il meraviglioso mondo controverso di rodarte primavera/estate 17

L'ultima collezione di Kate e Laura Mulleavy è un inno all'individualismo decadente.

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set 15 2016, 11:15am

Janis Joplin ha registrato l'ipnotico inno a cappella Mercedes Benz tre giorni prima di morire d'overdose di eroina alla giovane età di 27 anni. Il testo, scritto insieme al poeta Michael McClure parla del desiderio americano per le cose belle e costose (come il pizzo fatto a mano di Rodarte, per esempio). La stessa Joplin - una delle ispirazioni per l'attuale collezione di Rodarte - guidava una Porsche dalle tinte psichedeliche. Kate e Laura Mulleavy sono riuscite a inglobare perfettamente questo spirito nella loro collezione primavera/estate 17, trasmettendo il loro messaggio servendosi di pizzo, strati di shearling e borchie.

Dopo la sfilata, Laura annovera Joplin e il film spagnolo del 1973, Lo spirito dell'alveare, tra le sue principali fonti d'ispirazione. "Si tratta di guardare il mondo come fanno i bambini, con innocenza e meno preconcetti," ha aggiunto. "L'idea di dover essere creativi." Catturare la forza di questo immaginario decadente è proprio la specialità di Rodarte. Pensiamo a Joplin, scalza, che si versa del costosissimo Veuve Cliquot a Woodstock. O Ana, la protagonista de Lo spirito dell'alveare, che immagina che un casolare abbandonato sia in realtà il nascondiglio di Frankenstein.

Janis era presente in ogni look, dai pachwork di pellicce ai fiori nei capelli (a lei il merito di aver indossato le corone floreali prima che diventassero celebri). Laura ci ha parlato anche della scelta di inglobare "altri pezzi più spensierati," come le giacche di pelle con cinture che delineano il punto vita e le bluse abbottonate dall'aria campagnola. Come Lo spirito dell'alveare, la quale influenza è del tutto intuitiva e permea dai "sentimenti calmi, delicati e innocenti." La bambina dall'aria seria potrebbe era evocata nei vestiti color crema, i soffici capelli vaporosi e persino nel casting.

Le sorelle Mulleavy riescono farci concentrare sui dettagli, attraverso i tessuti (pizzo), le silhouette, o il concept stesso (horror). Quel senso di rivelazione riflette il loro processo creativo. Laura ha descritto il suo interesse per Janis Joplin come, "È come se stessi scoprendo Monet per la prima volta. Conosci qualcosa talmente bene per tutta la tua vita fin quando non arrivi al momento in cui dici, 'pazzesco che questa donna sia esistita davvero'. Dobbiamo esserne grati. Non che non ci avessi mai pensato prima, solo che ora è diventato più chiaro." 

La sfilata si chiude sulle note di "I'm Set Free" di The Velvet Undergrounds. Un'inno alla libertà? Non proprio, secondo Laura. È solo una delle canzoni più belle alla quale sono riuscite a pensare.

Crediti


Testo Rory Satran
Fotografia Mitchell Sams