Immagini su gentile concessione di 0938

vi presentiamo i tatuaggi squisitamente imperfetti di @0938

Macabri ma anche bambineschi, i tatuaggi handpoked di 0938 sono una ventata d'aria fresca in un panorama sempre più uniforme.

di Giorgia Imbrenda
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12 aprile 2019, 10:52am

Immagini su gentile concessione di 0938

Tatuaggini è la rubrica di i-D che vi fa conoscere i nuovi tattoo artist italiani di cui non avete mai sentito parlare. Sono giovani, hanno uno stile unico e stanno riscrivendo le regole della loro industria. Li scegliamo perché rispettano i valori in cui i-D crede e per cui lotta da sempre, che sono tolleranza, diversity e inclusività. Oggi vi presentiamo 0938, basata a Bologna ma spesso in visita a Milano. Se volete farvi tatuare da lei, questo è il suo account Instagram. Siamo sicuri risponderà ai vostri DM in tempo zero.

Ci racconti il primo tatuaggio che hai fatto? Quanto eri terrorizzata da 1 a 10?
Il primo tatuaggio l’ho fatto su di me. È un piccolissimo cerchio sul mio dito, ma in realtà l’ho fatto solo perché volevo provare il dolore del tatuaggio. Prima di iniziare a tatuare gli altri, avevo bisogno di capire precisamente qual è la sensazione che si prova quando un ago ti buca la pelle. Non ero terrorizzata però; era il mio primo tatuaggio, era il mio corpo ed era il mio primo tentativo, quindi ero più che altro curiosa ed emozionata ʅ(̅◡◝)ʃ

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Come descriveresti il tuo stile? E come lo hai sviluppato?
Non so descriverlo, è esattamente come lo vedete. Cambia spesso, si evolve a seconda dei periodi. Io ho sempre disegnato, anche quando non tatuavo. Per me disegnare era come tenere un diario, mi aiutava a ricordare le emozioni che aveva suscitato in me un certo libro o film, ma anche un paesaggio.

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Il tatuaggio in assoluto più assurdo che hai fatto?
Mi sono tatuata da sola la mano destra, ma io sono destrorsa! Il che significa che mi sono tatuata con la mano sinistra, nonostante io non sia mancina.

Hai mai detto di no alle richieste dei tuoi clienti?
Certo! Se qualcuno mi chiede qualcosa che non mi interessa, dico sempre di no.

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Quale consiglio daresti a chi vorrebbe iniziare a tatuare?
Compra ago e inchiostro, ma sceglili con cura. Devi sentirti a tuo agio usandoli, non deve essere complicato.

E invece per chi si vuole fare il primo tatuaggio che consigli hai?
KEEP YOUR IDEA AND FIND YOUR TATTOO (and tattoo artist).

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Quanto conta la bravura tecnica nel tuo lavoro?
Sicuramente è importante, perché ti permette di trasferire un disegno dal foglio di carta alla pelle di un altro essere umano. Diciamo che mi aiuta a realizzare l’idea che ho in testa. Ma anche concept, colore, linea e posizione giocano un ruolo fondamentale.

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Tre tatuatori a cui ti ispiri?
367, Ritasalt e Gentle Pokes

Il miglior studio di tatuaggi in Italia?
La mia stanza? Scherzo ovviamente, i miei preferiti in assoluto sono gli INKSIST, un collettivo di Milano con base a Macao.

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Perché hai scelto di tatuare con la tecnica stick and poke ? E dove hai imparato?
L’effetto dell’ hand poke mi piace di più, perché assomiglia a una vera linea che potresti fare su uno sketch book, e poi funziona bene con il mio stile. Comunque, ho imparato da sola. Per tre anni ho fatti incisioni, quindi in un certo senso ero già abituata a lavorare con gli aghi.

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Oltre che tatuatrice, sei anche pittrice. Hai iniziato prima con il disegno o con i tatuaggi?
Disegno da quando sono bambina. Mio nonno mi parlava spesso dei disegni tradizionali cinesi e dell’arte della calligrafia. Poi durante le scuole medie ho iniziato a fissarmi con gli anime, e passavo i pomeriggi disegnando i miei personaggi preferiti.

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I tuoi dipinti sembrano a tratti infantili, dal tratto incerto. È qualcosa di voluto?
Forse nel profondo voglio ancora essere una bambina, non voglio affrontare il mondo reale, anche se a volte tocca farlo e questa sensazione mi fa venire voglia di scappare. I bambini sono innocenti, non fanno mai del male volontariamente. Amo questo aspetto dell’infanzia e spero di non staccarmene mai del tutto.

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Il mondo del tatuaggio è per certi versi piuttosto maschile, e spesso le donne che ci lavorano scelgono di differenziarsi dai colleghi uomini scegliendo stili estremamente femminili, colorati e cartoon. Tu invece hai creato uno stile tutto tuo che si allontana dalle dinamiche di genere. È stata una scelta voluta?
I miei disegni riflettono chi sono nel momento in cui li faccio, quindi no, non è stata una scelta voluta. È un modo per ricordare le cose, e potrei essere tanto uomo quanto donna nel momento in cui le butto giù sul foglio.

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Oltre a tatuaggi “standard” hai iniziato anche a fare dei piccoli tatuaggi temporanei e t-shirt, cosa prevedi per il futuro?
Il mio sogno sarebbe aprire uno studio tutto mio. Un posto in cui la gente entri non solo per farsi tatuare, ma anche perché sa di trovarci fanzine, fotografie e progetti artistici. Mi piacerebbe creare un collettivo di persone interessanti che fanno cose diverse a livello creativo. Sono dell’idea che noi giovani abbiamo bisogno di scambiare le nostre idee, ispirarci a vicenda. Possiamo creare di più. L’idea che ho per il futuro è quella di viaggiare, di conoscere più persone

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Crediti


Intervista di Giorgia Imbrenda
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