i migliori film (non scontati) del 2017

Scacciare la noia degli infiniti giorni tra Natale e Capodanno non è mai stato così facile.

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dic 13 2017, 5:29pm

Scappa — Get Out
Il mostro di questo film horror così originale? Il razzismo stesso. Un giovane ragazzo di colore incontra la famiglia della sua ragazza per la prima volta e, beh, iniziano a succedere cose tremendamente razziste. È una satira in formato horror che si fa strada nella testa degli spettatori e che usa l'episodio della riunione familiare come premessa per affrontare il tema del razzismo sistemico. "Volevamo suscitare in chi lo guarda una sensazione di soppressione delle tematiche razziali," ha dichiarato il regista Jordan Peele. Ah, i nostri colleghi di VICE ci hanno scritto su una bella recensione, la trovate qui.

20th Century Women
Ambientato alla fine degli anni '70 a Santa Barbara, il film di Mike Mills si ispira alla sua relazione con la madre e alle sue radici nella scena punk SoCal. Il protagonista è il 15enne Jamie, un timido skater di periferia cresciuto da tre donne: la mamma (Annette Bening), la ragazza per cui ha una cotta (Elle Fanning) e la loro inquilina (Greta Gerwig). Il film si sviluppa poi in una girandola di concerti punk, genitorialità non tradizionale e, ovviamente, figure femminili forti e contemporanee. E se le parole California, punk e adolescenti fanno venire gli occhi a cuoricino anche a voi, vi consigliamo di dare un'occhiata a queste immagini.

Ingrid Goes West
Le vostre attività da stalker su Instagram non hanno niente a che vedere con quelle di Ingrid, che si trasferisce a Los Angeles per seguire la sua ultima ossessione—un'influencer il cui profilo su IG è un flusso infinito di hashtag, falsa modestia e post sponsorizzati—e insinuarsi gradualmente nella sua vita reale. La premessa è fondamentalmente "Donne Bianche e Single per la generazione Instagram" e vi farà sicuramente riflettere su quei like a caso che tutti riceviamo. Comunque, che IG sia il social media peggiore per la nostra salute mentale noi di i-D lo diciamo già da un po' di tempo.

Moonlight
Il film di Barry Jenkins vincitore del Premio Oscar come Miglior Film è probabilmente la roba più lontana dalle solite storie che avete visto negli ultimi mesi. Catapultando gli spettatori nella Miami degli anni '80, il film segue le vicende di Chiron, un ragazzino di colore, gay e povero. Basato parzialmente sulla vita di Jenkins stesso—che lo definisce un "memoir personale"—Moonlight è una storia di crescita personale che si sofferma su tre capitoli della vita di Chiron, lasciandoci curiosi da morire di scoprire cosa succede quando cala il sipario. FYI, nel corso del 2017 sono usciti un bel po' di film queer che vale la pena vedere e alcuni li abbiamo raccolti qui.

Personal Shopper
Fuori dal set conosciamo già Kristen Stewart per la sua determinazione a non piegarsi alle regole sociali. Con Personal Shopper, l'attrice porta risolutezza e forza anche sul grande schermo nel ruolo della personal shopper di una celebrità. Niente di strano fino a qui. Peccato poi scoprire che abbia fatto un patto con il fratello, morto poco tempo prima: chi dei due sarebbe rimasto in vita avrebbe ricevuto un segno dall'altro. Un thriller psicologico che vi trascinerà nei meandri delle menti dei protagonisti e vi ammalierà per gli incredibili abiti che la Stewart ruba alla donna per cui lavora.

The Florida Project
Il regista di Tangerinedi cui vi avevamo già parlato qui—Sean Baker centra nuovamente l'obiettivo, raccontando una favola d'infanzia tra le ombre di Disneyland. È la storia di una bambina di sei anni che vive con la madre in un motel completamente viola antistante il celebre parco divertimenti. La protagonista sputa alle macchine nel parcheggio, esplora condomini disabitati e frega i soldi per comprarsi un gelato. La madre—interpretata da Bria Viante, scelta su Instagram per la parte—lotta ogni giorno per non finire nella povertà più totale. Eppure non si tratta del solito dramma socialista che racconta la solita storia di rivalsa: questa è una pellicola che stupisce. Dall'estetica color pastello alla gioiosa rappresentazione dell'infanzia, The Florida Project è un vero piacere per gli occhi.

All This Panic
Girato nell'arco di tre anni, questo documentario incredibilmente intimo segue le vite di un gruppo di ragazze adolescenti a Brooklyn. In All This Panic c'è tutto: il rifiuto sentimentale, i genitori che stanno divorziando, le amicizie che scompaiono nel nulla e sullo sfondo lo spettro dell'età adulta che si fa sempre più vicina. Quando arrivano i titoli di coda è difficile non avere la sensazione di conoscere personalmente le ragazze che popolano questa pellicola.

The Meyerowitz Stories
Forse il miglior film originale mai distribuito da Netflix, l'ultima produzione di Noah Baumbach racconta le squinternate vicende della famiglia Meyerowitz, tra folli fratelli (interpretati da Adam Sandler e Ben Stiller) e padri-artisti testardi e menefreghisti che si preoccupano solo delle loro opere d'arte. La parte migliore della pellicola sono sicuramente i dialoghi emozionanti, imbarazzanti e sarcastici; una scrittura che compete con Bridesmaids.

Chiamami con il tuo nome - Call Me by Your Name
Tutti abbiamo visto la breve clip in cui Hammer e Chalamet mentre ballano a ritmo di Love My Way. È uno dei momenti più belli del film ed è stata diffusa in occasione del National Coming Out Day. Ma questa pellicola è molto, molto di più. Ambientato nell'estate del 1983, Call Me By Your Name narra la relazione tra Elio, un 17enne italiano che vive con i genitori, e Oliver l'assistente 24enne americano del padre. Finito un po' in tutte le classifiche dei migliori film dell'anno, scommettiamo che il regista Luca Guadagnino non vi deluderà neanche questa volta.

Good Time
Robert Pattinson riesce a imitare l'accento newyorkese in questa pellicola dei fratelli Safdie su, appunto, due fratelli. I fratelli in questione, interpretati da R-Patz e Benny Safdie, rapinano una banca, ma solo uno dei due riesce a scappare dai poliziotti. Difficile dire che qualcuno in questo film si viva un Good Time [bel periodo, ndt] eppure c'è una vena vagamente positiva che percorre l'intera pellicola.

Una cruda verità - Raw
Ah, non ce niente di paragonabile al rumore di un pezzo di carne cruda che viene masticato. Questo banchetto franco-olandese narra le vicende di una vegetariana 16enne durante il suo primo anno in una scuola per veterinari. Tutti nella sua famiglia sono veterinari e vegetariani. È quindi un momento scioccante vederla mangiare con riluttanza il fegato di un coniglio durante un rituale di “umiliazione” di gruppo. Dopo l'accaduto, Justine—essendo questo un horror alla Cronenberg—inizia a svilluppare una predilezione per la carne umana. Vedere questa veterinaria alle prime armi mangiare pollo crudo dal frigo è indiscutibilmente disgustoso ed è abbastanza da convincere tutti a passare al veganesimo.

Mudbound
Indicato come uno dei probabili vincitori dei prossimi premi cinematografici più ambiti, il film di Dee Rees parla di due veterani della Seconda Guerra Mondiale—uno bianco, uno di colore—che tornano alle loro case dopo essere stati al fronte. Il punto d'arrivo è il Mississippi, dove entrambi dovranno affrontare un disturbo post traumatico da stress e dove cercheranno di superare le difficoltà bevendo come se non ci fosse un domani. Un dramma di prim'ordine.

LA 92
Forse avete visto il documentario OJ Simpson: Made in America di 467 minuti e pensate di avere una buona conoscenza delle rivolte di Los Angeles? Beh, in realtà c'è molto di più. LA 92 torna sui video che riprendono il brutale pestaggio di Rodney King da parte della polizia, il processo che ne seguì e tutte le successive rivolte. Ci sono testimonianze dirette e immagini inedite di quei giorni, che creano nel complesso un attento e preciso esame delle proteste e violenze che hanno rivoluzionato LA.

L'inganno - The Beguiled
Nonostante L'Inganno sia valso a Sofia Coppola il premio come Miglior Regia al Festival di Cannes, il suo dramma ambientato negli anni della Guerra Civile americana ha suscitato opinioni contrastanti. E capiamo perfettamente perché: le suggestive e lente atmosfere del profondo Sud sono ricreate con ampie panoramiche e svolazzi stilistici prevedibili. Alcuni l’hanno trovato noioso, ma la noia è proprio il leitmotiv su cui il film si basa: essendo ambientato in un collegio femminile, un semplice scintillo del pianoforte diventa praticamente la cosa più divertente di sempre. Eppure, tra le maglie dell'ennui si nascondono tensione sessuale, repressione e violenza. La colonna sonora è ovviamente da sogno, perché se c'è una cosa che Sofia Coppola sa fare è trovare la colonna sonora perfetto per ogni suo film.