perché l'attrice danielle macdonald pensa che l'immagine non sia così importante

Fresca di ottime critiche per la sua performance nel film Patti Cake$, l'attrice australiana riflette con noi sulle politiche legate alla rappresentazione delle persone in sovrappeso sullo schermo.

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ott 10 2017, 8:57am

Questo articolo è originariamente apparso sul numero di i-D The Acting Up Issue 349, Autunno 2017.

"Quando sei un'adolescente devi ancora capire chi sei davvero," riflette l'attrice 25enne australiana Danielle Macdonald. "Impari come si diventa adulti, provi a sentirti accettato dai tuoi amici e dalla società, e credo sia un lungo processo prima di arrivare all'accettazione di sé." E Danielle ce l'ha fatta: oggi, la sua fiducia in se stessa è quello che la maggior parte di noi passa una vita intera a cercare. Appare completamente a suo agio nel suo corpo, ed è proprio questa la caratteristica che permea la sua incredibile performance nel nuovo film di Geremy Jasper, Patti Cake$.

Ambientato nel distretto di Bergen Country, nel New Jersey, Patti Cake$ racconta una storia di successo contro qualunque aspettativa e segue le vicende dell'improbabile eroina hero Patricia Dombrowski – AKA Killa P, AKA Patti Cake$, AKA (ma solo qualche volta) Dumbo—mentre tenta di diventare una rapper. È una classica storia di rivincita che, contemporaneamente, si concentra sui temi d'appropriazione culturale e aspetto fisico. Ma non sono i grandi temi a rendere grande questo film. Sono le sue sottigliezze. Con i suoi capelli ricci e la sua figura impossible da non notare, Patti non è la solita superstar hip-hop. Ma la pellicola non si concentra sulle sue differenze: per esempio, il peso di Patti viene citato una volta sola, durante un inaspettato scontro con un altro rapper, che inoltre la prende a testate e le dice di essere brutta. Davanti a una situazione simile, Patti non si scompone minimamente. Non c'è neanche un grammo di sdolcinata autocommiserazione in lei.

Il tratto di Patti che subito salta all'occhio è il suo stoicismo, che racconta tanto del personaggio quanto della vera Danielle. "Patti mi è sembrata genuina, sin dall'inizio," spiega Danielle. "Mi identifico davvero nella sua passione, nel modo in cui continua a provarci, anche se l'industria in cui vuole sfondare fa tipicamente fuori tutti coloro che non rientrano nello schema prestabilito. Ma, proprio come Patti, anche Danielle è il tipo di persona determinata a non lasciare che nulla si frapponga tra lei e i suoi sogni.

Abito Simone Rocha. T-shirt e giarrettiere (indossate sulle braccia) dall'archivio dello stylist. Scarpe Manolo Blahnik.

"Semplicemente, non ho mai lasciato che qualcosa mi scoraggiasse," ammette candidamente. "Non sono sempre così sicura di me, anche io ho i miei dubbi. Credo sia naturale. Ma mi piace la mia vita e cerco sempre di sfidarmi." Quando si tratta di insicurezze sul suo aspetto, Danielle non ha paura di parlare con chiarezza. "Sono abbastanza sicura che tutti debbano affrontarlo, a un certo punto. Quando ero un'adolescente, avevo amici di tutte le taglie. È qualcosa che abbiamo dovuto superare tutti, e oggi che sono un'adulta ho semplicemente imparato ad accettarmi un pochino di più."

Nata nei quartieri residenziali alla periferia di Sydney, Danielle è cresciuta chiedendosi come fosse la vita dall'altra parte dell'oceano. "Amo viaggiare e conoscere nuove culture," dice. "Crescendo in Australia, c'è questa forte sensazione di voler viaggiare ed esplorare una volta finita la scuola." Dopo aver studiato all'Australian Institute for Performing Arts, Danielle ha puntato gli occhi su Los Angeles. La fortuna sembrava aver iniziato a girare dalla parte giusta per lei quando ha ottenuto un ruolo nella serie tv Huge—prodotta dalla ABC e che parla di un gruppo di adolescenti mandati in un campo estivo per perdere peso—,ma il suo visto per gli Stati Uniti non è arrivato in tempo e ha quindi dovuto rinunciare al progetto. Questo non l'ha fermata, comunque, e qualche mese dopo ha iniziato a essere scelta per piccoli ruoli in Pretty Little Liars, Two Broke Girls e American Horror Story.

"La cosa bella di essere 'un personaggio' è che tutto sta nella tua fisicità," dice candidamente, riferendosi al tipo di ragazza curvy che è abituata a interpretare. "Sono sempre diversi gli uni dagli altri, e spesso molto divertenti. Di solito sono però ruoli secondari, quindi è stato ancora più bello per me ottenere quello di Patti Cake$, perché sono in ogni singola scena."

Abito Simone Rocha. T-shirt e giarrettiere (indossate sulle braccia) dall'archivio dello stylist. Scarpe Manolo Blahnik.

Nel futuro, Danielle reciterà al fianco di Jennifer Aniston nell'adattamento cinematografico del romanzo di Julie Murphy, Dumplin'. Anche questa è una storia di crescita. Anche qui c'è una ragazza che non si sente a suo agio nei severi canoni di bellezza e aspetto fisico. Ambientata in Texas, nella pellicola Danielle interpreterà Willowdean Dickinson, un'adolescente in sovrappeso che sogna di diventare la reginetta di un concorso di bellezza locale, proprio come la madre anni prima.

"Credo sia una storia in cui tutti si possono riconoscere, specialmente dato il fatto che l'adolescenza è proprio l'età in cui scopri il mondo per quello che è davvero, e contemporaneamente inizi a capire chi sei," spiega Danielle. "Le riprese non sono ancora iniziate, ma è un progetto di cui mi sono innamorata immediatamente, anche perché si basa su un libro che ho amato molto."

Ma Danielle ha anche altri progetti in cantiere, compresa una parte nel nuovo film di Greta Gerwig, Lady Bird, in cui reciterà accanto a Saoirse Ronan, e un ruolo di primo piano nel film drammatico Skin, basato sulla vita del suprematista bianco Byron "Pitbull" Widner, famoso per aver disertato il movimento neo-nazista per iniziare una nuova vita con una donna già madre di tre figli.

Come mostrano i nuovi lavori in cui l'attrice si cimenterà, Danielle non vuole limitarsi a un solo genere cinematografico, né a un solo tipo di personaggio. Ha fascino, è sagace e intelligente. Qualità che si percepiscono sia sullo schermo, sia nella vita reale. Fare di lei uno stereotipo significherebbe sottostimare malamente il suo talento, ma non è qualcosa che lei lascerebbe accadere, comunque. "Non lavorerei mai in un film che si concentra esclusivamente sul mio peso," afferma Danielle. "Sì, è un tema in cui mi rispecchio, e sono orgogliosa del fatto che l'industria cinematografica voglia parlarne, voglia raccontare questo tipo di storie. Ma questo non è che uno dei tantissimi aspetti della mia personalità." Non mostra neanche il minimo accenno di voler rallentare, e neanche un grammo di voglia di lasciare che siano altri a rallentarla. E sembra proprio che vedremo Danielle Macdonald, in tutti i suoi lati, molto, molto spesso.

Abito Simone Rocha. Abito (indossato al di sotto) e calze dall'archivio dello stylist. Collana (indossata al di sotto) Fallon Jewellery.

Crediti


Testo Tish Weinstock
Fotografia Zachary Chick
Styling Mark Jen Hsu

Capelli Takisha Sturdivant-Drew per Exclusive Artists con prodotti TSD Hair. Trucco Natasha Smee per Exclusive Artists con prodotti IT Cosmetics. Set design Shelley Burgon per Magnet. Assistente alla fotografia Colin Caufields.