la nuova mostra di ai weiwei ci parla della crisi dei rifugiati

Nella sua prossima mostra l'artista cinese riflette sul proprio passato e sulla condizione delle migliaia di rifugiati che rischiano la propria vita alla ricerca di un futuro migliore.

di Lula Ososki
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05 agosto 2016, 9:40am

Safe Passage, Facebook, 2016 © Ai Weiwei Studio

Dopo aver marciato attraverso Londra con Anish Kapoor e aver creato opere controverse realizzate con i giubbotti di salvataggio raccolti a Lesbo, Ai Weiwei continua ad esplorare le dinamiche della crisi dei rifugiati. In occasione della sua prossima mostra alla Foam gallery di Amsterdam, l'artista cinese presenta una riflessione sia sulla propria esperienza personale da sorvegliato speciale da parte del Governo (motivo per il quale si è viso costretto a lasciare la Cina), che sulle sfide quotidiane che si trovano ad affrontare i rifugiati, costretti a lasciare la propria terra natia.

Dopo aver visitato l'isola di Lesbo nel 2015, Weiwei ha viaggiato attraverso i maggiori campi profughi del Mediterraneo, inclusi quelli in Siria, Turchia, Italia, Israele e Francia, e utilizzando Instagram per documentare ciò che vedeva. Per la mostra dal titolo #SafePassage, le mura di Foam sono state ricoperte da migliaia di foto che ha scattato sul suo cellulare, fornendo una toccante e onesta rappresentazione della vita dei migranti.

Ad accompagnare questo enorme collage fotografico, sarà anche presente una selezione delle sculture e video dell'artista.

Incoming refugee boat, Lesbos, Greece. 17 Febbraio 2016 © Ai Weiwei Studio

Crediti


Testo Lula Ososki

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