David LaChapelle, American Jesus: Hold me, carry me boldly, 2009.

david lachapelle torna al lavoro e si ispira al rinascimento italiano

Abbiamo incontrato David per parlare della sua vita d'artista, dei rischi che comporta e dei luoghi in cui ha ritrovato l’ispirazione.

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25 agosto 2017, 2:19pm

David LaChapelle, American Jesus: Hold me, carry me boldly, 2009.

David LaChapelle è un creatore d'immagini e storyteller straordinario. Le sue fotografie sono iperreali, ossessivamente dettagliate e mettono a nudo le anime di alcuni dei personaggi più famosi al mondo. Tra questi, spiccano i nomi di Michael Jackson che impersona un martire cullato dall'abbraccio Gesù, Curt Cobain avvolto dalle braccia di Courtney Love e Tupac in una vasca da bagno: immagini che possono realizzarsi solo se il soggetto ha una fiducia sconfinata e risoluta nel fotografo.

Oggi, per la prima volta in assoluto in Australia, circa 100 lavori di David LaChapelle saranno esposti durante la International Foto Biennale 2017 presso la The Art Gallery of Ballarat.

David LaChapelle, Courtney Love: Pietà, 2006.

La collezione vanta opere realizzate in oltre 30 anni di carriera, molte delle quali sono state selezionate da LaChapelle stesso. E se l'artista ha già passato alcuni periodi in Australia, la stessa cosa non si può dire delle sue opere: questo sarà infatti il suo debutto come ospite di una galleria australiana, ed è qualcosa che lo emoziona sul serio. Dalla sua residenza hawaiana, David ha detto ad i-D che "l'Australia è un luogo davvero speciale per me, ed è un onore poter far parte di questo festival. La selezione che verrà esposta è una sorta di riassunto del mio lavoro: va dagli inizi, quando scattavo per le riviste, ai ritratti di celebrità, passando per la serie Deluge, che rappresenta il mio ritorno alle belle arti. Inoltre, presenteremo anche un'anteprima della mia ultima fatica, New World."

All'età di 15 anni, LaChapelle se ne va di casa per iniziare a lavorare come aiuto-cameriere allo Studio 54. In men che non si dica, si ritrova nell'occhio del ciclone: New York, gli anni '80, la scena artistica della città. Lì, incontra Andy Warhol, che lo sceglie come fotografo per Interview. Oggi, quelle pagine sono una sorta di galleria personale per lui. "Quando ho iniziato con Interview," ci spiega, "era diverso, facevo moltissimi ritratti, anche più di uno al giorno. E di solito riuscivo a convincere i soggetti a realizzare quello che avevo in mente."

Nel giro di pochissimo tempo, LaChapelle diventa uno dei fotografi più ricercati del mondo e collabora con Vogue, Vanity Fair e Rolling Stone. Nel 2003, crea una serie di sei fotografie dal titolo 'Jesus is My Homeboy' per i-D. Si avventura poi nel mondo dei video musicali, traslando sul piano visuale la musica di Amy Winehouse, Justin Timberlake, Elton John, Britney Spears e Christina Aguilera.

David LaChapelle, Andy Warhol: Last Sitting, 22 Novembre, 1986.

Nel 2006, al culmine della sua carriera, arriva il burn-out, la crisi. Stanco della sua vita e del suo lavoro, che spesso lo costringono a fare l'equilibrista tra le richieste commerciali e la sua creatività, David a un certo punto attacca il telefono in faccia a madonna e se ne va in una remota fattoria—una colonia per nudisti abbandonata—a Maui, nelle Hawaii. Lì, lontano dal mondo dello spettacolo e dalle luci dei riflettori, David riesce a guarire, riflettendo sulla privacy che il suo nuovo santuario gli regala. Riguardo a questo periodo della sua vita, David chi ha detto che "quando ero un bambino, ho sempre pensato che sarei diventato un agricoltore, nel caso in cui non ce l'avessi fatta nella fotografia. Passavo molto tempo nei boschi dietro casa, e le Hawaii sono molto simili. Mi hanno permesso di starmene tranquillo e pensare."

Abituatosi alla vita a Maui, l'invito a esporre le sue opere durante l'evento d'arte l'ha convinto a tornare al lavoro. Nell'ultimo decennio, David ha ricominciato a fotografare, facendo sporadiche esposizioni e selezionando con estrema cura chi e cosa immortalare. "I ritratti che ho fatto negli ultimi anni sono il frutto di un legame speciale con il soggetto," commenta. "Per esempio, ho fotografato Miley Cyrus perché apprezzo sul serio la sua eredità musicale, specialmente Backyard Sessions. Anche fotografare Paris Jackson è stato speciale, perché la connessione con le immagini che ho scattato del padre è immediata."

David LaChapelle, Self-portrait as House 2013.

Quindi, cosa lo ispira oggi? "Durante la primavera ho portato parte del mio staff a Venezia. L'Italia per me è una grande fonte d'ispirazione e i grandi maestri del Rinascimento mi hanno profondamente influenzato. Vedere le loro opere nei musei d'Europa è stata un'esperienza meravigliosa. Passo molto tempo leggendo, per sapere cosa succede nel mondo. Cerco di bilanciare questi due tipi di letture: i classici e le biografie da un lato, le novità contemporanee dall'altro."

E questo nuovo approccio alla vita ha fatto sì che in lui rinascesse anche la voglia di creare. David dice che attende con ansia altre mille core, oggi. "Entro l'autunno usciranno due libri per la casa editrice Taschen," ci svela. " Lost and Found e Good News, che rappresentano gli ultimi due episodi di un'antologia composta da cinque volumi che comprende opere mai viste prima realizzate negli ultimi dieci anni. Non vedo l'ora di esporre questi nuovi lavori, ma allo stesso tempo sono davvero impaziente di vedere come reagirà il pubblico australiano di fronte all'evolversi della mia carriera.

David LaChapelle, Early Fall, dalla serie 'Earth Laughs in Flowers', 2008-2011