Letasca, il brand italiano di streetwear che sublima il concetto di utilitarismo

"Dal mio punto di vista, un prodotto può definirsi riuscito solo quando la forma trova il giusto rapporto con il contenuto, diventando funzionale."

di Giorgia Imbrenda
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20 maggio 2020, 8:15am

Rebel Label è la rubrica di i-D che incontra, intervista e qualche volta fotografa i brand emergenti (e non) in Italia. Oggi è il turno di Letasca, brand italiano nato nel 2015. Le parole chiave dell'intero progetto sono: funzionalità, estetica rifinita e streetwear di lusso. Il pezzo fondamentale di ogni collezione è il gilet multitasche, rielaborato in diverse varianti di fogge e tessuti.

Abbiamo incontrato virtualmente il fondatore e CEO Edoardo Giaroli per farci raccontare la storia di Letasca e scoprire che cosa lo rende diverso da tutti gli altri brand di streetwear in circolazione.

Intervista al designer del brand italiano Letasca

Parlaci di te, del tuo passato e di quello che hai fatto prima di decidere di avviare il tuo brand.
Ho una formazione da architetto e un background professionale orientato al product design, la moda non è mai stata una vera e propria passione per me, ma qualcosa di complementare alle mie attitudini, che ancora oggi influenza fortemente il mio lavoro, senza tuttavia rapirmi del tutto. Letasca era nato come progetto parallelo al mio lavoro principale come architetto, mentre ora costituisce l'attività a cui dedico la maggior parte del mio tempo.

Cosa differenzia Letasca da tutti gli altri brand presenti oggi sul mercato?
Oggi è molto difficile distinguersi in un segmento così competitivo, guidato da dinamiche velocissime, in cui spesso la durata di un prodotto è breve e il contenuto debole, perché ciò che conta è principalmente l’immagine comunicata. Credo che Letasca si distingua dalla moltitudine dei brand emergenti di oggi per la capacità di coniugare un’identità estetica riconoscibile e un prodotto valido e duraturo.

Intervista al designer del brand italiano Letasca

Guardando il lookbook di Letasca, la collezione è caratterizzata da uno streetwear di lusso, ma al tempo stesso funzionale. Come hai unito questi elementi?
Letasca ha una visione trasversale: è un prodotto moda che parla anche al consumatore non fashion victim e che rimane fedele a se stesso, mantenendosi sempre attuale e riconoscibile. Inoltre la qualità è garantita dal fatto di essere un prodotto interamente made in Italy. Per noi è importante valorizzare il contenuto oltre alla forma. Sono convinto che questo equilibrio sia fondamentale per realizzare un prodotto che duri nel tempo, ancora di più nello scenario post-Covid, che ha cambiato fortemente la sensibilità del consumatore.

Qual è stato il primo capo che hai disegnato per Letasca?
Il primo modello che ho disegnato è quello che oggi considero il prodotto iconico del brand: il gilet multitasche, pensato come un ibrido tra un capo d’abbigliamento e un accessorio. Se guardo ai primi prototipi, il design è rimasto pressoché invariato rispetto a oggi. Per me questo è il segnale di un prodotto riuscito e studiato per durare nel tempo.

Intervista al designer del brand italiano Letasca

Parlaci del concetto di Carry & Wear...
Carry & Wear è stato il punto di partenza del brand, è un concetto che rimanda a un prodotto studiato per essere indossato, non semplicemente trasportato. I nostri pezzi forti sono i gilet e le giacche waterproof, che costituiscono l'alternativa al soliti accessori (come borse o zaini) per portare con sé propri everyday item, per muoversi comodamente hands free. Questo concetto si traduce in un design funzionale, in cui ogni tasca è pensata per un determinato oggetto e al tempo stesso connota l’identità visiva del prodotto. Il processo creativo dei nostri capi si rifà alla funzionalità dei capi militari, rielaborata in chiave contemporanea, una sorta di “uniforme urbana" per l’uomo sempre in movimento.

Intervista al designer del brand italiano Letasca

Utilitarismo e funzionalità sono i punti forti di Letasca, a cui si unisce una certa attenzione all'estetica e al design. Se volessimo essere schietti, si tratta di abiti belli, oltre che comodi. Come riesci a coniugare queste due esigenze?
Sono sempre stato affascinato dalla forma, la componente estetica di un oggetto è ciò che mi cattura di primo impatto. Dal mio punto di vista, un prodotto può definirsi riuscito quando la forma trova il giusto rapporto con il contenuto, diventando funzionale. Nei capi Letasca cerchiamo di bilanciare questi due aspetti, secondo un processo di sintesi per cui ogni elemento trova spazio solo se è necessario.

Un altro tratto distintivo di Letasca è l’amalgama di tecnologia e abiti in un unico oggetto multifunzione. Sei d’accordo? E in che modo lavori su questo aspetto?
Mi piace il termine "oggetto", invece di "capo", per definire i nostri pezzi. In effetti, alcuni modelli possono prestarsi a una lettura differente, orientata al product design -- come fossero degli organizer indossabili. La componente tecnologica del brand si è espressa finora attraverso le caratteristiche dei tessuti e degli accessori, ma stiamo lavorando per integrarla anche attraverso l’utilizzo di chip che offrano all'acquirente contenuti aggiuntivi -- abbiamo in cantiere un progetto pilota di un gilet in cui le tasche diventano "contenitori di esperienze."

Intervista al designer del brand italiano Letasca

Se dovessi scegliere tre designer con cui andare a cena stasera, chi sarebbero e perché? E in
quale ristorante li porteresti?
Sceglierei Alessandro Sartori, perché ammiro la sua capacità di innovare senza clamore. Samuel Ross, perché è un architetto prima che un fashion designer, e per questo è molto attento al valore progettuale delle sue collezioni. Harry Nuriev, perché è giovane creativo trasversale che non appartiene al mondo della moda ma ha saputo assimilarne le dinamiche. Li porterei in un posto poco urbano e dal design curato, come Montelombroso sul naviglio Pavese, a Milano.

Cosa c'è nel futuro di Letasca?
Letasca ha raggiunto un’identità riconoscibile e offre un prodotto valido. Il prossimo passo è quello di aprirsi maggiormente al pubblico, tramite iniziative commerciali che ci permettano di dialogare meglio con il consumatore, anche attraverso integrazioni tecnologiche nei nostri capi. Nel medio termine vorrei che il brand si aprisse a prodotti complementari all’abbigliamento: siamo un team di architetti, designer e grafici esterni al fashion system, quindi stiamo esplorando il campo del product design.

Intervista al designer del brand italiano Letasca

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Crediti

Testo Giorgia Imbrenda
Immagine su gentile concessione dell'ufficio stampa Letasca

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