perché gli stilisti sono ossessionati dalle scarpe sporche (e brutte)?

Un'analisi del nuovo, strano fenomeno visto sulle passerelle più note, da Vetements a Gucci, passando per Balenciaga.

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lug 26 2017, 12:25pm

Rapper e atleti sono famosi per l'attenzione maniacale con cui tengono pulite le loro scarpe da ginnastica. La leggenda narra che Fetty Wap compri un paio di Air Jordan nuove ogni giorno, e che il giocatore di basket Joe Johnson custodisca più di 1000 paia di sneakers in un apposito armadio a cui si accede tramite l'impronta digitale. Certo, appassionati e collezionisti medi non raggiungono simili livelli di stramberie, ma l'impegno nella cura e nel mantenimento delle perfette condizioni è lo stesso.

Le scarpe sporche sono state bannate dalla cultura hypebeast: entrare in possesso di un paio di sneakers davvero iconiche richiede una dedizione costante, oltre che la pazienza di fare code infinite e la voglia di controllare continuamente Twitter e le app dedicate alla compravendita di questi articoli. Comprensibilmente, la prospettiva che il tanto agognato paio di sneakers possa perdere anche solo un briciolo della sua magia perché non più immacolate può generare ansia e panico nel proprietario. Gli articoli che dispensano consigli su come tenerle pulite, infatti, sono migliaia e generalmente raccomandano il burro d'arachidi per un finish lucido delle scarpe in materiale sintetico e dentifricio per le macchie più ostinate.

Oggi sta nascendo però un nuovo trend per scarpe sporcate ad arte che vuole dare l'addio a questa ossessione per le sneakers immacolate.

Siamo già stati testimoni dell'amore incondizionato che l'industria della moda prova nei confronti di tutto ciò che è invecchiato ad arte. Dall'iconica felpa CDG disegnata da Rei Kawakubo nel 1982, al denim frangiato di Marques Almeida, la moda adora esplorare la bellezza nascosta in capi imperfetti. Come ha detto lo stilista giapponese Yohji Yamamoto, "essere moderni significa strappar via l'anima da ogni cosa."

Recentemente, diversi stilisti hanno presentato in passerella scarpe appositamente sporcate. La partnership di Raf Simons con Adidas per la collezione autunno/inverno 15 prevedeva Stan Smith rielaborate e scarabocchiate. Per la primavera/estate 16, Hedi Slimane ha pensato per Saint Laurent sneakers bianche usate come parte dello scossone dato alla maison francese. E in una delle sue molte collaborazioni, Vetements ha lavorato con Reebok per creare le InstaPump Fury senza lacci presentate nella collezione primavera/estate 17: una scarpa in pelle bianca coperta di scritte e disegnini che ricordano le pareti del bagno di un qualche pub malfamato.

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Ciascuno di questi brand si ispira alla cultura giovanile (Raf Simons alle tribù di adolescenti, Hedi Slimane ai rocker di LA in ascesa e Vetements alla scena underground europea). E le scarpe sporche sono un simbolo perfetto di quest'iconoclastia e ribellione giovanile. Durante gli anni '70, le Converse venivano scelte dai pionieri del punk come The Sex Pistols e The Ramones. Un decennio dopo, Kurt Cobain ha eletto le sue stra-consumate scarpe da ginnastica a simbolo per i devoti del grunge e ritorsione contro l'estetica ultra-glam degli anni '80 e inizio '90. Questi smottamenti in ambito musicale hanno smosso anche le acque della moda e di ciò che significa essere giovane, indipendenti e originali.

Ma l'ironia del provare a incanalare queste emozioni in capi da 1.000 e più dollari è palese.

Più recentemente, alcune scarpe sporche si sono viste nella collezione Cruise 18 di Gucci. Nessuno ha reso giustizia a questo trend tanto quanto Alessandro Michele. Le sue sneakers usate ricordano quelle che il papà di ognuno di noi tiene in garage per fare i lavoretti di manutenzione della domenica. Aggiungete lacci lasciati volutamente larghi ed ecco che la calzatura è immediatamente diventata un cult per i media, allontanando per qualche secondo l'attenzione da tessuti ben più pregiati come satin, seta e velluto.

E se gli stilisti e i loro fan sembrano aver ormai accolto a braccia aperte la moda delle scarpe sporche, non tutti sembrano essere d'accordo con loro. "Senza offesa per nessuno, ma non capisco davvero questo amore per le scarpe bianche zozze," ha scritto di recente un utente Reddit in un thread chiamato "scarpe bianche zozze." "Amo il vintage, i capi usati come gli stivali in pelle o i jeans consumati, ma la maggior parte di queste sneakers mi sembrano sporche e basta."

Le calzature pre-distrutte sembrano la conclusione definitiva di un trend più ampio, che consiste nell'adottare e rielaborare simboli della classe operaia: le felpe Champion x Vetements, la borsa IKEA di Balenciaga e i cappelli da Chinatown di Raf Simons.

La domanda da porsi è: questo rebranding è una celebrazione o uno schiaffo ai danni dei consumatori? È uno statement punk che parla di decadimento e capitalismo, oppure un capriccio dell'industria?

Crediti


Testo Abraham Martinez
Immagine Pietro D'aprano/Getty Images