Da sinistra a destra: fotografia di Stella, artwork di Philip, collage di Maria

Persona x i-D #2 : isolamento, white noise, queerness e introspezione

Tutto ciò che ci passa per la testa mentre il tempo sembra non passare più.

di Carolina Davalli
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30 aprile 2020, 1:19pm

Da sinistra a destra: fotografia di Stella, artwork di Philip, collage di Maria

PERSONA x i-D Italy è la rubrica di quarantena in cui vengono pubblicati gli artefatti dei collaboratori di PERSONA, realtà milanese che si occupa di street casting e art direction. Per questo progetto, abbiamo chiesto loro di riflettere periodo storico che stiamo vivendo, come ci sta cambiando e in che modo rivoluzionerà le tematiche di identità, affetti e comunità, offrendo fermimmagine della quarantena e delle sensazioni innescate da essa, attraverso le lenti e il linguaggio visuale di ciascun creativo.

Siamo alle porte della fatidica "fase 2", e se era capitato anche a te di pensare che l'avvento della seconda fase avrebbe stravolto le cose, siamo stati ben presto immersi nella realtà dei fatti. La quarantena finirà, ma la nostra routine non cambierà di molto, e sopratutto chi è relegato a casa per via della chiusura delle scuole o per lavorare in smartworking, continuerà ad essere costretto nelle stesse mura.

Quello che è certo è che comunque la compagnia più stretta che continuiamo ad avere è quella con noi stessi e con lo spazio che ci circonda, il che innesca una serie di tuffi introspettivi o divagazioni fantastiche, che se analizzate ci fanno capire come di fatto tutti noi stiamo cercando di vivere questo periodo così fuori dal normale. Se da un lato c'è chi preferisce fantasticare e dare libero sfogo ai desideri o pensieri più intimi, dall'altro c'è chi preferisce immergersi nel white noise, o chi ancora ha l'intenzione di documentare questo momento nei minimi dettagli, per conservarne una traccia e per tirare le somme dei fenomeni prodotti dalla vita in quarantena.

Una selezione che ha tutto dell'introspezione, della riflessività che questo momento concede: vi presentiamo Persona x i-D #2 e i lavori integrali potete trovarli sempre qui.

Philip Kylberg - In Silence and Isolation

Guardo fuori dalla finestra, ma non mi interessa particolarmente uscire, e comunque tutto ciò che vedo mi pare pallido, forse mi piace starmene isolato in casa. In realtà non lo penso al 100%, però mi fa piacere, ecco, passare del tempo in casa e riflettere sul futuro. Ultimamente mi sentivo troppo sotto pressione per la scelta dell’Università e per la fine della scuola (come ogni altro studente di quinto anno delle superiori, dopotutto) e almeno adesso ho un po più tempo a disposizione per mettere in prospettiva le cose. Guardo gli angoli della casa, ce ne è uno in cui un ragno sta tessendo una tela da giorni, non faccio nulla per impedirlo, altri in cui dovrei pulire e altri che vorrei arredare con nuovi o differenti mobili, mi piacerebbe una nuova scrivania in camera.

Mi pare veramente di non aver niente da dire, preferisco sedere in silenzio e continuare i miei progetti artistici al computer, odio tutto quello che mi danno da fare con le lezioni online, faccio solo le materie che mi interessano. Ho paura che mi si incurvi la schiena per via del tempo che passo seduto e sto diventando tutt’uno con il mondo virtuale, non che mi dispiaccia. Silence and Isolation perché è effettivamente ciò che sento, la mia composizione musicale è infatti un arricchimento del silenzio. Mi sono interessato qualche settimana fa al rumore bianco e lo ascoltavo come calmante, mi piaceva come concetto da cui partire con il pezzo, dal rumore bianco, quindi dal silenzio, o comunque l’assenza di suono. Ho voluto poi comporre un pezzo ambient che avesse una forte componente digitale, non vi è nulla di organico, analogico, e poi ho voluto comporlo per strati, ogni strato è sempre accompagnato dal rumore bianco, non c’è solamente quello di fondo, che a tratti si fa più abrasivo e in altri più soffice. Un modo di esorcizzare i miei timori. Dopotutto, il silenzio e l’isolamento, a volte, li trovo confortanti.

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VESPER - ☆final fantasy☆ QVARANTINE DREAM

La vita in quarantena è strana, ma è ancora più strana quella di VESPER’S QVARANTINE DREAM. Una zine hentai illustrata tra l'ero-guro e la gore erotica, creata per soddisfare le tue perversioni più assurde. Questo fantasy erotico è una vera e propria fuga dal Matrix, un viaggio introspettivo per esplorare e sentire le emozioni che scaturiscono dall'isolamento, assieme ad una riflessione di tutti quei desideri che stanno aspettando di essere soddisfatti.

Sei pronto per entrare in Ex-Dream e trovarti di fronte ai tuoi desideri più intimi? Sicuro di voler uscire dal tuo corpo, di far giochi masochistici e di masturbazione creativa? Immergiti nella distopia di VESPER, senza inibizioni e senza paura, perché "Siamo cyborg, e la paura è un rimasuglio dell'umanità che abbiamo abbandonato. Non abbiamo l'anima che la paura corrode, nessun ego che ci possa far affondare. Siamo la profondità, l'inferno, e porteremo con noi i fuochi purificatori."

☆final fantasy☆, dove i confini tra la fantasia e la realtà sono scardinati e divengono uno solo. Diventerai parte della resistenza? Ingoierai la pillola rossa?

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Silvio D. - La nostra Queerantena

“È la fine del mondo oppure, l’inizio?" Il mondo prima del COVID19 non è che fosse poi così bello: odio, violenza, disuguaglianze, falsi valori e falsi miti. Vogliamo davvero tornare a quella 'normalità'? Sarà il VIRUS a farci arrendere all’evidenza, a farci capire? Un video diario underground, la prima settimana di lockdown milanese passata con la nostra s/famiglia queer. Come abbiamo vissuto la quarantena, cercando di non impazzire e non smettere di vivere, amare, lottare per cambiare. Cambiare cosa? Noi stesse, assieme al mondo intero. Un viaggio introspettivo e collettivo che si è svelato illuminante e prezioso. Verso l’unico rimedio alla distopia che già viviamo: l'utopia è possibile, oltre che desiderabile. 5 minuti bastano per raccontare questo grande momento storico e personale? Guardare per credere. È tempo di immaginare!

Tanairì Mazzariol e Sean Salvadori - Prima, Durante, Dopo

Prima
Per il passato abbiamo scelto delle foto rappresentative di momenti in cui tutto scorre veloce, inesorabile, il tempo non basta mai e tutto dura poco; viaggi, uscite, feste e compagnie. Quando abbiamo libertà ci sembra tutto così scontato e raggiungibile. Il contatto, semplice virgola nel testo della nostra vita. Abbracci e baci gesti quantitativi.

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Durante
Il presente che stiamo vivendo è dove abbiamo riflettuto di più. La libertà strappata ci ha obbligato a riflettere sulla qualità e non quantità del tempo che viviamo. Tutto ciò che scorreva inesorabilmente ora si ferma e noi non siamo capaci di gestirlo. Alla riscoperta dei piccoli gesti e del quotidiano, un quotidiano finalmente forse naturalizzato e non più umanizzato. Dove rintanarsi però? Dove trovare conforto per poter far fronte ad un cambiamento così profondo e viscerale? Abbiamo trovato il nostro nucleo sicuro negli occhi l’uno dell’altra che per una volta si concentrano veramente nell’osservarci e riscoprirci amanti.

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Dopo
Abbiamo avuto dubbi nella raffigurazione del futuro, d’altronde chi non ne avrebbe? Dopo tutto non possiamo dimenticarci la nostra natura “denaturizzata” che ci rende così inclini a non fermarci mai. La società ci invita a farlo, dobbiamo produrre e dobbiamo farlo ripartendo da dove avevamo lasciato. Nella nostra visione del futuro i giovani si lasceranno pervadere dal nuovo sentimento di libertà ritrovata, dando il meglio e il peggio di sé stessi, tentando di recuperare il tempo rubato bevendo e superando ogni limite prima imposto. Senza perdere più nemmeno un minuto di un tempo che invece dovremmo ricercare dentro noi stessi, poiché ormai consci della vera natura delle cose. Imprevedibilmente effimera.

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Damiano Burato e Pietro Vitali - DOMESTIC OUTPUT

Che sia un balcone, una loggia, un poggiolo, una terrazza, un ballatoio o un davanzale, questo luogo si configura come un’interfaccia tra l’ambiente domestico e quello esterno, dove spesso la natura viene preservata dall’uomo nella sua intimità. Lo spazio che dedichiamo agli organismi vegetali nelle nostre case ci consente una mediazione fra la necessità innata di un contatto con la natura e l‘impossibilità di raggiungerla appieno.

Questo luogo diventa così un dispositivo d connessione, limbo tra intimo e pubblico, dove la proiezione verso l’esterno della nostra individualità entra in relazione con quella degli altri, pur mantenendo una dimensione protetta. Diamo al mondo l’immagine di ciò che siamo o che vorremmo essere in proporzione a quanto del mondo assorbiamo; è un processo di perenne trasformazione e di scambio, come la fotosintesi nelle piante. Alla fine il terrazzo è un angolo al sole.

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Maria Bejjani - Gargoyled

[“Gargoyle” definizione: creatura mostruosa di pietra che sporge dalle sommità di edifici, tipicamente atta a far uscire eccessi di acqua dall'interno dei muri.]

Sono una donna araba di origini libanesi, e stavo facendo i primi passi da un piccolo villaggio all'interno di una città internazionale come Milano, prima che questa situazione mi facesse capire quanto tutto quello che viviamo sia totalmente soggettivo.

Cerco di riconoscermi nelle mie origini e nella mia cultura, mentre mi trovo a far parte di una nuova, in questa situazione così unica. Mentre in Libano le stesse persone che prima erano in strada e gridavano "Rivoluzione! State nelle strade!" ora sono passate a urlare “Corona! State nelle case." E io in tutto questo mi trovo a Milano, un ‘gargoyle’, in qualche modo paralizzata, seppur creativamente molto attiva.

Il testo arabo all'interno del collage afferma "Come potresti vendermi ai romani" ed è indirizzato ai politici del mio paese.

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Stella - Studies About My Quarantine

Mi domando come deve essersi sentito il primo uomo che, nell'entrare in contatto con un altro uomo, ha sentito l'energia che si scatena tra le anime. Non tutti ci riescono, ma chi sa di cosa parlo, capirà. Anime che non necessariamente devono condividere esperienze importanti, o una intera vita. Semplicemente due persone che anche solo stando accanto, attraverso un contatto, si sentono bene, e grate.

Col tempo avranno imparato a distinguere l'affetto, la passione, l'amore, l'istinto, immagino. Hanno capito che probabilmente non c'è niente di più bello del riempire i vuoti, i silenzi, la solitudine, nonostante il fascino di tutto ciò che ho appena elencato. Ma non riesco ad immaginare come, e quando esattamente, i cuori di queste persone sono diventati tanto aridi. Così aridi da allontanare gli altri, preferendo mantenere le distanze, isolandosi, alienandosi, spegnendo quell'energia che, chissà, forse faceva girare il mondo nel verso giusto. All'inizio della quarantena ho pensato che finalmente la gente mi sarebbe stata lontana, non mi avrebbe toccata parlandomi, niente baci e abbracci salutandomi. Niente, finalmente, pensavo. Ma poi, oggi riflettevo. Riflettevo che sento solo il profumo della mia pelle, e ho bisogno di mischiarlo a quello del mondo.

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Martina D’Agostino - Ecce Homo

Persōna. Sostantivo femminile che, dal latino è giunto a noi come termine con la traduzione di “maschera”. Questo è per me l’uomo: un animale sociale che si adatta alla situazioni. In questo periodo di isolamento forzato ho capito quanto il contatto umano sia fondamentale per me e per chi mi circonda nella vita quotidiana. Ogni giorno possiamo indossare delle maschere diverse, ma solo assieme possiamo essere commedia.


Testo: Carolina Davalli
Editor: Amanda Margiaria
Curatori: Enrico Cestaro, Alma Malara e Giulia Sgobba (PERSONA)
Talenti: Martina D'agostino, Maria Bejjani, Stella, Damiano Burato e Pietro Vitali, Tanairì Mazzariol e Sean Salvadori, Philip Kylberg , Silvio D., VESPER

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