theaster gates e il potere dell’arte

Abbiamo parlato con l’artista multidisciplinare nativo di Chicago che ha trasformato edifici fatiscenti del South Side in nuovi poli artistici.

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set 1 2015, 8:35am

"Sento di essere in un momento in cui le persone sono davvero interessate su quale sarà la prossima mossa", afferma Theaster Gates. "Farà un grande capolavoro? Diventerà un artista commerciale? Ritratterà le sue affermazioni? Fallirà perché in fondo sappiamo tutti che è solo un escamotage?" borbotta tra sé e se. Mi viene in mente che la sua prima grande esibizione museale era intitolata To Speculate Darkly. "È bello vivere con un set di aspirazioni che sono oltre le aspettative", dice cambiando argomento. "Se non altro, posso sempre suonare canzoni ai bambini, così da sapere chi sia Thelonious Monk. Oltre che nella pratica artistica sono molto attivo anche nell'intrattenere i giovani con la musica", dice ridendo sembrando dannatamente serio. Grandi interrogativi a parte, Gathes sottolinea quanto l'obiettivo sia sempre quello di creare momenti perfetti, momenti poetici. "Voglio immaginarmi nel contesto di un momento e nel contesto di un luogo in compagnia delle mie idee e vedere quale sia il filo conduttore".

Ci siamo incontrati quando Gates era ancora fresco del suo secondo TED Talk e aveva da poco vinto il premio Artes Mundi 6. Si stava preparando alla sua seconda esibizione presso la White Cube Gallery di Londra, intitolata Freedom of Assembly, e alla sua partecipazione alle due Biennali di Venezia e Istanbul.

TED Talk è la piattaforma perfetta per Gates: un microfono e un pubblico di persone tanto entusiaste e tanto lungimiranti quanto lui. "Sono finalmente stato in grado di raccontare una storia esaustiva su Dorchester che comprendeva anche il tipo di impatto che un artista può avere sul mondo: al di là del tipo di pratica, ci è concesso avere un impatto sul mondo per via del modo in cui siamo stati educati e al modo in cui pensiamo". Dorchester è la performance più conosciuta di Gates. Dorchester Projects, che ha inaugurato nel 2009. Tutto è iniziato con un edificio a due piani abbandonato - convertito in libreria, archivio per negativi e food kitchen - che ora si trova ad essere il centro di una serie di edifici ristrutturati e riabilitati per sostenere e incoraggiare la riqualificazione del South Side di Chicago attraverso la condivisione di culture e idee. Distante da Art Institute e dal Museum of Contemporary Art, si posiziona come uno dei pochi centri culturali presenti nel quartiere a basso reddito.

"Se dovessimo parlare del corso del prossimo decennio, avrei iniziato il mio TED Talk dicendo: 'Sono un vasaio e una della cosa che ho imparato da subito con l'argilla è che i vasai hanno l'abilità di creare qualcosa dal nulla' e che il limite alla nostra scultura viene dato solo dalle nostre mani e dalla nostra immaginazione. Sin dall'inizio ho sentito che il peso della trasformazione gravava sulle mie spalle e che poteva essere tanto bella quanto sarei stato in grado di immaginarla e costruirla. Quindi, se fossi tu a portare questa specie di comprensione professionale attraverso la prossima decade? È passato dal dar forma alla mia casa a dar forma a un quartiere, fino al modellare un nuovo atteggiamento e all'immaginare che ci fosse una sorta di modello secondo il quale un artista avrebbe potuto dar forma al mondo". Molti restano comunque scettici riguardo alle idee di Gates come se si parlasse del profeta dell'economia effetto a cascata; ok, i suoi lavori viaggiano per tutto il mondo ma il loro cuore pulsante è sulle strade di Corchester, nel South Side di Chicago. I suoi progetti non interessano esclusivamente i collezionisti internazionali presenti del circuito dell'arte: leader civici della città e intere comunità sono altrettanti impegnati nella loro realizzazione.

Come dichiarato dal sindaco di Chicago Rahm Emanuel nel 2014 in occasione di un articolo su Gates pubblicato dall New Yorker: "Aveva una visione sul South Side. E dal momento che, come città e come paese, avevamo provato praticamente ogni altra forma di riqualificazione, ci siamo detti ' Perché non proviamo la cosa più evidente, l'arte?'. Theaster ha una devozione verso la sua arte e la comunità che ha dell'unico".

Come molti altri leader politici di Chicago, anche Gates ha un background esperienziale della prima infanzia a stretto contatto con la chiesa e, oltre che a due lauree in urbanistica, l'artista è laureato anche in studi religiosi. La teologia della liberazione è d'altro canto profondamente radicata in tutti i suoi lavori, alcuni dei quali sono stati anche inclusi lo scorso anno nell'opera Experiments with Truth: Gandhi and Images of Nonviolence esposta alla Menil Collection di Houston. Il pezzo presentato all'inizio dell'anno ad Artes Mundi - per il quale ha vinto il premio di oltre 60.000 €, condiviso con gli altri finalisti - era intitolato A Complicated Relationship Between Heaven and Earth, or, When We Believe. L'opera era volta a sfidare le classiche idee occidentali sulla Cristianità, concentrandosi su tematiche più specifiche e spiritualiste. Cercando di trovare dei riferimenti sull'arte di Gates, mi sento di sostenere che, nella mia mente, il suo fondamento storico si posiziona su un incrocio tra Joseph Beuys, Robert Rsuschenberg e Doris Salcedo. "Per me l'arte non è un potere. Credo forse nel potere dell'arte? Certo, ma capisco che il potere dell'arte e il potere di creare siano parte di un potere più grande… tutto questo mi è stato concesso attraverso un ricco muscolo spirituale che io ostento lungo il fianco del credo artistico". Che stia passeggiando o inciampi, Gates apira costantemente a un carattere spirituale sempre genuino ed è sempre pronto a darsi dello stupido quando qualcosa che è uscito dalla sua bocca gli risulta essere disonesto o sbagliato.

La musica della chiesa è la musica che sente maggiormente come sua. Prima del nostro incontro, Theaster ed io facevamo entrambi parte di un comitato insieme alla curatrice Naomi Beckwith - anche lei di Chicago. Quando è arrivato il turno di Theaster di parlare, sono rimasto sorpreso dal vederlo intonare una canzone profonda e malinconica dai chiari legami con gli spirituali negri - Naomi ha riso, probabilmente quella non era una novità per lei, e insieme abbiamo iniziato a intonare il gospel. Un'altra significativa parte del suo lavoro fino ad oggi, è rappresentata dalla collaborazione musicale con i Monaci Neri del Mississipi, l'ensemble sperimentale formato da Gates nel 2009. I Monaci combinano i loro, palesi, "ideali di moderazione melodica occidentale" con "lo spirito del gospel dalla Chiesa Nera e l'anima del Blues".

"Non so nemmeno dirti che cosa faccio cantando", mi spiega Gates, "non c'è mai stato questo peso. Penso che ciò che ho fatto sia stato imparare a parlare. Ho imparato a comunicare al di là del mio corpo, un allenamento che facevo ogni domenica. Ogni domenica c'erano le prove del coro e c'erano queste note e dovevi memorizzarle. Fatto questo dovevi imparare a counicarne le emozioni. Quindi… è merito della chiesa, anche se chiesa è solo una parola - è stata più simile a una scuola. Ho sempre sostenuto di essere alla ricerca del miglior linguaggio per trasmettere le idee e, qualche volta, un oggetto fisico non è il modo migliore. Pratica!"

Crediti


Testo Franklin Sirmans
Foto su cortese concessione di Theaster Gates