paul smith conquista firenze

Il debutto a Pitti della linea PS di Paul Smith mercoledì ci dimostra che tutti hanno la facoltà di reinventarsi, anche le leggende della moda.

di Anders Christian Madsen
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12 gennaio 2017, 12:40pm

La sartoria senza fronzoli di Paul Smith non potrebbe essere più lontana dai personaggi appariscenti che frequentano Pitti Immagine a Firenze: grandi barbe e calzini colorati. Quando il leggendario designer inglese ha presentato la sua linea PS di Paul Smith mercoledì sera, però, non abbiamo potuto fare a meno di notare alcune somiglianze tra queste due vere e proprie istituzioni della moda. Pitti cerca sempre di reinventarsi ad ogni stagione, dando la possibilità ai giovani designer di mostrare il loro lavoro, celebrando allo stesso tempo leggende della moda come Paul Smith. Sir Paul non si è mai adagiato sugli allori durante i suoi cinquanta e più anni nel settore. "La moda parla di oggi e del domani. Molti dei brand che sono che hanno iniziato con me purtroppo non esistono più perché si sono messi comodi senza immaginare che qualcuno stava per accelerare nella corsia di sorpasso", ha detto alla sua presentazione svolta al Palazzo Dogana di Firenze. "Bisogna rimettersi in gioco continuamente, o ci si dà al cento per cento o è meglio fermarsi. Non bastano il novanta o l'ottanta. O si arriva al cento per cento o niente."

E così, Sir Paul ha deciso che era il momento di dare un nuovo volta a Firenze - solo a due passi dalla sua residenza estiva nei pressi di Lucca - con una magnifica presentazione della sua linea PS by Paul Smith. I ballerini ci hanno dimostrato la funzionalità e resistenza di ogni capo cimentandosi in una coreografia sulle note di David Bowie, Prince e George Michael - deceduti tutti nel 2016 - da una tuta disegnata per ciclisti ad un parka impermeabile e pantaloni Stay-Sharp.

"Penso che il genere di persone che oggi s'interessano alla moda e acquistano i capi sia oggi cambiato radicalmente. Moltissime persone hanno scelto di spendere i loro soldi in modi diversi, per fare esperienze: andare Cile o in Patagonia, rifugiarsi da qualche parte su una montagna. Venderemo ancora un sacco di abiti e camicie, ma recentemente ho avuto un incontro con il mio design staff e nessuno dei ragazzi aveva addosso una camicia. Indossavano tutti pantaloni e felpa" spiega lo stilista. Circondarsi di persone giovani e investire in loro è il segreto dietro la costante evoluzione e la modernità di questo designer. A 70 anni e con una delle più grandi fortune in Gran Bretagna, Sir Paul non si rinchiude in una torre d'avorio. Al contrario, sta prendendo parte attiva in un settore che è cambiato radicalmente nel corso degli ultimi due anni con l'emergere di marchi come Vetements, Gosha Rubchinskiy e il brand britannico Cottweiler, che sarà a Pitti giovedi sera.

"La cosa più interessante è che prima dell'anno scorso non avevo mai avuto una conversazione con uno dei giovani del mio personale circa i problemi del mondo, la politica, gli episodi di terrorismo", ha raccontato Sir Paul. "Mi raccontavano dell'ultimo film uscito nelle sale, del fidanzato o di cosa avevano fatto la sera prima. Ora molto è cambiato. Ci troviamo in un periodo molto difficile e il disagio è palpabile. Ecco perché le cose belle e felici che ci fanno sperare hanno sempre uno scopo e non sono mai futili o superficiali, " Paul Smith potrà non avere un account Instagram all'avanguardia, e Pitti Immagine non sarà un magazzino abbandonato nella periferia di Parigi, ma dopo mercoledì sera è evidente come anche le leggende del mondo della moda stiano cercando di reinventarsi, facendo la concorrenza alla nuova guardia. E come ha detto Sir Paul, "Mi piace. Adoro il mio lavoro. Mi piace incontrare nuove persone. Stasera sono qui, domani è un nuovo giorno. Ero fuori ad un appuntamento con qualcuno di nome Pauline la notte scorsa", ha detto sorridendo, riferendosi alla moglie Lady Pauline Denyer. È venuta anche lei Firenze? "No, no, è troppo impegnata a fare pilates!"

Crediti


Testo Anders Christian Madsen

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