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instagram sarebbe il social media peggiore per la salute mentale degli utenti

È ufficiale, Instagram ci fa sentire tutti uno schifo.

di Wendy Syfret
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22 maggio 2017, 11:21am

Salute mentale e social media hanno un rapporto difficile: ogni settimana saltano fuori nuove prove che confermano l'effetto positivo o quello negativo che queste piattaforme avrebbero su di noi. Condividere la propria vita online permette di selezionarne la versione più gioiosa e serena, omettendo ogni ombra da questa edizione artificiale della propria esistenza. Chiunque si sia mai perso nella gallery dell'ennesima influencer, tra avocado toast, yoga quotidiano e un guardaroba da sogno, sa perfettamente quanto queste vite costruite ad arte possano farci sentire uno schifo. Ma piattaforme come Tumblr, Twitter e Instagram offrono anche un'ancora di salvataggio a persone oltre la nostra cerchia sociale più stretta, e permette ai suoi utenti di esplorare sentimenti ed emozioni in modo meno feroce.

L'organizzazione britannica Royal Society for Public Health ha recentemente confermato l'importanza del tema con un nuovo studio chiamato #StatusofMind.Durante la ricerca hanno intervistato 1.500 persone tra i 14 e i 23 anni, chiedendo loro che impatto hanno avuto Instagram, Snapchat, Twitter, Facebook e YouTube sulla loro salute mentale. I risultati dimostrerebbero che Instagram sarebbe il social network più deleterio, in particolare per le giovani donne. La popolare applicazione si è guadagnata questo triste primato perché capace di filtrare ogni imperfezione, facendo sentire gli utenti ansiosi, depressi, soli e insoddisfatti—o come si legge spesso online, FOMO.

A portarsi a casa il risultato migliore, secondo lo studio, è YouTube. Nonostante le critiche ricevute per aver limitato la visione di contenuti LGBTQ, la piattaforma video è stato l'unico social media a ottenere valutazioni positive dai partecipanti alla ricerca. Il gruppo ha comunque sottolineato che l'uso prolungato di questo social media può far sentire gli utenti ancora peggio; in particolare, due o più ore di navigazione al giorno aumenterebbero il rischio di stress psicologico.

Riflettendo sui dati raccolti, l'organizzazione ha suggerito alle piattaforme online di inserire un claim in cui si afferma che l'immagine è stata modificata, seguendo le orme di molte pubblicazioni cartacee. Ammettono che sarebbe una politica difficile da attuare, perché il controllo sugli utenti risulterebbe complesso, ma "i marchi di moda, le celebrità e i servizi pubblicitari potrebbero firmare un codice etico, aggiungendo un piccolo simbolo alle loro immagini che indichi che i soggetti ritratti sono stati significativamente modificati."

E se i risultati dello studio sembrano preoccupanti, ma non così stupefacenti, il presidente dell'organizzazione Sir Simon Wessel ha voluto aggiungere un contesto a quanto affermata, sottolineando che il benessere psicologico non si raggiunge semplicemente mettendo lo smartphone in modalità aereo. "Sono sicuro che i social media abbiano un ruolo nella nostra infelicità, ma ci sono anche molti lati positivi… dobbiamo insegnare alle nuove generazioni come relazionarsi a tutti gli aspetti di tali piattaforme—sia quelli positivi, sia quelli negativi—e prepararle a un mondo sempre più digitale. Sarebbe pericoloso puntare il dito contro il mezzo per il messaggio che contiene." In parole povere, fate attenzione a ciò che vi passa sotto gli occhi.

Crediti


Testo Wendy Syfret
Immagine via Instagram