fatima al qadiri ci spiega perché dovremmo abolire la polizia e le prigioni

L'ultimo album di Fatima Al Qadiri, Brute, è una cupa testimonianza della criminalizzazione delle proteste nelle democrazie occidentali.

di Charlotte Gush
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20 gennaio 2017, 2:55pm

"L'occidente mi ha inculcato un sacco di idee..." dice ridendo Fatima Al Qadiri in un disturbato collegamento via Skype dal suo studio a Berlino. "La libertà d'espressione è il fondamento della democrazia, no? Questo è ciò che distingue le democrazie dalle dittature: la possibilità di protestare," continua, spiegando il concetto alla base del suo album Brute, pubblicato nel 2016. "Questa distinzione mi è stata resa chiara dai film americani durante la mia infanzia in Kuwait." Fatima aveva nove anni quando il suo Paese è stato invaso da Saddam Hussein nel 1990 e la sua famiglia è sopravvissuta alla Guerra del Golfo. Quando la sua famiglia si è trasferita negli Stati Uniti nel 1999, Fatima ha scoperto che l'idea che si era fatta di democrazia occidentale non rispecchiava la realtà. "Era il 2000 e stavo frequentando il primo anno di università quando ho partecipato alla mia prima protesta -- quella di Washington contro la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale." ricorda. "era la prima volta che assistevo a una scena simile: i protestanti venivano attaccati con i cannoni ad acqua e con i gas lacrimogeni per poi venir arrestati. Non avevo mai visto tanti poliziotti in vita mia."

L'esperienza di Fatima di ciò che lei stessa ha definito una "criminalizzazione della protesta" e la militarizzazione delle forze di polizia sono alla base dell'album Brute. Si tratta di una testimonianza cupa e senza filtri di ciò che ha vissuto in prima persona. "Quando ho assistito alle proteste del movimento Black Lives Matter in tutti gli Stati Uniti ho realizzato di essere abbastanza matura per poterne parlare. Ho assistito a questa farsa per anni -- ti vogliono far chiedere che le proteste e la libertà d'espressione siano autorizzate e addirittura protette, quando evidentemente non lo sono." Nell'album ha inserito delle registrazioni in cui si sente la polizia americana che minaccia i protestanti e li attacca con il LRAD, il cannone sonoro che emette suoni acutissimi e praticamente insopportabili per l'orecchio umano. I synth che hanno reso celebre Fatima Al Qadiri si mischiano con bassi cupi e sirene in Battery, mentre in Power si possono udire distintamente i rumori di vetri spezzati. "Quando ho realizzato l'album ero piena di oscurità. Si tratta di un lavoro senza speranze, nato dalla disperazione," spiega.

Da quando è uscito l'album, però, Fatima sembra aver ritrovato la speranza. Dopo aver letto Policing the Planet, una serie di saggi di carattere politico, è convinta ce ci sia una soluzione a tutti questi problemi: l'abolizione della polizia e delle prigioni. "Non è un sogno. Si tratta solamente di reindirizzarei i fondi pubblici." spiega. "I fondi ci sono, è che sono utilizzati per la guerra. Un bilione di dollari sono stati 'persi' per l'invasione dell'Iraq. Immaginate cosa avremmo potuto ottenere investendo questi soldi nell'educazione o nella sanità."

Fatima ha già in mente il suo prossimo obiettivo: vuole realizzare la colonna sonora di un film -- di fantascienza, ovviamente -- ma spiega, "sfortunatamente si tratta di un settore dominato dagli uomini. Ci sono solo una o due donne che hanno scritto la colonna sonora per grandi produzioni". Per scaramanzia non vuole svelarci nulla sul progetto al quale sta lavorando, però del futuro ci dice: "non smetterò di fare ciò che mi va di fare, perché ho dovuto superare molti ostacoli per poter essere una donna mediorientale che produce musica in occidente." 

Crediti


Testo Charlotte Gush
Foto Lotte van Raalte

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