l'ultima, selvaggia performance di michele lamy, nico vascellari e scarlett rouge in foto

'Lavascar' è un progetto che unisce musica, arte e follia in un vortice di suoni primordiali e battiti atavici. Qui trovate le immagini del suo debutto italiano.

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mar 21 2018, 11:11am

Questo disco è un’evocazione di Michèle Lamy seduta in una grotta, circondata da bestie selvagge pronte a divorarla.

Nico Vascellari

Questa è la sintesi che l'artista visivo e performer Nico Vascellari fa di Lavascar, progetto musical-performativo che riunisce lo stesso Vascellari, Michèle Lamy, figura iconica del mondo della moda, e Scarlett Rouge, artista e figlia di Michèle. Il nome del progetto potrebbe far pensare a un idolo primordiale, ma è in realtà la crasi dei nomi dei suoi membri. Nel 2017, Lavascar entra nei Red Bull Music Studios di Parigi con il produttore Rocco Rampino per registrare quello che diventerà il loro album di debutto, "A Dream Deferred", il cui titolo fa riferimento alla poesia Montage of a Dream Deferred di Langston Hughes, poeta preferito di Michèle Lamy.

Con un uso insolito e molto personale di voci e ritmi, il gruppo dà vita a un viaggio sonoro attraverso un paesaggio mistico che si perde nelle nebbie di un passato atavico. A seguito del debutto al Centre Pompidou lo scorso dicembre, l'esordio italiano di Lavascar è avvenuto nella cornice milanese del Teatro dell’Arte in Triennale, evento esclusivo per l’apertura della prima edizione di FOG Triennale Milano Performing Arts.

Dopo aver assistito alla performance live, ho approfondito il progetto con due dei protagonisti di Lavascar. Nico Vascellari mi racconta così la genesi di Lavascar: "Un anno fa ho incontrato Michèle Lamy a Venezia, la volevo invitare alla performance che ho tenuto al Palais de Tokyo [Scholomance, Palais de Tokyo, 23.03.2017 NdR]. Abbiamo trascorso insieme una bellissima giornata in barca, durante la quale abbiamo scoperto molteplici affinità e lei ha accettato il mio invito a far parte di Scholomance. In quel periodo dovevo iniziare a registrare a Parigi un disco per la Red Bull Music Academy e, vista la naturale intesa che si era creata tra noi, ho pensato di coinvolgere anche Michèle nel progetto, che ha poi di conseguenza coinvolto anche sua figlia Scarlett nel progetto. Nel giro di pochissimo eravamo in sala di registrazione tutti e tre insieme. Cinque giorni dopo il disco era pronto! Tutto è nato e si è sviluppato in maniera estremamente naturale."

Nico continua poi: "L’approccio con cui ho lavorato a questo progetto musicale parte dal pensiero primordiale del suono e dal modo in cui i nostri progenitori nelle caverne avessero iniziato a 'fare musica'. Molto probabilmente iniziarono battendo dei rami sulle pareti delle grotte dove vivevano per scacciare gli animali, così si resero conto di produrre suoni e soprattutto dell’esistenza del ritmo. È da questi pensieri primordiali che è nato Lavascar, caratterizzato da un approccio al suono atavico e preistorico; per questo motivo, a dei suoni tecno ho accostato suoni ancestrali immersi in un’atmosfera da Caverna Platonica in bilico tra luce e buio."

Passo poi a intervistare Scarlett Rouge, che quando le chiedo come definirebbe Lavascar, mi risponde così: "In un certo senso il progetto è ancora in divenire, quindi è difficile incasellarlo in una definizione. All'inizio lo chiamavo band concettuale, perché insieme facciamo musica, ma c'è anche un forte approccio artistico a tutte le componenti performiche. È iniziato come un album unico, A Dream Deferred con Red Bull Studio Paris, ma con nostra sorpresa tutto scorreva così facilmente e ci piaceva lavorare insieme così tanto che abbiamo deciso di continuare. Al suo centro direi che c’è la nascita di una nuova tribù, o l'espansione di un'antica tribù, un incontro di menti e un'espressione di sinergia."

Continuo chiedendo a Scarlett di raccontarmi qualcosa riguardo gli oggetti che ha utilizzato durante l’esibizione in Triennale: "Quando stavamo realizzando A Dream Deferred, Nico [Vascellari, NdR] stava parlando di come voleva che il suono rimandasse ai primi battiti colpiti dall'uomo preistorico nella sua caverna. Così, quando ho pensato alla scenografia del palcoscenico, ho immaginato come avrebbero giocato le ombre sulle pareti della caverna, mentre i nostri antenati danzavano intorno alla luce del fuoco. Gli oggetti, o strumenti rituali, sono stati realizzati in modo intuitivo con le cose che ho raccolto e amato nel corso degli anni, e alcuni nuovi frammenti di natura che hanno catturato la mia attenzione mentre passeggiavo con il mio cane a Torino."

Alla domanda "Parlando con Nico di Lavascar, mi ha raccontato che è connesso a qualcosa di ancestrale, sei d'accordo e qual è il tuo legame con il tuo io ancestrale?" Scarlett si dice d'accordo con lui: "Sono cresciuta in una famiglia decisamente tribale, che è innovativa ma anche molto legata al suo passato. Ha quindi senso che noi oggi continuiamo questo lignaggio e uniamo le nostre voci uniche, partecipando insieme a vari progetti."

Il consiglio per chi avesse perso l’occasione di assistere a questo composito spettacolo è quello di tenere d’occhio il calendario di Lavascar e andarli a vedere dal vivo appena possibile, per godersi un'esperienza che riesce a toccare nel profondo il nostro io più antico e selvaggio attraverso suoni, luci e simboli.

Crediti


Testo Federica Tattoli
Immagini performance su gentile concessione di Nico Vascellari
Immagini del pubblico di Vincenzo D'Ambrosio