Il documentario sul clubbing a Milano negli anni '90

"Milano Club 1995-2001" esplora l'underground musicale meneghino nel pieno della sua Golden Age, dando voce a quell'urgenza di riappropriazione culturale che sentiamo ancora oggi.

di Carolina Davalli
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22 novembre 2021, 1:24pm

Jayne Conneely fotografata da @alice.pedroletti, Immagini via Instagram

Stratificata, grumosa, paradossale, la Milano degli anni ‘90 si trova in bilico tra il crollo di quell’utopia di benessere che erano stati gli anni ‘80, il dilagare degli scandali politici e le prospettive positiviste di un mondo globalizzato e iperconnesso. La capitale lombarda diventa così un magma culturale ribollente e teso, l’ecosistema ideale per la nascita di correnti musicali, artistiche ed estetiche sovversive, collettivi culturali e movimenti che, nel giro di pochi anni, renderanno Milano uno degli punti nevralgici dell’avanguardia e della sperimentazione in Italia.

In quegli anni nascono prendono forma nuovi futuri possibili, non solo per le pratiche artistiche, ma anche per le tipologie di fruizione culturale. Così, per la generazione emergente di dj, producer e imprenditorз, Milano diventa un polo d’attrazione per nuovi network internazionali, sonorità inedite e venue anticonvenzionali.

Il clubbing a Milano non è solo un passatempo edonista, una valvola di sfogo e di divertimento, ma una necessità, un’urgenza per i giovani dell’epoca, uno strumento per ridefinire il proprio perimetro all’interno della città, in un processo che passa necessariamente dall’occupazione di spazi pubblici e dalla fondazione di nuovi epicentri della scena notturna meneghina.

Nel 1995, per esempio, apre il Tunnel Club, uno dei templi della musica indipendente italiana e internazionale, e i MAGAZZINI GENERALI si affermano come spazio multidisciplinare e di sperimentazione del clubbing milanese. Quell’anno esce anche l’album dei Casino Royale Sempre più vicini e i centri sociali Pergola TribeLeoncavallo Spazio Pubblico Autogestito si fanno portavoce della scena radicale della metropoli, gettando le basi per l’esplosione di sonorità accavallate e distorte.

Il 1995 è anche l’anno che segna l’inizio del progetto di Andrea Cavallari, che nel documentario Milano Club 1995-2001 definisce e indaga il quinquennio 1995-2001, uno dei momenti seminali della club culture milanese, ma anche nazionale. Un viaggio a più tappe per visitare i luoghi cardine di questo momento culturale, creando una mappatura di quei nomi, progetti e hub creativi che hanno rivoluzionato il tessuto urbano e culturale della città.

Intervistando chi quella scena l’ha vissuta in prima persona, diventandone parte integrante, e mostrando le rovine e gli avamposti di chi, quella scena, la sta mantenendo in vita ancora oggi, nel documentario Cavallari ricostruisce il ritratto di un momento storico che, seppure temporalmente lontano, riflette quella necessità di libertà e di riappropriazione dello spazio notturno che sentiamo ancora oggi.

La proiezione di “Milano Club 1995-20012” si terrà mercoledì 24 novembre alle ore 18.00 alla Triennale di Milano. L’anteprima sarà introdotta da un talk insieme al regista e a esperti della della scena musicale italiana tra il 1995 e il 2001. Scopri come partecipare qui.

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