“Who the Bær”: la mostra in Fondazione Prada è una favola intima che racconta la crisi dell’identità contemporanea

Presentato in diretta IG, il progetto site-specific dell'artista inglese Simon Fujiwara è una parabola che ci trasporta negli anfratti della nostra identità.

di Carolina Davalli
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29 aprile 2021, 4:00am

Simon Fujiwara Drawing image for “Who the Bær”, 2020 Artwork: Simon Fujiwara / Photo: Bas Princen Courtesy the artist

L’artista inglese di origini giapponesi Simon Fujiwara è una delle stelle nascenti dell’arte contemporanea. Figura eclettica dallo sguardo capiente e autentico, l’artista ha sperimentato con diversi media—dall’audiovisivo alla scultura, dall’installazione al disegno—, trasponendo in immagini, suoni e ambientazioni il suo universo personale, dominato da una visione aerea e a tratti disillusa del mondo che ci circonda.

A confermare la sua rilevanza all’interno del panorama artistico contemporaneo è la mostra site-specific allestita presso Fondazione Prada di Milano, un percorso multidimensionale che avrebbe dovuto occupare il Podium della Fondazione da oggi fino al 27 settembre, ma la cui apertura è stata posticipata a causa delle recenti disposizioni governative.

Il protagonista della labirintica planimetria a forma di orso è proprio un esemplare di questa specie animale: Who the Bær, o semplicemente Who. Who—il cui nome potrebbe favorire un rimando implicito al rinomato Winnie Pooh dell’universo Disney—è un* ors* senza connotazioni di genere o impulsi sessuali, privo di una biografia o genealogia, cosciente solo di essere un’immagine. Il personaggio non è altro che un essere tra le moltitudini di prodotti visuali esistenti, una pedina in quegli ambienti saturi di riferimenti visivi che sono il 2D, il digitale, l’arte figurativa e la scultura; immagini e immaginari attraverso cui tenta incessantemente di autodeterminarsi.

Simon Fujiwara Drawing images for “Who the Bær”, 2020 Courtesy the artist; Dvir Gallery, Tel Aviv/ Brussels; GioMARCONI, Milan; Taro Nasu, Tokyo; Esther Schipper, Berlin Image attribution: 9 'I' For Identity: Reflections on Ageing with a Disability - Scientific Figure on ResearchGate / Diane Roberts, The University of Manchester Photos © André Carvalho and Tugba Carvalho – CHROMA

Così le avventure di Who si dispiegano nel tentativo costante di provare a dare un significato, una personalità, un’identità alla propria figura, ibridandosi con altre immagini e assumendo nuove connotazioni, caratteristiche distintive e simbologie per dare luogo a cortocircuiti che trascendono le associazioni implicite a cui qualsiasi prodotto visuale è soggetto. Attraverso l’escamotage di questa favola postmoderna, Fujiwara ci guida all’interno di un romanzo di formazione in forma di disegni, collage, sculture e animazioni che indagano gli anfratti della nostra identità, gli angoli più oscuri, incerti e inquietanti della nostra esperienza del mondo e della realtà che ci circonda.

Who vive infatti in un mondo elastico, esattamente come il nostro, a cui partecipa estendendone i confini, trascendendone le norme, le convenzioni e le prassi per estrapolarle dal contesto e immergerle nella propria esperienza neutra e distaccata del reale. Così, come in qualsiasi favola che si rispetti, Who si imbatte in amici e nemici, in selve e ambienti ostili, in luoghi utopici e incantati. Dall’esperienza del genere e degli stereotipi alle fantasie sessuali, dalla chirurgia plastica al mondo globalizzato, Who trascende lo spazio e il tempo nel continuo tentativo di restituire di un sé che non sia una semplice immagine, un sogno che l’artista ci spinge cinicamente a credere irrealizzabile.

Simon Fujiwara Sculptures for “Who the Bær”, 2020 Courtesy the artist; Dvir Gallery, Tel Aviv/ Brussels; GioMARCONI, Milan; Taro Nasu, Tokyo; Esther Schipper, Berlin Photos © Jörg von Bruchhausen

Who diventa così l’unico vero eroe della nostra contemporaneità, testimone di un universo ormai frammentato, corrotto e illusorio, che però si rivela il terreno fertile per un continuo mutamento e una costante evoluzione. Who the Bær di Simon Fujiwara è la parabola che da tempo avevamo bisogno di ascoltare, un racconto solo apparentemente elementare capace di riassumere la profonda crisi dell’identità contemporanea, in balia tra l’accesso ad infinite possibilità di autodeterminazione e la sconvolgente presa di coscienza della perdita di tutto ciò che si definisce autentico.

La mostra “Who the Bær” è aperta da oggi 29 aprile 2021 fino al 27 settembre 2021. Per vedere la diretta Instagram dove la mostra è stata presentata in anteprima da Simon Fujiwara in conversazione con l’autrice e curatrice Barbara Casavecchia, potete andare al seguente link.

Simon Fujiwara Drawing image for “Who the Bær”, 2020 Courtesy the artist
Simon Fujiwara Drawing image for “Who the Bær”, 2020 Courtesy the artist; Dvir Gallery, Tel Aviv/ Brussels; GioMARCONI, Milan; Taro Nasu, Tokyo; Esther Schipper, Berlin Photos © André Carvalho and Tugba Carvalho – CHROMA
Simon Fujiwara Drawing image for “Who the Bær”, 2020 Courtesy the artist; Dvir Gallery, Tel Aviv/ Brussels; GioMARCONI, Milan; Taro Nasu, Tokyo; Esther Schipper, Berlin Image attribution: Breast Self-Exam Illustration, 1984, U.S. National Cancer Institute/ National Institutes of Health, ID 2149 Photos © André Carvalho and Tugba Carvalho – CHROMA
Simon Fujiwara Drawing image for “Who the Bær”, 2020 Artwork: Simon Fujiwara / Photo: Bas Princen Courtesy the artist
Simon Fujiwara Drawing images for “Who the Bær”, 2020 Courtesy the artist; Dvir Gallery, Tel Aviv/ Brussels; GioMARCONI, Milan; Taro Nasu, Tokyo; Esther Schipper, Berlin Image attribution: Albrecht Dürer, Adam and Eve, 1507, online gallery Museo del Prado, Madrid Photos © André Carvalho and Tugba Carvalho – CHROMA
Simon Fujiwara Drawing images for “Who the Bær”, 2020 Courtesy the artist; Dvir Gallery, Tel Aviv/ Brussels; GioMARCONI, Milan; Taro Nasu, Tokyo; Esther Schipper, Berlin Image attribution: Albrecht Dürer, Adam and Eve, 1507, online gallery Museo del Prado, Madrid Photos © André Carvalho and Tugba Carvalho – CHROMA
Simon Fujiwara Sculptures for “Who the Bær”, 2020 Courtesy the artist; Dvir Gallery, Tel Aviv/ Brussels; GioMARCONI, Milan; Taro Nasu, Tokyo; Esther Schipper, Berlin Photos © Jörg von Bruchhausen
Simon Fujiwara, Fotografia di Miro Kuzmanovic, Kunsthaus Bregenz

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Crediti

Testo di Carolina Davalli
Immagini su gentile concessione di Fondazione Prada

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