Sinistra: Immagine via Instagram di @magic_carpets; destra: Immagine via Instagram @mushstudiosny

Cos'è il tufting e perché è diventato il trend della pandemia

La Gen Z ha tante ossessioni e, nel caso non ve ne foste ancora accort*, tra queste c'è anche quella dei tappeti fatti a mano, che ha letteralmente invaso TikTok.

di Carolina Davalli
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26 maggio 2021, 12:07pm

Sinistra: Immagine via Instagram di @magic_carpets; destra: Immagine via Instagram @mushstudiosny

Il 2020 e il 2021 sono stati dei veri e propri turbinii di trend, correnti e meme virali, che hanno conquistato qualunque piattaforma social, in primis TikTok—l’Eden di qualsiasi prodotto culturale firmato Gen Z che ha ospitato diversi fenomeni, come l’ossessione per il tufting, di cui vi parleremo tra poco. Ovviamente, la pandemia ha influito e facilitato notevolmente l’ascesa dei trend online, dato che per oltre un anno il mondo digitale è stata l’unica dimensione accessibile per la comunicazione e la creazione di contenuti.

Abbiamo visto il proliferare di ossessioni, pratiche astrali, creative e consumo, la riproposizione di stili e la riscoperta di nuovi idoli. Insomma, questo periodo di pandemia ci ha introdotto nell’universo creativo delle nuove generazioni, che sembra essere alimentato da continui riferimenti al passato, come il periodo rave anni ‘90 e i cosiddetti Naughties.

Inaspettatamente—e anacronisticamente—si è verificata anche una riscoperta di pratiche domestiche e DIY del passato, come la maglieria, l’uncinetto e il patchwork, utilizzate dalla Gen Z non solo come forma di svago ed espressione creativa, ma anche come vera e propria fonte di guadagno. Ed ecco che arriviamo al tufting, AKA il trend più inaspettato nato su TikTok e che paradossalmente ha completamente senso che sia diventato uno dei trend più pervasivi della pandemia.

Vi spieghiamo in breve cos’è il tufting e come mai è diventato uno dei trend più virali della pandemia

Cos’è, quindi, il tufting?

Deriva dal termine inglese tuft, che significa ciuffo, con tufting (in italiano, taftatura) e indica una pratica delle arti tessili utilizzata per creare un tipo di moquette realizzata attraverso l’inserimento di filati all’interno di un supporto in tessuto. Il tufting è essenzialmente una versione meccanizzata dall’annodatura, una tecnica estremamente dispendiosa sia di tempo che di sforzo fisico. Grazie all’automatizzazione della pistola per il tufting, questo processo diventa estremamente agile e accessibile.

Nel pratico? Compra una tufiting gun, un po’ di filato e costruisci un supporto in legno dove puoi disegnare o proiettare il tuo design. Poi spari, letteralmente, il filato nel supporto in tessuto e quando hai finito tagli, rifinisci e pulisci la parte visibile, mentre spalmi un denso strato di colla sul lato che andrà per terra o sul muro.

A metà tra arazzi e tappeti, questi oggetti possono essere un mezzo per sperimentazioni e manipolazioni tessili uniche nel loro genere. Non stupisce infatti che i primi profili a entrare nel radar (e negli algoritmi) dei social media siano stati quelli di professionisti del settore come l’artista Caroline Kaufman, la quale, trasferendo le proprie opere d’arte grafica direttamente sul supporto tessile, sperimenta con volumi, accostamenti e texture.

Come ha fatto il tufting a diventare un trend così virale?

Ma cos’ha di tanto speciale il tufting da essere sbarcato sui social e aver letteralmente conquistato TikTok? Il tufting sembra infatti inglobare in sé tutte le caratteristiche che rendono un contenuto virale: un processo quasi immediato che cade nel genere satisfy, una potenzialità ASMR non trascurabili e applicazioni estetiche infinite; tutti fattori che proiettano questa pratica nel pantheon degli hobby/side-hustle perfetti per tempi di pandemia.

In un mondo in cui praticamente tutt*—Millennial e Gen Z—devono avere un secondo lavoro per potersi mantenere per davvero, l’idea di rendere i propri hobby una fonte di guadagno ha spopolato globalmente, e proprio a questo si deve la proliferazione di piccoli business creativi. Il tufting non solo rappresenta una delle tante applicazioni di questa idea, ma è anche fisicamente impegnativo, un aspetto importante nei periodi di quarantena, dove modalità di sfogo fisico erano più difficile da raggiungere.

Ma il tufting non solo è bello da fare, ma anche da guardare, e risponde perfettamente al canone di quel genere di video “making of” che tanto soddisfano l’occhio—e l’eventuale OCD—del pubblico. E se quello che stiamo guardando è una pistola spara-filati che dà vita a forme dai colori brillanti, grafiche bold prendo, personaggi kawaii e statement iconici come il tappeto FUCK 2020, allora abbiamo davvero fatto centro. Ah, ed è tutto estremamente soffice, morbido e ovattato.

Le pratiche DIY come il tufting non hanno barriere di genere

Come ogni contenuto firmato Gen Z, non poteva che esserci un risvolto sociale dietro l’angolo, una qualche sovversione dei canoni tradizionali o dello status quo. Come abbiamo visto più e più volte, l’industria creativa è molto divisiva a livello di rappresentazione, e spesso cade ancora in differenziazioni professionali in base al genere di appartenenza. E se parliamo delle discipline cosiddette casalinghe, inutile dire che sono storicamente associate all’universo femminile, alla cura della casa, alla decorazione della dimensione domestica.

Il tufting casalingo del 2020 non poteva essere nulla di più diverso, e in poco tempo questa pratica è stata adottata da creator di ogni genere come mezzo espressivo sia della propria sfera creativa, sia della propria identità. Da semplice passatempo, anche il tufting si è inserito in quel panorama di hobby creativi DIY che agiscono come veicolo per la normalizzazione dell’arte come pratica inclusiva, slegata da alcun tipo di associazioni di genere (e, sì, a quanto pare ci voleva una pandemia per capirlo).

Così, osservare creator, artisti e semplici curiosi appartenenti ai generi più diversi non solo riportare in auge tecniche artistiche tradizionali e di nicchia, ma anche sperimentare con pratiche domestiche associate prettamente all’universo femminile è liberatorio. Quel tipo di boccata d’aria fresca che solo la Gen Z ci sa regalare.

Il tufting potrebbe essere anche la nuova frontiera della fast-fashion

Ogni trend ha però i suoi lati oscuri, essendo talvolta un prodotto costruito a tavolino dai cattivi (o dai geni?) del marketing. E uno dei risvolti che questo tipo di pratiche creative nate in pandemia potrebbero avere è quella di dare inizio a un nuovo tipo di fast-fashion.

Non stiamo parlando del problema delle produzioni di massa, chiaramente, e questo va a favore di pratiche simili al tufting. La produzione di tappeti di questo tipo è infatti sicuramente più green di quelle delle grandi catene—essendo la manifattura spesso lenta e più trasparente—e creator, professionisti e artisti indipendenti del settore sono sempre da supportare e finanziare, essendo i fautori di oggetti che rispecchiano un’alternativa migliore e più sostenibile delle produzioni in massa.

Quello che però dovremmo chiederci è: “di quanti tappeti potremmo aver effettivamente bisogno?” Così come si sta registrando per altre tipologie di arredamento hand-made, come gli specchi in spuma, le candele, gli oggetti in ceramica o creta. Se non si presta una vera attenzione ai materiali, alla distribuzione e alla lunghezza di vita di questi oggetti, c’è il rischio che possibilmente vadano al macero nel giro di pochi anni. Esprimere la propria creatività è sempre giusto, ma è essenziale tenere sempre a mente che anche i nostri hobby più innocenti possono avere un’impronta effettiva sull’ambiente.

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Crediti

Testo di Carolina Davalli

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