michel gaubert è il re assoluto delle musiche della settimana della moda

Abbiamo parlato con il creatore delle colonne sonore per Céline, Chanel, Dior, e Louis Vuitton.

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mar 12 2015, 10:20am

In un periodo in cui basta avere un portatile per fare il DJ, Michel Gaubert è il re di tutti gli uomini che vogliono veramente parlare di musica. Potrebbe avere entrambi, ma diversamente da tutti coloro che pretendono di essere hipster, lui non nominerà mai una band underground dal nome a voi sconosciuto come se fosse una sorta di fenomeno esoterico di cui voi non farete mai parte. "Poiché sono un DJ di moda, o in qualunque modo mi vogliate chiamare, non bisogna pensare che io conosca tutto. Ascolto brani che sono alla portata di tutti. Se sei una stylist, non devi mica vestire abiti Comme tutti i giorni. A volte avrai bisogno di indossare un paio di New Balance o di Converse," spiega parlandomi al telefono da Parigi, col suo accento continentale e un po' americanizzato. 

Per un uomo reverenzialmente acclamato come 'sound designer' dalla stampa di moda, e definito campione impareggiabile quando si parla di fusione tra moda e musica - annovera Céline, Chanel, Dior, e Louis Vuitton tra i suoi clienti di questa stagione - Gaubert è assolutamente rilassato sul fatto di godere della sua bella vita grazie alla sua reputazione. Parlerà dell'epidemia di mediocrità nella musica, ma alza gli occhi al cielo pensando ai personaggi snob del mondo della musica e ai loro desideri eccessivi. "Il mio più desiderio di cui vado più fiero è quello di guardare il video di Beyonce 7/11 20 volte di seguito quando è uscito, lei non è solo un'artista che mi piace particolarmente ma quando uscì il video pensai che fosse un lavoro estremamente intelligente", ha detto. Con qualcosa come 80,000 followers, su Instagram Gaubert è diventato tra gli addetti ai lavori nel mondo della moda uno degli oracoli della cultura pop, nutrendo i suoi fan con un'ininterrotta serie di post giornalieri con commenti ironici sul mondo delle celebrity diffondendo le sue dogmatiche opinioni riguardo le lontane sfere dei social media. Se la linea posta da Gaubert tra una presa di giro e un saluto sembra sottile, non potete immaginare quella riguardo la sua fissazione per il fandom. "Non è il successo a rovinare la musica," ha detto. "Il successo rovina le persone. Tutte queste ragazze e queste bands." 

Dopo aver dominato da giovane il mondo dei party, a 54 si dedica alla sua sobria vita parigina. "Non guardo più la TV. Non mi piace mangiare tutta quella robaccia," ha detto. Il sovraccarico, con tutte queste descrizioni, provoca la grande avversione di Gaubert nei confronti del mondo. Alla domanda quali sono le stelle della musica che meglio popolano il mondo della moda, si trova sconfitto. "Non vedo nient'altro che personaggi famosi calcare il tappeto rosso con vestiti improbabili. Le persone le adorano ma sembrano degli alberi di Natale. Io penso che dovrebbero recuperare un po' di semplicità. La vita non è così complicata."

Spostando la domanda intorno ai designer e il loro modo di intendere la musica, tutto cambia. Fa l'elenco citando Raf Simons, Phoebe Philo, e Karl Lagerfeld come alcuni dei più importanti esperti di musica nel mondo della moda accanto a Nicolas Ghesquière. "In ottobre per l'ultima sfilata di Louis Vuitton, Nicolas voleva il suono del silenzio. Ho lavorato a Los Angeles con un ragazzo chiamato Leopold Ross e abbiamo fatto dei mix insieme. Questa impostazione è stata molto intelligente."  Da vent'anni con la sua musica Gaubert è l'interprete del lavoro dei più importanti designer al mondo, e ha un archivio personale che conta più di 80.000 brani e oltre 400.000 tracce digitali. L'ambiente del mondo della moda, dice soffre per una sorta di popolarizzazione e per il suo stesso eccesso, mentre lui scrive i suoi pezzi per le sfilate rimanendo essenziale, memorabile e, come risultato, sopratutto una preziosissima parte della collezione. "Il film del 2014 per me è stato  Under the Skin, perché è stato come una sfilata di moda. Tutto era messo insieme così da diventare una cosa sola. Io ho sentito i pezzi ininterrottamente, e questo è quello che mi piace: che quando le persone escono dallo show, desiderino ascoltare quella stessa musica ancora e ancora. 

A causa del suo ruolo di profeta musicale della moda, Gaubert non è solo bombardato di richieste di preparare pezzi ("pile su pile") ma anche con l'inevitabile domanda su chi sarà la prossima star della musica. È una domanda che definisce ridondante in un periodo in cui le persone si stancano velocemente delle mode passeggere, "dopo un mese tutto finisce". Nel mondo della moda come in quello della musica, è entusiasta della lunga vita garantita dal far diventare sempre più grande il proprio stato attraverso piattaforme digitali che vendono i propri lavori. "Gli show potrebbero diventare delle affermazioni sociali, una dimostrazione di come la nostra società sta andando e dove. Alle persone piace fare abiti carini...  e il fatto è stato verificato, non trovi? Quando Dior ha creato il Nuovo Look ha fatto delle lunge gonne e usava molta stoffa proprio dopo la guerra, e le donne che indossavano quei capi li portavano come se le avessero rubate dalla strada, questo perché erano materiali di scarto e il paese era povero e cose così... Ma questa era una posizione politica di Dior: 'la era finita',"  But that was a political statement from Dior: 'the war is over'," dice Gaubert.

"La moda dovrebbe riflettere quello che ci sta succedendo intorno, questo è ciò che la rende desiderabile. Così è come la vedo."

@michelgaubert

Crediti


Testo Anders Christian Madsen 
Foto Ryan Aguilar