Fotografia di Kamisalak

tre giorni al sónar, il festival che ogni anno invade barcellona

72 ore in cui tutti sono sempre e costantemente presi benissimo.

di i-D Staff; foto di Kamisalak
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23 luglio 2019, 3:50pm

Fotografia di Kamisalak

I festival musicali si dividono in due grandi macro categorie: quelli in cui la musica va contemplata in religioso silenzio, senza muovere un solo muscolo, e quelli in cui la musica va ballata e cantata a squarciagola. Ecco, il Sónar rientra a pieno titolo nel secondo gruppo, anzi, ne è proprio il re: Sónar è un party di 72 due ore in cui tutti sono sempre e costantemente presi benissimo. Merito anche della stessa Barcellona, protagonista insieme alla musica di questi giorni: diviso tra due venue, Sónar By Day e Sónar By Night, il festival abbraccia così l'intera città, assorbendone le good vibes per restituirtele tutte, travolgendoti come un'esplosione di energia.

Sónar 2019 © Kamisalak
Sónar 2019 © Kamisalak

Noi ci siamo stati insieme a Desigual, partner del Sónar che per tre giorni ci ha accompagnato alla scoperta di questo festival. Che tutti fossero presi bene, benissimo, ci è stato chiaro fin da quando abbiamo messo piede fuori dall'aereo lo scorso giovedì mattina. Approfittando della giornata libera per ambientarci in città, aspettando che si facesse sera per entrare nel pieno del festival e viverlo in prima persona. E poi, che dire, è stato amore a prima vista: un party sul rooftop dell'headquarter spagnolo di Desigual, a due passi dal mare, nel magico momento della golden hour.

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Il giorno successivo abbiamo girovagato tra i vari palchi del Sónar By Day senza un programma predefinito, lasciandoci guidare dalle sensazioni del momento e abbandonandoci ai suoni che di volta in volta catturavano la nostra attenzione, come l'irresistibile electronic cumbia del duo peruviano Dengue Dengue Dengue. Ed è proprio questo il bello del Sónar: una costante dimensione festosa, animata da una grande folla che vive i concertI ballando tantissimo, in sintonia con gli artisti sul palco e con tutti gli altri lì sotto, schiacciandosi gli uni contro gli altri per sentire questo senso di comunità. Eppure, rimane fortissima la dimensione di libertà: gli ampi spazi permettono di prendere una bella boccata d'aria tra un live e l'altro, e se proprio volete fare una pausa dalla musica e chillare, state tranquilli che le zone son ben separate e potete davvero staccare un attimo da tutto.

Sónar 2019 © Kamisalak
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Questa la magia del Sónar: ti offre un'infinita varietà di scelte. Festa, libertà e spettacolarizzazione: sì, perché i palchi sono delle esplosioni di colori, luci e suoni potentissimi. E poi multiculturalismo: al Sónar troverete tanti spagnoli, ma anche gente proveniente davvero da tutto il mondo, dall'Australia al Canada.

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Ma l'esperienza che vogliamo raccontarvi di questi tre giorni è un'altra: il Desigual InBeta, lo spazio del brand spagnolo all'interno del Sónar By Day dedicato alla creatività intesa come espressione personale attraverso l'arte visiva e digitale - quindi dimenticatevi completamente il classico stand brandizzato, perché è stato qualcosa di davvero incredibile. Provo a spiegarmi meglio: si trattava di una performance che coinvolgeva lo spettatore in prima persona, rendendolo parte di una sorta di tela collettiva di suoni e immagini.

Sónar 2019 © Kamisalak
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Di fatto, i corpi dei partecipanti venivano colorati da un gruppo di bodypainter con tinte al neon che reagiscono ai raggi UV, dopodiché si passava in un'altra stanza con specchi, luci laser, proiezioni, telecamere, rilevamento del movimento, grafica in tempo reale, sensori biometrici, effetti visivi immersivi e LED ed effetti ottici particolarissimi, come fossero dei fasci di luce provenienti da un'astronave aliena, che trasformavano i corpi pitturati in pezzi d'arte in movimento (a cura di Studio Onionlab Barcellona).

Sónar 2019 © Kamisalak
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Per rendere l'intera esperienza sensoriale a 360°, a ogni utente sono state fornite delle cuffie all'ingresso per farli immergere nell'ambiente sonoro della performance, creato dall'artista portoghese Branko, che poteva essere modificato attraverso i propri movimenti seguendo le indicazioni trasmesse da una voce. Il confine tra artista e fruitore veniva così ad annullarsi, creando un corto circuito che rende unica ogni singola esperienza. L’artista si chiama Branko, la sua performance andava in scena tre volte al giorno e ognuna era irripetibile. Le forme e la gamma cromatica (fucsia, blu, giallo e verde acido) del bodypainting seguiva uno schema ben preciso, che ricalcava quello dei marsupi ufficiali del festival ideati da Desigual, creando così un legame inscindibile tra la visual identity del brand e del festival, che rispecchia anche la comunione di intenti tra le due realtà: valorizzare la creatività giovane, fresca e anticonvenzionale.

Sónar 2019 © Kamisalak
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Una missione che Desigual ha concretizzato anche all'interno della line-up stessa del festival, portando sul palco SónarXS un'artista che sta molto a cuore al brand: Aleesha. Viso giovanissimo ma già con uno stile da vendere, è cresciuta a Ibiza e il lavoro l'ha portata a Barcellona, dove ha iniziato a lavorare come commessa da Desigual mentre portava avanti la sua passione per la musica, producendo le sue prime canzoni in casa in modo letteralmente fai-da-te insieme alla sorella. Finché Desigual non l'ha notata e, cogliendo il suo talento, ha deciso di sostenere il suo percorso, eleggendola regina dell'R&B spagnolo - con derivazioni trap - nonché portavoce estivo del brand. Il suo live è durato circa 45 minuti di energia allo stato puro.

Sónar 2019 © Kamisalak
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Mancano 360 giorni circa all'edizione 2020 del Sónar, ma noi stiamo già controllando i biglietti per Barcellona. Ci vediamo lì?

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