionata di sottoculture e movimenti giovanili con particolare attenzione verso la loro estetica. Lo faccio per chiunque apprezza il mio stile.

Milano è il posto giusto per te? Cosa te lo fa pensare?
Finora sì. Da una città cerco continuamente nuovi stimoli e interessi; ho bisogno che mi stupisca. Nonostante viaggi spesso, per lavoro e passione, credo che Milano sia un luogo a misura d'uomo con un mix di realtà diverse in cui riesco a muovermi liberamente.

In che zona vivi e quali sono i posti che frequenti di più?
Ho sempre gravitato intorno Milano Sud ma da qualche tempo ho deciso di spostarmi in Via Padova. Per mia natura non sono abitudinaria, tendo a frequentare luoghi sempre diversi. Potreste trovarmi nei bar eritrei di Porta Venezia, all'Hangar Bicocca e annessi squat, a casa di amici, a ballare al DO.G.S. come all'Uptown, al parco con il mio cane, al mercato di piazzale cuoco, in Corso Como 10 o all'aeroporto… È davvero difficile sceglierne solo alcuni.

Cosa pensi sia necessario portare a Milano che al momento manca?
Sarebbe bello che Milano si aprisse a nuove forme di espressione perché purtroppo a volte non è pronta a rischiare, spesso preferisce andare sul sicuro. Probabilmente perché tutto è molto frammentato e individuale, mancano degli spazi di aggregazione che permettano ai creativi Milanesi di confrontarsi. Lavorando in questa direzione a mio avviso si favorirebbe la formazione di nuove identità più autentiche e legate al territorio. Mi piacerebbe tanto che ci fosse anche il mare…

C'è un artista/fotografo/stilista che secondo te sta interpretando al meglio questo luogo in questo periodo?
Ora come ora non mi sento di citare una persona singola ma più collettività come: TerraformaWOVO, Motel Forlanini, Fantabody, Hunter Magazine, Marios, UnoTre, StaiZitta, IUTER… Un gruppo di persone che condivide un obiettivo può raggiungere l'impossibile.

Secondo te sta veramente cambiando qualcosa a Milano? Stiamo entrando in un periodo con un'estetica meno borghese?
La situazione è ancora molto confusa… "I'm young and rich and plus I'm boujee (hey)" cantano i Migos. Credo che l'ondata di finta perfezione degli anni 2000 (sopratutto dell'Italia berlusconiana) abbia nauseato un po' tutti; per questo ora ci stiamo indirizzando verso un'estetica più realistica e meno borghese. Spero questo modo di pensare si diffonda il prima possibile. Solo così ci sarà un vero cambiamento.

Tu come stai contribuendo a cambiare le cose?
Vorrei con il mio lavoro creare immagini "anti atelofobia", cioè la paura di essere imperfetti, e abbattere quei pregiudizi basati sull'intolleranza che provocano discriminazione. Per ora GROSSOMONDO è il progetto con cui mi sento di aver comunicato al meglio questo messaggio.

Crediti


Testo Mattia Ruffolo
Foto Dave Masotti

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