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in america gli studenti potranno prendere giorni off per "motivi di salute mentale"

Per cinque giorni ogni tre mesi, gli studenti dell’Oregon potranno stare a casa da scuola usando un permesso specifico per la loro salute mentale.

di Erica Euse
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07 novembre 2019, 12:22pm

Image via YouTube.

Durante la traduzione da i-D US questo articolo è stato editato e condensato per ragioni di chiarezza editoriale per il pubblico italiano.

Mentre le statistiche americane dei suicidi aumentano drammaticamente, e quelle italiane di pari passo, ormai sta diventando sempre più evidente di quando la salute mentale debba essere presa sul serio. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Salute, le conseguenze di disturbi mentali saranno la prima causa di morte tra i giovani entro il 2020.

Come reazione verso questa crisi ascendente, un gruppo di attivisti teenager dell’Oregon ha aiutato a far passare una legge che permetterà agli studenti del loro stato di prendere dei giorni da scuola per motivi di salute mentale. Gli studenti sperano che questa legge faccia sì che lo stigma che aleggia sui disturbi mentali venga in qualche modo sradicato.

“Mi sono dedicato a questa causa per motivi personali, prima di tutto perché così tanti dei miei amici del liceo hanno avuto problemi di depressione, e ci sono state delle volte che li vedevo a scuola e pensavo che forse avrebbero fatto meglio a prendersi un giorno di pausa,” ha affermato a TODAY Hailey Hardcastle, una degli attivisti che hanno appoggiato la nuova legge.

La legge, che entrerà in vigore entro quest’anno, permetterà agli studenti di avere cinque giorni per la salute mentale ogni tre mesi. In questo momento in Oregon, il suicidio è
la seconda causa di morte delle persone tra i 10 e i 34 anni, superando drasticamente la media nazionale. Secondo l’Associated Press, si crede che questa legge sia la prima in tutto il Paese che porti la salute mentale sullo stesso piano di quella fisica.

“Ci siamo fatto ispirare da Parkland nel senso che ci ha dimostrato quanto noi giovani possiamo cambiare il clima politico di oggi,” ha dichiarato Hardcastle a AP. “Come quei movimenti, questa legge proviene dai giovani.”

Questa legge si aggiunge al movimento sempre più vasto che riconosce l’importanza della salute mentale dei giovani in tutta l’America. Lo Utah ha passato una legge simile proprio l’anno scorso per aumentare i servizi per la salute mentale e la Florida ora obbliga tutte le scuole ad offrire lezioni incentrate sulla salute mentale dalla prima media.

In Italia, chi soffre di almeno un disturbo mentale è circa il 17% della popolazione, mentre 18 ogni 100mila abitanti muoio per cause legate alla salute mentale. Questi i dati scioccanti sono stati forniti dal Forum Headway 2020, conferenza tenutasi il mese scorso a Bruxelles che come scopo aveva quello di tracciare nello specifico il profilo europeo riguardo la salute mentale.

Nel nostro paese sono specialmente i giovani, nello specifico il 10% dei circa 8 milioni e 200 mila tra i 12 e i 25 anni (ISTAT), che dichiarano di non essere soddisfatti della propria vita familiare e affettiva e di non trovarsi in uno stato mentale ottimale. Sappiamo già che i millenials sono infatti i protagonisti di un fenomeno che li porta ad essere una delle generazioni più sole della storia. Secondo un rapporto dell’Ocse, gli studenti italiani sono tra i più ansiosi d’Europa e questo porta i giovani a sentirsi sempre meno soddisfatti della loro presenza nel mondo.

Esiste un progetto regolarizzato dal Ministero dell’Istruzione italiano, il cosiddetto “sportello d’ascolto” che porterebbe alle scuole superiori italiane aiuto e sostegno agli studenti in maniera orizzontale. Il problema è che tutto sta alla volontà dei singoli istituti, che possono promuovere e affiliarsi al C.I.C. (Centro di Informazione e Consulenza) come non farlo, poiché la sua efficacia è stata protagonista di accese polemiche.

Moltissime sono invece le università che dispongono di sportelli di consulenza psicologica per gli studenti. Questi hanno soprattutto lo scopo di intercettare situazioni a rischio, ma rappresentano uno valido strumento d’intervento, anche solo per indirizzare chi ne abbia bisogno verso le risorse specialistiche più indicate. Iniziative simili vengono spesso promosse anche da associazioni e gruppi dedicati a patologie specifiche o all’interno delle pubbliche assistenze. In Italia ci sono svariati modi per richiedere consultazioni psicologiche e supporto senza ricorrere a studi privati, ma c’è ancora molto da fare perché non esistano stigmi e preconcetti riguardo un problema così vasto e delicato.

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Qui parliamo della solitudine, perché nessuna generazione si è mai sentita così sola come quella dei millenials:

Questo articolo è apparso originariamente su i-D US.

Crediti

Testo di Erica Euse

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