Il 2020 è l'anno del mullet—oltre che di molte altre disgrazie

Grazie, TikTok.

di Roisin Lanigan
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14 settembre 2020, 10:36am

Immagine via YouTube

Visto che quest’anno abbiamo passato la maggior parte del nostro tempo dentro le mura di casa nascondendoci da un pericolo invisibile, ha abbastanza senso che la maggior parte dei nuovi trend siano stati influenzati dal passato, e non dalla vita reale. Prendendo piede, in particolare, su TikTok.

Che sia la moda di incollarsi il labbro superiore per simulare gli effetti della chirurgia plastica, la pratica di tingersi i capelli sull’aria della colonna sonora di Scott Pilgrim Vs The World, oppure quella cosa di quando metti il blush sulla punta del naso, TikTok è il posto giusto se cerchi trend creati appositamente per gli schermi, piuttosto che per la vita vera. E comunque, cambiando discorso (ma non troppo), il tag #mullet in questo momento conta più di 773.1 milioni di view.

L’umile mullet, meglio conosciuto per il suo celeberrimo soprannome “business in the front, party in the back”, è diventato uno dei tagli più popolari del 2020, in particolare durante il lockdown, quando le persone si esercitavano in imprese DIY per dare un senso (oppure, per rivoluzionare) i propri tagli, causa la totale mancanza di parrucchieri o barbieri. “Mi taglio i capelli da sola da quando avevo 13 anni, e questa è stata l’occasione buona per sperimentare un pò,” afferma la 19enne Reese Melo, che si è fatta un mullet in quarantena. “Da anni ormai mi taglio i capelli da sola, e quindi sono riuscita nell’impresa anche se non avevo mai avuto questo tipo di taglio prima. Non ho nemmeno usato forbici da parrucchiera, ad essere onesta,” aggiunge la teenager di Toronto. “TikTok ha decisamente avuto un ruolo fondamentale nell’inspirarmi questo look; la comunità alternativa è davvero presente sull’app e vedevo sempre più persone indossare questo tipo di taglio. Quindi ho provato anche io. Tiktok è fantastico nello spronarti ad essere sempre più te stesso.”

Se negli anni ‘80 il mullet era originariamente legato alla sfera maschile -- negli anni ‘70 invece, era lo “shag”, abbastanza simile al mullet, ad essere considerato più femminile, spesso associato ad icone pop come Dolly Parton e Farrah Fawcett -- la sua evoluzione nel 2020 non è percepita allo stesso modo. Per Reese, per esempio, era proprio il look androgino di questo stile ad averla invogliata a provarlo su se stessa e su TikTok, dove questo stile sta avendo un vero e proprio boom, viene indossato sia da donne, uomini e persone non binarie indistintamente. “Sono australiana, e il mullet è un simbolo di mascolinità nella nostra cultura,” spiega Anna Wearden, un’altra creator TikTok che ha da poco abbracciato questo stile. “È spesso usato dagli uomini e, proprio per questo, credo che abbia una sorta di potere associato ad esso. Così, per me, decidere di adottare questo trend era un modo per prendere in giro questo primato degli uomini, esprimendo una bellezza e sicurezza femminile. Ho sempre usato i miei capelli come mezzo per esprimermi, e ho sempre pensato che le persone con i capelli corti apparissero molto più forti. Mi sento una tipa tosta, allora perché non sembrarlo, anche?”

donna con mullet
Anna Wearden

E, come tutti i trend che nascono dalla parte alternativa dell’Internet, il mullet androgino del 2020 si è già fatto strada all’interno della cultura mainstream. Le ricerche di “come tagliarsi un mullet” sono salite del 124%, e sempre più persone si sono affidate a parrucchieri per ottenerlo. Anche molte celebrità -- come Barbie Ferreira e Miley Cyrus, che stanno abbracciando questo controverso stile anni ‘80 e portandolo su un nuovo livello di glam – come Miley, che ha infatti fatto il suo primo debutto con un mullet ai più recenti VMAs.

“Ho visto così tanti ragazzi e ragazze cool adottare questo stile, e il pubblico ha reagito in maniera molto positiva, iniziando ad apprezzarne sempre più l’estetica’,” afferma Brad Mondo. Digital creator, hair stylist di professione e CEO di XMONDO Hair, Brad è famoso su TikTok e YouTube per i suoi reaction video, in cui guarda persone inesperte sperimentare con candeggina, tinte e tagli DIY sui loro capelli -- i suoi video sono così popolari, che chiunque intende postare un video DIY spesso include il disclaimer “perdonami, Brad Mondo”. Uno dei video più recenti di Brad, dove reagisce ai video di persone che si tagliano dei mullet, ha raggiunto due milioni di views nel giro di qualche settimana.

“Impazzisco per i mullet, seriamente,” afferma Brad. “Li amo. E sto aspettando di avere i capelli abbastanza lunghi per farmene uno anche io. È un taglio così sexy, così tosto.” I mullet però sono notoriamente un look molto difficile da creare, anche da veri e propri professionisti. “È un taglio molto creativo, con molti strati, disconnessioni, e molte lunghezze diverse. La chiave è fare tantissimi strati. Non puoi semplicemente tagliare le ciocche davanti corte, e lasciare quelle dietro lunghe. L’unico modo per avere un mullet come si deve è strati e strati di lunghezze diverse…. ma non dite a nessuno che ve l’ho detto.”

Forse il motivo del revival del mullet nella sua evoluzione androgina e DIY del 2020 sta proprio il fatto che non deve essere per forza eseguito perfettamente dai teenager della Gen Z. Il fatto che sia DIY, incarna la sicurezza di sé di chi lo fa su se stesso, e l’essenza stessa di un “beauty moment”, più che la ricerca di un taglio perfetto. Oltre a questo, il fatto che sia nato dalla solitudine della quarantena -- un momento in cui moltissimi di noi hanno dovuto affrontare problemi di salute mentale e di autostima, causati dalla mancanza di un contatto sociale, di comunità e di emozioni condivise -- dà un valore aggiunto al revival del mullet. “I lockdown era ed è solitudine” riflette Anna, “ma i social media hanno creato questa comunità in cui persone di tutto il mondo possono unirsi e condividere cose diverse, anche le cose più superficiali come dei tagli di capelli.”

“Le persone sentono di appartenere a queste comunità,” aggiunge Anna, “non si sentono giudicati. I capelli sono una di quelle cose a cui le persone si sentono più legate, come se fossero una sorta di cintura di sicurezza. Ma grazie a TikTok, la paura di tagliarsi i capelli viene totalmente a mancare. E sperimentare diventa una pura fonte di creatività e ispirazione.”

Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK

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