8 make-up iconici dai film di Natale

Dal rude Jim Carrey ne “Il Grinch” alla sofisticata Judy Garland in “Incontriamoci a Saint Louis”, ripercorriamo i make-up invernali che hanno segnato il nostro immaginario.

di Beatrice Birolo
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20 dicembre 2021, 8:55am

Le festività invernali non sono altro che un insieme di tradizioni, dal generoso San Nicola allo spaventoso Krampus, giusto per citare i più consolidati nell’immaginario mainstream. In qualsiasi modo lo si festeggi, se c’è una cosa che accomuna gran parte del mondo durante i meritati giorni di vacanze invernali è quella di guardare una valanga di film, spesso sempre gli stessi ogni anno, tutti immancabilmente caratterizzati da una certa marca estetica Camp sempre riconoscibile.

La solita, vecchia formula del film natalizio per famiglie ormai la conosciamo bene: personaggi stereotipati e trame da favola corredate da un ovvio lieto fine imbandito di parole gentili e atti di generosità. Tra i soliti classiconi, però, è riuscito a insinuarsi anche qualche titolo che prende decisamente le distanze da tutto questo, proponendo narrazioni anche dissacranti e irriverenti (leggi: John Waters). Che si tratti di film con trame trite e ritrite o di titoli sovversivi, si tratta sempre di film con make-up indimenticabili, ormai diventati iconici e cristallizzatisi nel nostro immaginario.

I make-up iconici dai film di Natale

“Il Grinch”, Ron Howard (USA, 2000)

Uno dei trucchi più replicati a Natale—ma anche durante il resto dell’anno—è sicuramente quello de Il Grinch, ideato e realizzato da Rick Baker (SFX make-up artisti) con l’aiuto di Kazu Hiro Tsuji (SFX make-up artist e visual artist giapponese). Il processo di creazione è stato lunghissimo e ha richiesto diverse ore di applicazione, se contiamo le protesi facciali, la tuta in spandex con peli di yak incollati e lenti a contatto ingrandite.

“Krampus - Natale non è sempre Natale”, Michael Dougherty (Stati Uniti, 2015)

In questo film da vacanze di Natale dell’orrore il protagonista è il demone Krampus realizzato dalla crew dell’azienda Weta Workshop, che ha progettato props, creature, costumi e trucco, utilizzando effetti speciali uniti a effetti pratici. Questo mix di tecniche digitali e artigianali ha consentito al tecnico del team, scelto per impersonare il ruolo principale, di muoversi sul set e nelle scena senza grossi sforzi, nonostante le difficoltà, tra cui le estensioni di gambe, braccia e dita sotto una tuta che pesava non poco o l’impossibilità di guardare all’esterno del costume se non attraverso un piccolo monitor situato all’interno, nella parte anteriore della testa del Krampus, che gli permetteva di muoversi e interagire col mondo esterno.

“Batman - Il ritorno”, Tim Burton (Stati Uniti, 1992)

I trucchi iconici di questo film sono due. Il primo è quello di Catwoman, interpretato da Michelle Pfeiffer e ormai diventato leggendario, che grazie allo smokey eye nero, alle labbra rosse e alla tuta in lattice ideata dalla costume designer Mary Vogt è entrato di diritto nel nostro immaginario. Il secondo è il make-up altrettanto iconico del Pinguino, composto da un’unica protesi in schiuma di lattice che parte dalla fronte e arriva a includere le sopracciglia, collegata al naso e al labbro superiore di Danny Devito in modo che potesse trasmettere tutte le sue espressioni facciali, soprattutto con gli occhi. Il design è stato abbozzato dal concept artist Mark “Crash” McCreery, rivisitato dai co-fondatori dell’azienda Legacy Effects John Rosengrant e Shane Mahan e infine finalizzato dal noto truccatore effettista Stan Winston.

“8 donne e un mistero”, François Ozon (Francia, 2002)

Il trucco dell’iconica Isabelle Huppert in questo film con delitto ambientato a Natale è già storia. Un look semplice: capelli rossi raccolti, eyeliner appena accennato e rossetto corallo che riesce a far spiccare il personaggio di Augustine rendendolo memorabile, in combinazione all’eccelsa interpretazione dell’attrice francese.

“Female Troubles”, John Waters (Stati Uniti, 1974)

Ed eccoci a un film irriverente e dissacrante, non proprio a tema natalizio, ma che inizia con una scena durante le feste. Non ci sono look "naturali" nei film di John Waters, e non lo è nemmeno quello della protagonista di questo film Dawn Davenport (interpretata dalla drag queen Divine, musa del regista). Grazie anche al costumista e truccatore fidato Van Smith, l’eyeliner liquido viene venduto come se fosse la migliore droga del mondo.

“Rosemary’s Baby - Nastro rosso a New York” Roman Polański (Stati Uniti, 1968)

Il film anti-natalizio per eccellenza è proprio Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York, che prende gli elementi della storia biblica del Natale e li ribalta completamente. Nel film emerge il look indimenticabile di Mia Farrow, ispirato allo stile della supermodella Twiggy: oltre all’iconico taglio di capelli, il make-up artist Allan Snyder ha scelto di ombreggiare leggermente le palpebre superiori dell’attrice usando dell’eyeliner nero e aggiungendo in dei piccoli tratteggi sulle ciglia inferiori, dando loro un effetto grafico. Il tutto accompagnato da labbra nude e naturali.

“Incontriamoci a Saint Louis”, Vincente Minelli (Stati Uniti, 1944)

Per chi ama i musical e la vecchia Hollywood, questo è il film che fa per voi. Nonostante solo 25 minuti del film si svolgano durante il Natale, qui c’è una delle migliori sequenze festive della storia del cinema. La truccatrice Dorothy Ponedel assunta dal regista Vincente Minnelli per ideare un nuovo look per Judy Garland scartò immediatamente molte delle tecniche che lo studio aveva applicato precedentemente sull’attrice, non più adatta per il suo primo ruolo da adulta. Il trucco Ponedel fu talmente apprezzato da Garland—come anche dalla produzione—che da quel momento la MUA venne ingaggiata per ogni film che l’attrice fece in seguito.

“Santa Clause”, John Pasquin (Stati Uniti, 1994)

Primo capitolo della trilogia, Santa Clause è un franchise natalizio che spopolò negli anni ‘90. Uno degli aspetti più complicati che l’attore Tim Allen ha dovuto affrontare durante la produzione è stato indossare il suo costume, progettato dai truccatori specializzati in effetti speciali Alec Gillis e Tom Woodruff Jr., che comprendeva: protesi facciali in schiuma di lattice e body-suit in silicone per far sembrare l’attore in sovrappeso; il tutto richiedeva dalle 3 alle 4 ore di applicazione e servivano poi quasi 2 ore per rimuoverlo.

Crediti

Testo: Beatrice Birolo
In copertina: artwork di Maria Laura Buoninfante

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