Foto di Freja Wesik e Panna Donka

Sovvertiamo la lingerie! Ecco tre designer che creano intimo d'avanguardia e body positive

Fabian Kis-Juhasz, Freja Wesik e Niamh Galea stanno ridisegnando il concetto di lingerie, infrangendo ogni limite che il binarismo di genere impone ai corpi.

di Zoë Kendall
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28 aprile 2021, 2:31pm

Foto di Freja Wesik e Panna Donka

Che si parli di Victoria’s Secret o dei cari vecchi corsetti, l’intimo—e, più nello specifico, la categoria underwear—ha sempre contribuito a rafforzare gli stereotipi di bellezza. Sì, quelli di cui siamo a conoscenza e che sono stati costruiti proprio per soddisfare il male gaze, includendo un limitatissimo numero di body shape e taglie e propugnando una rappresentazione limitata delle invece variegate espressioni di genere. Nel corso dei secoli, infatti l’idea canonica di lingerie—e l’industria che gira attorno a questo settore—ha imposto alla collettività ideali di bellezza irrealistici e alienanti. 

Ma una nuova generazione di designer di lingerie sta sovvertendo le convenzioni, decisa a esplorare i concetti di identità di genere e body positivity. Loro sono Freja Wesik dalla Svezia, Niamh Galea di Ramp Tramp Tramp Stamp e Fabian Kis-Juhasz da Londra, e stanno creando un intimo d’avanguardia che esalta ogni tipologia di corpo e forma, rifiutandosi di confinarlo in regole prestabilite. L’intimo diventa così un mezzo per chi lo indossa per celebrare il proprio corpo, la propria sessualità e, in ultimo, la propria persona.

modell* che posa con un reggiseno con capezzoli, top di fabian kis-juhasz
Foto di Panna Donka

Fabian Kis-Juhasz

Stilista di origini ungheresi, Fabian Kis-Juhasz si è trasferita a Londra a 18 anni per studiare moda alla LCF e poi alla RCA. Grazie al suo intimo shapewear, la designer esplora il concetto di femminilità contemporanea rivolgendosi nello specifico alle esperienze di donne trans e persone non-binary.

Cosa ti interessa di più della lingerie?
Anche se il mio brand non è un marchio esclusivamente di lingerie, questo settore esercita un’enorme influenza sulla mia pratica. L’underwear svolge infatti un ruolo cruciale nel definire l’identità femminile, ed è un ambito che mi affascina da sempre, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto tecnico e le riflessioni storiche e culturali che si porta dietro.

Qual è lo scopo della lingerie, secondo te?
Secondo me, l’intimo è stato creato per contenere e limitare il corpo femminile. Ma si tratta solo di una parte dell’intera questione. Il mio interesse è quello di osservare le “forme femminili” canoniche e come sono state costruite nell’ottica di soddisfare il male gaze.

modell* che indozza lingerie di fabian kis-juhasz
Foto di Reka Liziczai

In quale modo riesci a decostruire le convenzioni legate alla lingerie?
Quello che faccio ha sempre un scopo sovversivo. Lo shapewear ha uno scopo specifico e provo a rivoluzionarlo contraddicendolo col mio linguaggio visivo. Lo scopo non è quello creare una silhouette attraente, ma di creare qualcosa di potente.

Come viene incluso il corpo nel tuo lavoro?
Penso spesso alla relazione tra i vestiti e il corpo, e quale sia lo scopo del vestito. Credo che la lingerie e lo shapewear di solito vengano creati per “sistemare” qualcosa, e odio questo concetto. L’idea del corpo trans ha molto a che vedere in questo processo. Penso spesso all’immaginario legato all’intimo per il seno, e il mio intento è quello di creare una versione di questi capi che faccia sentire libera la persona che li indossa, piuttosto che farla sentire costretta a rendersi attraente per un possibile osservatore.

Al posto che nascondere, i miei reggiseni con i capezzoli in mostra e i miei corsetti sono creati per scontrarsi con lo sguardo di chi li osserva e, in un certo senso, rendere glamour quegli elementi che abbiamo sempre tentato di nascondere sotto al tappeto. Spero che rendere questi dettagli parte del taglio e della silhouette aiuti a normalizzarli.

Puoi prenotare i vestiti di Fabian con un DM.

modella con knicker e reggiseno a quadretti con in mano una borsetta totto firmato ramp tramp tramp stamp
Foto di Maximiliano Dal Masetto

Niamh Galea di Ramp Tramp Tramp Stamp

Stilista australiana e studentessa della Parsons MFA, Niamnh Galea è la mente dietro al brand di lingerie Ramp Tramp Tramp Stamp, che verrà lanciato a breve. I suoi pezzi, disegnati in modo tale da non avere restrizioni di taglie e genere e che avvolgono il corpo secondo silhouette non convenzionali, aiutano chi li indossa a reclamare il proprio corpo e, in ultima analisi, loro stess*.

Come sei diventata una stilista di underwear?
Ho confezionato il mio primo pezzo di underwear nel 2017, quando mi hanno spezzato il cuore per la prima volta. Mi sentivo davvero poco attraente e inamabile, quindi ho voluto farmi un regalo! Adesso è il genere di capi che preferisco creare.

Secondo te, qual è lo scopo dell’underwear?
La lingerie può assolvere a tantissimi scopi diversi. Può rappresentare una conversazione segreta tra te e il tuo corpo, può farti sentire forte, può supportarti e darti potere. Una grossa fetta del mio lavoro si concentra sul rivendicare gli insulti visivi che la società strumentalizza per mettere le persone in imbarazzo. Per troppo tempo ci hanno detto chi può e non può indossare la lingerie, chi può essere orgoglios* del proprio corpo,e chi ha il permesso di sentirsi sexy. Indossare intenzionalmente della lingerie “inadatta” alla tua identità di genere è un atto radicale ed empowerizzante per rivendicare il tuo corpo e te stess*!

collage di foto con sulla destra una persona he indossa un corsetto succionto e l'altr fotografata da dietro in mezzo al fieno di ramp tramp tramp stamp
Foto di Lula Hyers e Jonno Revanche

Come riesci a mettere in discussione le convenzioni legate all’industria dell’intimo?
Nel 2018 stavo lavorando come costume design assistant per una serie tv. Un giorno, il mio capo mi ha presa da parte e mi ha detto che il fatto che non portassi un reggiseno distraeva i produttori e che il giorno dopo avrei dovuto indossarne uno. Per me, questo episodio è stato estremamente invasivo, uno shock. È da quando avevo 18 anni che i reggiseni li indossavo molto raramente, nonostante il mio seno abbondante—e non avevo alcuna intenzione di cominciare a farlo. Ho iniziato immediatamente a pensare a come avrei potuto indossare un reggiseno il giorno dopo, senza che questo svolgesse effettivamente la sua funzione. Da lì sono nate le forme asimmetriche e scomposte dei miei design. Le convenzioni legate alla lingerie influenzano ogni aspetto del mio processo creativo, li analizzo sotto ogni punto di vista in modo tale da poterli sovvertire e da riuscire a vestire anche le persone che ne sono escluse, me compresa.

Come includi le diverse forme del corpo nel tuo lavoro?
Il corpo è parte integrante della lingerie, si tratta di pezzi che indossi direttamente sulla tua pelle e che sono intimamente connessi con il tuo corpo. Il nucleo del mio lavoro ruota intorno alla flessibilità, per riuscire ad adattare i pezzi a diverse taglie e generi. Sono sempre stata innamorata della moda, anche se questa mi ha costantemente respinto in quanto donna di taglia 50. Ora voglio creare dei pezzi che possano allargarsi e stringersi in modo da vestire ogni tipologia di corpo.

La lingerie può essere usata per incorniciare o distorcere quelle parti del corpo che ti hanno insegnato a odiare, permettendoti di instaurare con queste delle relazioni diverse. Incorniciando il corpo con capi estremamente sexy che accentuano quei punti a cui non prestiamo mai attenzione, spero che possiamo imparare a guardarci con uno sguardo più amorevole e, al contempo, vivere meglio. Non dimentichiamoci mai che ogni persona è sexy as f*ck— il segreto è crederci!

Puoi acquistare i vestiti di Ramp Tramp Tramp Stamp sui siti Café Forgot, Kathleen e Terminal Six. Niamh confeziona i suoi tanga anche su ordinazione via DM in cambio di una donazione di 100 sterline [circa 80 euro, NdT] a una ONG qualsiasi.

Freja Wesik seduta con indosso una sottoveste rainbow fatta di lacci
Foto courtesy of Freja Wesik

Freja Wesik

Con una laurea alla Swedish School of Textiles, Freja Wesik crea pezzi di ligerie divertenti e ironici—come il suo corsetto con gli addominali scolpiti. Il design personale di questi pezzi è una ricerca sul suo stesso corpo e un’espressione della sua identità.

Cosa ti ha avvicinato all’underwear?
Adoro i corpi, le loro forme e i vestiti che agiscono come una sorta di estensione di chi li indossa. Mi piace lavorare mantenendo un occhio sui dettagli e adoro i pezzi che sono cuciti e fatti a mano. Amo il mio corpo, ma per molto tempo è stato come se fosse disconnesso da me, perché la società aveva deciso di infilarmi in una categoria. Disegno lingerie per riuscire a esplorare il mio corpo e l’espressione di me.

Qual è la tua definizione di lingerie?
Spesso indosso un reggiseno come supporto e, sopra i vestiti, il mio pezzo di lingerie preferito. Credo che sia triste che nessuno veda mai la lingerie. Personalmente, indossare reggiseni sportivi è il modo in cui mi sento più sexy in assoluto. Per me l’intimo è funzionale, mentre con lingerie intendo accessori che vorrei mettere in mostra.

due modelle con indosso intimo di freja wesik di cui uno è un corsetto con degli addominali finti
Foto courtesy of Freja Wesik

Come riesci a mettere in discussione le convenzioni legate all’industria della lingerie?
Uso l’ironia come mezzo per guardare oltre gli stereotipi che ci sono stati tramandati e per rivendicare il nostro potere. Penso che il mio corsetto con gli addominali sia un esempio perfetto di questo: gioca tra l’essere divertente, serio, sexy e strano.

Quale idea si nasconde dietro al corsetto con gli addominali?
Il mio lavoro è sempre intimo e spesso connesso alla mia esperienza personale. E, soprattutto, mi piace divertirmici. La mia idea di corsetto punta ad accentuare il décolleté e definire la vita. Nel mio corsetto ho aggiunto volume imbottendo la pancia e, quindi, ridando forma alla silhouette del corsetto. Spostare il focus dal décolleté agli addominali cambia sia lo scopo che l’estetica del corsetto.

Per ordinare i capi di Freja, potete inviare un DM al suo profilo Instagram.

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Crediti

Testo di Zoe Kendall
Fotografie courtesy of Freja Wesik e Panna Donka

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