"Role Play", la mostra di Fondazione Prada sulle possibili identità alternative

Aperta dal 19 febbraio 2022 nella sede di Osservatorio a Milano, mette in discussione le metafore di genere, gli stereotipi, la nozione di identità, il senso del luogo e le prospettive future.

di Enea Venegoni
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16 febbraio 2022, 1:05pm

Juno Calypso, "Die Now, Pay Later", 2018, su gentile concessione dell'artista e di TJ Boulting

Chiamato GdR (Gioco di Ruolo) in italiano, il Role Play prevede che i partecipanti indossino per qualche tempo i panni di un’altra persona o di un personaggio completamente immaginario. Qualche esempio comune: ForumFree, D&D, The Sims e persino i Tamagotchi della Bandai. Ed è dalle riflessioni sui processi di identificazioni innescati da questo genere di dinamiche che prende le mosse la mostra Role Play presentata presso Fondazione Prada, a cura di Melissa Harris.

Ma il role play non sottostà esclusivamente al mondo dei videogame o dei giochi di ruolo online. Il sé performativo è una sfera della nostra identità presente in ogni ambito della nostra di vita—basti pensare a come ci adattiamo a diverse situazioni, come modifichiamo i nostri atteggiamenti, il nostro modo di presentarci agli altri a seconda del contesto in cui ci troviamo—ed è proprio questa caleidoscopica moltitudine di identità possibili su cui si basa la rassegna di produzioni artistiche esposta a Role Play, un progetto che vede 11 artistз internazionali cimentarsi su questa esplorazione stratificata e sincopata sulla nozione dell’individualità.

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Meriem Bennani, "Guided Tour of a Spill (CAPS Interlude)", 2021, video still su gentile concessione dell'artista e di François Ghebaly Gallery

Attingendo all’eredità della disciplina fotografica—uno dei primi espedienti artistici che hanno permesso allo sguardo autoriale di interpretare e mostrare l’Altro—la mostra offre una selezione di fotografie, video e performance attraverso cui з creator indagano le molteplici possibilità della manifestazione del sé, le infinite identità che affiorano in risposta al contesto sociale, che sovvertono le metafore di genere e gli stereotipi innescando una proliferazione di identità alternative, appariscenti, grottesche o fantastiche. Una proposta di strategie alternative, capaci di inscenare un’identità postmoderna frammentata, fallace e in continua evoluzione.

Alcuni esempi: l’opera di Meriem Bennani, nel cui documentario Guided Tour of a Spill (CAPS Interlude) (2021), з attorз coinvolti speculano sui futuri possibili della propria identità nel caso fossero abbandonati su un’isola deserta; gli scatti di Juno Calypso, la cui serie fotografica What To Do With a Million Years? (2018) documenta gli scenari di una villa rosa costruita nel sottosuolo di Las Vegas negli anni ‘70, sede di un gruppo di ricerca che conduce studi su immortalità ed eterna giovinezza. C’è anche un’analisi della figura cosplayer—una persona che interpreta e indossa abiti di personaggi tratti da manga, videogiochi, anime, film e altro—nell’opera sperimentale e surrelae di Cao Fei Cosplayer, e la serie fotografica di Darius Mikšys A Piece for A Peace (2006), risultato di una performance realizzata durante un videogioco online.

Attraverso discipline che omaggiano la fotografia e l’immagine in movimento, la mostra offre uno scorcio sulle infinite rappresentazioni della propria identità, sulla fluidità delle manifestazioni del sé e sulla continua espansione e manipolazione del concetto di indivualità, tracciando una mappatura corale di sguardi universali, percezioni personali e speculazioni reazionarie.

“Role Play” è visitabile dal 19 febbraio 2022 al 27 giugno 2022 nella sede dell’Osservatorio di Fondazione Prada a Milano.

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Meriem Bennani, "Guided Tour of a Spill (CAPS Interlude)", 2021, video still su gentile concessione dell'artista e di François Ghebaly Gallery
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Juno Calypso, "A Clone of Your Own", 2017, su gentile concessione dell'artista e di TJ Boulting
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Cao Fei, "Cosplayers", 2004, su gentile concessione dell'artista, di Vitamin Creative Space e di Sprüth Magers
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Cao Fei, "Cosplayers", 2004, su gentile concessione dell'artista, di Vitamin Creative Space e di Sprüth Magers
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Mary Reid Kelley e Patrick Kelley, "Rape of Europa", 2021, video still su gentile concessione dell'artista
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Beatrice Marchi, "When Katie Fox met the Evil Turtle", 2021-22, video still su gentile concessione dell'artista e di SANDY BROWN, Berlino
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Beatrice Marchi, "When Katie Fox met the Evil Turtle", 2021-22, video still su gentile concessione dell'artista e di SANDY BROWN, Berlino
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Darius Mikšys, "A Piece of Peace", 2006, su gentile concessione di ERMES ERMES
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Darius Mikšys, "A Piece of Peace", 2006, su gentile concessione di ERMES ERMES
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Narcissister, "Breast Work", 2019, video still su gentile concessione dell'artista
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Narcissister, "Organ Player", 2018, still del film su gentile concessione dell'artist
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Haruna Sakaguchi e Griselda San Martin, "Typecast Project", 2019, su gentile concessione delle artiste
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Haruna Sakaguchi e Griselda San Martin, "Typecast Project", 2019, su gentile concessione delle artiste
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Tomoko Sawada, "OMIAI♡", 2001, su gentile concessione dell'artista e di ROSE GALLERY
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Tomoko Sawada, "OMIAI♡", 2001, su gentile concessione dell'artista e di ROSE GALLERY
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Bogosi Sekhukhuni, "Consciousness Engine 2: absentblackfatherbot", 2014, still da "Bogosi bot Avatar" su gentile concessione dell'artista
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Amalia Ulman, "Excellences and Perfections", 2014, su gentile concessione dell'artista e di Deborah Schamoni
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Amalia Ulman, "Excellences and Perfections", 2014, su gentile concessione dell'artista e di Deborah Schamoni

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Crediti

Fotografie per gentile concessione di Fondazione Prada
Testo: Enea Venegoni

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