Screenshot via Youtube

questa vecchia intervista a naomi campbell è la cosa migliore che vedrete oggi

"Se devo essere ricordata per qualcosa, voglio essere ricordata perché sono una gran stronza."

di Georgie Wright
|
23 aprile 2018, 10:47am

Screenshot via Youtube

Ultimamente l'aggettivo "iconico" viene usato con leggerezza per descrivere qualunque cosa appartenente al passato (o dall'aria vintage) che abbia una rilevanza anche minima. Le tue nuove scarpe? Iconiche! Quel meme che girava la scorsa settimana? Iconico! Il video di un panda che starnutisce? Iconico! L'onnipresenza di questa parola è un po' frustrante, perché ne assottiglia l'impatto quando associata a cose e persone che iconiche lo sono state per davvero. E Naomi Campbell è una di quelle persone. Non ci credete? Questa intervista, risalente al 2000, vi convincerà.

Per 12 gloriosi minuti Naomi chiacchiera amabilmente con la giornalista Barbara Walters. Neanche una settimana prima, la sua assistente personale aveva però dichiarato alla stampa di essere stata aggredita fisicamente dalla modella. Ma mettiamo le cose nella giusta prospettiva: solitamente, un'intervista che va in onda su una delle principali emittenti televisiva statunitensi a così pochi giorni da uno scandalo è un modo come un altro per redimersi agli occhi del pubblico. Eppure qui non vediamo Naomi fare un finto sorrisino mentre si scusa per l'accaduto tra un composto sorso d'acqua e l'altro. Non sta cercando di sistemare le cose; sta dicendo che quel vecchio cliché che la vuole far passare per una donna di colore incazzata con il mondo è una cazzata fatta e finita. Del resto, l'intervistatrice apre l'incontro parlando proprio del modo in cui Naomi viene percepita dal pubblico:

Naomi, non ho mai iniziato un'intervista in questo modo [che è praticamente la versione televisiva della frase "senza offesa, ma...", NdA] ma sai, la gente in giro dice che tu sia una stronza. E a te non interessa!

Sbagliato. A Naomi interessa, e risponde infatti: "Invece mi interessa eccome. Quando una donna ha il controllo di ciò che fa, prende da sola le sue decisioni e ha delle opinioni forti, si dice che è una stronza. Invece, quando si tratta di un uomo, è perfettamente normale."

Il modo in cui Walters apre l'intervista è solo il primo di una lunga serie di tentativi volti a rinforzare l'idea che Naomi respinge con forza, come dimostrano il titolo dell'intervista stessa, Naomi's Rage, ovvero la furia di Naomi, e tutta la serie di aggettivi che la giornalista cerca di appiopparle. Tra questi, spicca il "selvaggia" con cui Walters vorrebbe riassumere l'atteggiamento di Naomi, che la modella aveva invece definito come "essere indipendente, fare ciò che ho voglia di fare e nel modo in cui mi va di farlo."

Prima delle accuse mosse dalla sua assistente, c'erano comunque già stati altri scandali legati agli eccessi d'ira della modella. Tipo aver lanciato un cellulare addosso a una sua collaboratrice. E nessuna collaboratrice merita un trattamento simile. Ma Naomi non nega, né cerca scuse, preferendo invece riflettere sul significato del suo gesto. "È stata l'espressione di qualcosa di più profondo, credo di una rabbia latente. Nel mio caso, quella rabbia nasce da insicurezze, bassa autostima e solitudine." La dimostrazione che non basta essere una dea delle passerelle per avere una relazione decente con il proprio corpo.

L'intervista prosegue poi con una Naomi che, se proprio deve farsi dare aggettivi a caso, vuole quantomeno avere l'ultima parola. E lo fa riappropriandosi di quella parolina con cui gli altri cercano di insultarla, trasformandola in qualcosa di cui andare orgogliosa: "Se devo essere ricordata per qualcosa, voglio essere ricordata perché sono una gran stronza," dice. "Ma una stronza che lavora sodo. E una stronza leale." Insomma, questa intervista è così assurda e incredibile che abbiamo voluto riassumere tutti gli spezzoni migliori. E abbiamo finito per trascriverla quasi tutta. Ma che ci volete fare, quando si tratta di Naomi Campbell, tutto quello che fa o dice è iconico.

Essere una stronza l'ha aiutata
"Essere una stronza—perché è questo che le persone pensano di me—mi ha protetto in mille modi diversi... Non mi è mai successo che qualche tipo venisse da me e mi offrisse della droga. Sai, non ho mai vissuto tutte quelle cose poco piacevoli che spesso vengono associate al mondo della moda. E questo perché ho l'etichetta di una a cui è meglio non avvicinarsi."

Non essere una alla mano forse non è cosi male
"Non voglio che la gente mi ricordi perché sono una ragazza dolce e gentile. Credo che essere dolce e gentile sia noioso."

La sua infanzia non è stata delle migliori
"Ci sono un sacco di problemi legati alla mia infanzia... Non aver mai conosciuto mio padre, aver visto di rado mia madre—queste cose hanno avuto un forte impatto su di me." Walters suggerisce qui: "L'hai trasformata in rabbia?" E Naomi: "Certo, rabbia, ma credo sia davvero normale, e mi rendo conto di non aver sempre espresso la mia rabbia nel modo giusto... Ma era la manifestazione di qualcosa di più profondo, credo di una rabbia latente. Nel mio caso, quella rabbia nasce da insicurezze, bassa autostima e solitudine." I suggerimenti di Walters continuano con: "Dall'essere stata abbandonata?" Così Naomi continua: "Sì, dall'abbandono. Questo credo sia il mio problema più grande, l'abbandono e il rifiuto. E questo mi rende davvero vulnerabile. Tutti credono che io sia forte e decisa. Ma è solo quello che io voglio gli altri pensino di me. Altrimenti, se davvero mi conoscessero, inizierebbero a calpestarmi e a prendersi gioco di me."

Anche Naomi è stata vittima di bullismo
"Mi sono presa un bel po' di botte, perché ero magrissima... Mi ricordo ad esempio questo ragazzino che mi prendeva a pugni nello stomaco, mi tirava piccole pietre. Ma io mi difendevo. Non volevo tornare a casa con la consapevolezza di non essermi ribellata alle sue violenze. Così rispondevo e mi ribellavo. Era una risposta istintiva."

Posare senza veli non è facile neanche per lei
"Ho qualche remora nel farlo, anche se nessuno ci crederebbe perché poco tempo fa ho posato per Playboy. Ma è così. Sono inibita quando poso senza veli. Ci ho messo otto anni ad accettare la proposta di Playboy. Non credo ci sia nulla di volgare nell'essere nudi, basta che sia fatto nel modo giusto."

È sempre in ritardo, ma vuole cambiare
"È un mio difetto. Non saprei come altro dirlo. Sto provando a migliorare però. Capisco sia molto fastidioso, maleducato e di certo non ne vado fiera. Ma come ti dicevo, sto facendo qualche passo in avanti per cambiare le cose."

Sul suo periodo in rehab
"Per un po' di tempo sono stata in questo posto in cui potevo prendermi cura di me stessa. Il focus non era sulla rabbia. In quel periodo la mia vita pubblica era perfetta... Ho tutto quello che una ragazza può desiderare, viaggio in tutto il mondo, sono davvero fortunata... Ma la cosa peggiore è che non bastano tutte queste cose a renderti felice, e io ero davvero infelice prima. Avevo bisogno di allontanarmi dalle luci della ribalta. Avevo paura che prendermi una pausa dal lavoro avrebbe potuto influire negativamente sulla mia carriera, ma l'ho fatto comunque perché mi ero resa conto che le persone che davvero amavo si stavano allontanando da me. Dovevo capire il perché dei miei comportamenti negativi."

Segui i-D su Instagram e Facebook.

Moda ed eccentricità vanno spesso di pari passo, come dimostra questa assurda intervista rilasciata da Karl Lagerfeld pochi giorni fa:

Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK.